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Riforma della crisi di impresa: approvato in via preliminare il decreto che introduce il nuovo Codice

09 Novembre 2018 | Fallimento: disciplina generale

Il Consiglio dei Ministri riunitosi nella giornata di ieri, ha approvato, in esame preliminare, su proposta del Ministro della Giustizia, un decreto legislativo che, in attuazione della legge delega n. 155/2017, introduce il nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza.

 

Obiettivo del nuovo Codice – sottolineano da Palazzo Chigi – è quello di riformare in modo organico la disciplina delle procedure concorsuali, con due principali finalità:

  • consentire una diagnosi precoce dello stato di difficoltà delle imprese;
  • salvaguardare la capacità imprenditoriale di coloro che vanno incontro a un fallimento di impresa dovuto a particolari contingenze.

 

Tra le novità introdotte dal suindicato decreto si segnalano:

 

  • la sostituzione del termine fallimento con l’espressione “liquidazione giudiziale” in conformità a quanto avviene in altri Paesi europei, come la Francia o la Spagna, al fine di evitare il discredito sociale anche personale che anche storicamente si accompagna alla parola “fallito”;
  • la priorità di trattazione alle proposte che comportino il superamento della crisi assicurando continuità aziendale;
  • l’uniformità e la semplificazione della  disciplina dei diversi riti speciali previsti dalle disposizioni in materia concorsuale;
  • la riduzione della durata e dei costi delle procedure concorsuali;
  • l’istituzione presso il Ministero della giustizia di un albo dei soggetti destinati a svolgere su incarico del tribunale funzioni di gestione o di controllo nell’ambito di procedure concorsuali, con l’indicazione dei requisiti di professionalità esperienza e indipendenza necessari all’iscrizione;
  • armonizzazione delle procedure di gestione della crisi e dell’insolvenza del datore di lavoro con forme di tutela dell’occupazione e del reddito di lavoratori.
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