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Si può proporre una nuova istanza di fallimento anche prima del decreto di chiusura del precedente fallimento revocato

È possibile presentare una seconda richiesta di fallimento, dopo che il precedente sia stato revocato, anche prima che sia decorso il termine per proporre reclamo avverso il decreto di chiusura, ex art. 119 l. fall. Si è espressa in questi termini la Cassazione, con la sentenza n. 2673, depositata l’11 febbraio.

 

Il caso. Nell’ambito di una complessa vicenda processuale, una società veniva dichiarata fallita. Successivamente il fallimento veniva revocato e tale decisione, impugnata sia per revocazione che per cassazione, veniva confermata. Dopo che un creditore presentava una seconda istanza, il tribunale dichiarava nuovamente il fallimento della società. Tutti i ricorsi venivano respinti e la fallita proponeva ricorso per cassazione.

 

Revoca e chiusura del fallimento. Tra i diversi motivi di ricorso, una questione centrale attiene alla possibilità, per un creditore, di presentare una seconda istanza di fallimento, dopo che il precedente sia stato revocato, ma prima che sia definitivamente chiuso per effetto del decreto ex art. 120 l. fall.
Secondo la ricorrente nessun creditore avrebbe potuto agire nei suoi confronti, atteso che solo con il decreto di chiusura cessano gli effetti del fallimento e i creditori riacquistano il libero esercizio delle azioni verso il debitore, ex art. 120, comma 3.
Ma, osserva la Suprema Corte, tale disposizione si riferisce alle azioni individuali e non può essere applicata anche ad un’istanza di fallimento.

 

Nuova istanza di fallimento basata su elementi successivi che rivelino insolvenza. Ci si deve domandare, quindi, se la presentazione di questa seconda istanza di fallimento, prima del decreto di chiusura, comporti una pronuncia di improponibilità o improcedibilità del tribunale.
La Cassazione osserva che non vi sono norme che impediscano la proposizione di una seconda istanza di fallimento basata su fatti rivelatori di insolvenza nuovi e successivi a quelli del primo fallimento. In particolare, i giudici affermano che “l’essere ancora in vita il primo fallimento avrebbe potuto spiegare effetto preclusivo solo ove tale situazione fosse stata sussistente alla data della pronuncia sulla seconda istanza ex art. 6”.

 

Il principio di diritto. In conclusione, viene enunciato il seguente principio di diritto: “nel caso in cui, revocata la dichiarazione di fallimento, non sia stato emesso il decreto di chiusura ex art. 119 l. f., la presentazione della successiva istanza di fallimento, basata sulla prospettazione di fatti intervenuti rivelatori di insolvenza del debitore, non è di per sé preclusa, spettando al Tribunale, in sede di decisione, verificato se sia stato medio tempore emesso il decreto di chiusura del primo fallimento, al fine di ritenere esaminabile nel merito la ricorrenza degli elementi costitutivi della pronuncia di fallimento”.
 

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