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Pagamento successivo al concordato: il credito IVA non è considerabile come sorto in occasione della procedura

Non si può considerare il credito IVA relativo alle operazioni antecedenti al concordato preventivo come sorto in occasione delle procedure concorsuali; tali operazioni si devono considerare effettuate al momento dell’emissione della fattura, anche se il pagamento della prestazione è avvenuto successivamente all’apertura della procedura concorsuale. Questo è quanto chiarito dall’Agenzia delle Entrate con la Risposta ad interpello n. 164 diffusa nella giornata di ieri.

 

Il caso. L’istante (una società di custodia e commercio di veicoli) poneva la questione se l’IVA a esigibilità differita, relativa ad alcune prestazioni fatturate prima della procedura concorsuale, ma pagate successivamente all’apertura della stessa, sia riconducibile tra i crediti prededucibili, ovvero tra i crediti concorsuali.

 

I chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate. La Legge Fallimentare ha introdotto la nozione di crediti “prededucibili”, annoverando fra questi “quelli così qualificati da una specifica disposizione di legge, e quelli sorti in occasione o in funzione delle procedure concorsuali”, distinguendoli così da quelli “concorsuali”. Pertanto, i criteri necessari (e alternativi) per attribuire la prededucibilità sono: quello della specifica previsione normativa, quello cronologico e quello funzionale. Posto che le operazioni in questione si considerano effettuate al momento di emissione della fattura (in base ai criteri ordinari stabiliti dall’art. 6 del DPR n. 633/1972) il credito IVA dell’Erario relativo alle operazioni stesse non può essere considerato sorto “in occasione o in funzione delle procedure concorsuali”, anche se il pagamento della prestazione o cessione si è verificato successivamente all’apertura della procedura concorsuale.

 

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