Quesiti Operativi

Legittimazione passiva del liquidatore giudiziale

16 Dicembre 2016 | , Liquidatore giudiziale

Il liquidatore giudiziale di un concordato preventivo in continuità che degrada al chirografo un credito (messo in prededuzione nel piano concordatario omologato) è litisconsorte necessario nella causa di accertamento della collocazione come creditore prededucibile intentata con causa ordinaria dal creditore?

 

 

Disciplina giuridica. L’art. 182 l.fall., rubricato “Cessioni”, prevede che: “Se il concordato consiste nella cessione dei beni e non dispone diversamente, il tribunale nomina nel decreto di omologazione uno o più liquidatori e un comitato di tre o cinque creditori per assistere alla liquidazione e determina le altre modalità della liquidazione. In tal caso, il tribunale dispone che il liquidatore effettui la pubblicità prevista dall' art. 490, primo comma, del codice di procedura civile e fissa il termine entro cui la stessa deve essere eseguita. Si applicano ai liquidatori gli articoli 28, 29, 37, 38, 39 e 116 in quanto compatibili (…)”.

Osservazioni. Come è noto, le ultime riforme del concordato preventivo, pur avendo inciso sulla disciplina dell’istituto, non hanno mutato il sistema della verifica dei crediti e dei debiti.

Conseguentemente, dottrina e giurisprudenza continuano a ritenere che nel concordato preventivo non è prevista una verifica finalizzata all’accertamento dell’esistenza e del rango delle obbligazioni concorsuali. Ne deriva che l’iscrizione al passivo di una partita debitoria privilegiata (o meno) non implica il riconoscimento (o la negazione) del diritto di prelazione in sede di liquidazione.

La quantificazione dei crediti e il loro rango, in definitiva, è funzionale alla verifica solo del diritto all’ammissione al voto in sede di adunanza e non pregiudica qualsivoglia ulteriore accertamento.

Questo breve excursus porta a concludere che, anche attualmente, “la verifica dell’elenco dei creditori e dei debitori” ai sensi dell’art. 171, comma 1, l.fall. (con le eventuali rettifiche apportate dal Commissario Giudiziale) ha natura solo amministrativa.

Al Liquidatore Giudiziale spetta poi il compito, benchè non espressamente indicato nell’art. 182 l.fall., ma ormai sempre stabilito nei decreti di omologazione, di predisporre un elenco dei creditori con indicate le cause di prelazione, talvolta entro un termine perentorio stabilito nel decreto stesso.

Detto elenco, non avendo gli stessi effetti dello stato passivo formato dal Curatore ex art. 97 l.fall., non è impugnabile con i normali mezzi previsti dalla Legge Fallimentare (art. 98 l.fall.) dagli eventuali creditori dissenzienti. Costoro, quindi, dovranno instaurare un giudizio ordinario di cognizione nei confronti, giustappunto, del Liquidatore Giudiziale, come anche di recente ha stabilito la Cassazione, che assegna “al liquidatore, nell'ambito del mandato conferitogli, la legittimazione attiva e passiva in tutte le controversie relative ai rapporti obbligatori sorti nel corso ed in funzione delle operazioni di liquidazione” (cfr. ex pluribus Cass. 7 luglio 2015, n. 14052 e Cass. 3 aprile 2013, n. 8102).

In particolare, l’orientamento prevalente ritiene che legittimato passivo sia, oltre che il debitore concordatario, anche il Liquidatore Giudiziale in qualità di litisconsorte necessario ogniqualvolta il giudizio possa spiegare effetti sulla liquidazione. La Suprema Corte ha in questo senso stabilito che “il liquidatore giudiziale è contraddittore necessario nella cognizione delle domande di condanna al pagamento di somme in favore della liquidazione ed in quelle comunque idonee ad influire sul riparto” (Cass. 14 maggio 2005, n. 10134; Cass. 26 luglio 2001, n. 10250).

Alla luce di quanto precede, quindi, si ritiene che il Liquidatore Giudiziale sia litisconsorte necessario nel giudizio promosso dal creditore che contesti la degradazione al chirografo del credito già ammesso in via prededuttiva, in quanto gli esiti di detto giudizio incidono sulla liquidazione.

 

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