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Riforma forense: la Camera approva il ddl. Ora al voto in Senato

La Camera ha approvato, lo scorso 31 ottobre, il disegno di legge sulla riforma forense, con 395 voti favorevoli, 7 contrari e 14 astenuti. Ora il testo torna all’esame del Senato per la definitiva conversione in legge.

La nuova disciplina della professione forense è stata accolta favorevolmente da Oua e Cnf, gli organismi maggiormente rappresentativi dell’Avvocatura, secondo i quali le modifiche apportate dalla Camera correggono i punti più controversi, che nei mesi passati sono stati oggetto di accese discussioni, anche a seguito dell'approvazione, ad agosto, del D.P.R. n. 137/12 (regolamento recante riforma degli ordinamenti professionali). Per il Consiglio Nazionale Forense, infatti, il nuovo testo «rafforza la qualificazione professionale degli avvocati […] e tutela l’interesse pubblico all’effettività della tutela dei diritti dei cittadini».
Ecco, in sintesi, gli aspetti principali della riforma.

 

Società tra professionisti senza socio esterno. Viene rivisto, in primo luogo, uno degli aspetti più problematici, su cui si erano concentrate le critiche dell’Avvocatura: quello relativo alle società tra professionisti. Per garantire l’autonomia delle prestazioni professionali, viene esclusa la presenza di soci di capitale esterni. Il Governo è, quindi, delegato ad adottare, entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, un decreto legislativo per disciplinare le società composte solo da avvocati.

 

Compensi. Il compenso è lasciato alla libera pattuizione tra cliente e avvocato. Quest’ultimo è tenuto a informare il cliente del livello di complessità dell’incarico. Il preventivo, invece, dovrà essere fornito solo su richiesta. Reintrodotto il divieto di patto di quota lite.

 

E tariffe. In mancanza di accordo sul compenso, per la liquidazione giudiziale dei compensi si farà ricorso ai nuovi parametri di cui al D.M. n. 140/2012. La giurisprudenza di legittimità ha già chiarito che tali parametri sono applicabili a tutte le cause ancora in corso al momento dell’entrata in vigore della nuova normativa (23 agosto 2012), anche con riferimento a prestazioni iniziate e in parte svolte in epoca precedente, sotto la vigenza delle previgenti tariffe: è questo l’orientamento espresso dalle sentenze S.U. n. 17405 e 17406 del 12 ottobre, e recentemente ribadito dalla sentenza n. 18920 del 5 novembre.

 

Assicurazione obbligatoria. Confermata l’assicurazione obbligatoria: l’avvocato, l’associazione o la società tra professionisti devono stipulare autonomamente una polizza assicurativa a copertura della responsabilità civile derivante dall’esercizio della professione. Gli stessi soggetti devono stipulare, anche per il tramite delle associazioni o enti previdenziali, apposita polizza a copertura degli infortuni.

 

Così come l’iscrizione a Cassa Forense. E a proposito di previdenza, la nuova disciplina prevede l’iscrizione obbligatoria alla Cassa di previdenza forense per chi si iscrive all’Albo.

 

Formazione continua. L’art. 11 dispone che «l’avvocato ha l’obbligo di curare il continuo e costante aggiornamento della propria competenza professionale». A tale scopo il Cnf deve stabilire le modalità e le condizioni per l’assolvimento dell’obbligo di formazione continua, superando l’attuale sistema dei crediti formativi.

 

Pubblicità: sì, ma… La pubblicità informativa è consentita, ma le informazioni diffuse con qualunque mezzo, anche informatico, devono essere veritiere, corrette e non comparative o ingannevoli.

 

Tirocinio di 18 mesi. La pratica dura 18 mesi e può essere svolta, per sei mesi, anche durante l’ultimo anno di studi universitari: niente di nuovo rispetto a quanto stabilito nel precedente D.P.R. Ma da oggi, decorsi sei mesi (non più un anno) dall’iscrizione nel registro dei praticanti, il tirocinante può esercitare attività professionale in sostituzione dell’avvocato. Introdotta, inoltre, la possibilità di svolgere il tirocinio presso due avvocati contemporaneamente, previa autorizzazione del CdO, se la mole di lavoro di uno di essi non sia tale da permettere al praticante una sufficiente offerta formativa. Offerta che, in ogni caso, deve essere completata con la frequenza di corsi di formazione specifici tenuti da ordini e associazioni forensi, per un periodo non inferiore a 24 mesi.

 

Esame di stato. Stralciato l’art. 46, che aggiungeva una seconda sessione annuale, l’esame di stato rimane in un unico appuntamento all’anno, ma con rilevanti novità che, se confermate, non faranno piacere ai praticanti: le tre prove scritte dovranno essere sostenute con il solo ausilio dei codici, senza commenti e citazioni giurisprudenziali (ma la nuova disciplina sarebbe applicabile solo a partire dal terzo anno successivo all’entrata in vigore della legge).

 

Sportello per il cittadino. Gli Ordini sono deputati a garantire l’interesse pubblico alla correttezza della giurisdizione: anche per questo motivo vengono istituiti sportelli per i il cittadino presso gli Ordini.

 

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