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Prededuzione del credito del professionista nel concordato preventivo

15 Marzo 2017 |

Cass. Civ.

Prededuzione

Il credito del professionista che abbia svolto attività di assistenza e consulenza per la redazione e la presentazione della domanda di concordato preventivo, rientra de plano tra i crediti sorti in funzione di quest’ultima procedura e, come tale, a norma dell’art. 111, comma 2, l.fall., va soddisfatto in prededuzione nel successivo fallimento, senza che, ai fini di tale collocazione, debba essere accertato, con valutazione ex post, che la prestazione resa sia stata concretamente utile per la massa in ragione dei risultati raggiunti.

 

Il caso. Il Tribunale con decreto respingeva l’opposizione allo stato passivo del Fallimento di una S.a.s. proposta, in relazione alla domanda di ammissione del proprio credito professionale, anche in prededuzione, da un avvocato in quanto riguardante attività di consulenza ed assistenza stragiudiziale e quella di redazione e deposito della domanda di concordato preventivo della società in bonis, crediti ammessi tutti al passivo ma in una misura inferiore a quella richiesta e non in prededuzione. Avverso tale decreto il professionista proponeva ricorso per cassazione.

 

In tema di liquidazione delle spese, diritti ed onorari di giudizio, il giudice non è vincolato dal parere di congruità espresso dal Consiglio dell’Ordine. In materia di liquidazione delle spese, diritti ed onorari di giudizio ex artt. 28 e 29 L. n. 794/1942, come già precedentemente  affermato dalla Suprema Corte (Cass. n. 13743 del 2002), il giudice non è vincolato dal parere di congruità espresso dal Consiglio dell’Ordine degli avvocati ma, qualora se ne discosti, è tenuto ad indicare, sia pure sommariamente, le voci per le quali ritiene il compenso non dovuto oppure dovuto in misura ridotta, al fine di consentire il controllo sulla legittimità della decisione. Tuttavia il giudice delegato non può negare la collocazione in via prededucibile, ma deve riconoscerla de plano, poiché il credito in oggetto rientra in modo naturale tra quelli funzionali alla procedura di concordato preventivo, senza che possa sindacarsi questa volta – a differenza che per il quantum – sulla sussistenza o meno della prededuzione in rapporto all’esito della domanda concordataria.

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