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Può essere dichiarata fallita la società che impugna la cartella esattoriale e si cancella dal registro delle imprese

29 Maggio 2015 |

Cass. Civ.

Cancellazione dal registro delle imprese

La società che, avendo contestato una cartella dell’Agenzia delle Entrate, si è frattanto cancellata dall’elenco delle imprese, può essere dichiarata fallita. Lo ha deliberato la Cassazione con l’ordinanza n. 10819/2015, del 26 maggio.

 

Il caso. La Suprema Corte respinge il ricorso presentato da una società che aveva reclamato la dichiarazione di fallimento; in precedenza, la Corte di Appello aveva già respinto il reclamo contro la sentenza che dichiarava il fallimento della società e la sua cancellazione dal registro delle imprese.
La società lamentava, quindi, di non essere tenuta al pagamento dell’ingente credito vantato dall’Erario nei suoi confronti, sostenendo inoltre che il processo tributario poteva rimanere in uno stato di quiescenza, vista e considerata la cancellazione della stessa dal registro imprese e quindi essendo divenuta inesistente la parte legittimata a proseguire il processo.

 

Gli effetti della cancellazione dal Registro delle imprese. Per la Cassazione, tuttavia, le argomentazioni della parte ricorrente sono da considerarsi infondate. La cancellazione dal registro della società rendeva infatti definitiva la cartella esattoriale e la sentenza di primo grado. Argomentano i Giudici: “la mera contestazione del credito, comunque portato da un avviso di accertamento la cui congruità era già stata confermata da una sentenza di primo grado, ancorché temporaneamente privo di efficacia esecutiva, non poteva essere sufficiente a farne presumere l’inesistenza”.

Definitivamente accertato il credito tributario contestato dalla contribuente, la Cassazione ha rigettato il ricorso.

 

                                                                                                   (Fonte: Fiscopiù)

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