Quesiti Operativi

Sovraindebitamento: presupposti per la chiusura della procedura

L'art. 14-novies della L. 3/2012 al n. 5 stabilisce: "accertata la completa esecuzione del programma di liquidazione e, comunque, non prima del decorso del termine di quattro anni dal deposito della domanda, il giudice dispone, con decreto, la chiusura della procedura". Il liquidatore nominato conclusa la propria attività, presentato il rendiconto, ottenuto il compenso e ripartite le somme, può presentare l'istanza di chiusura? Ed il G. D. come si regola, visto che devono trascorrere 4 anni?

 

L’istanza con la quale viene chiesta la chiusura della procedura può essere presentata soltanto dopo la completa esecuzione del programma di liquidazione e, in ogni caso, non prima di quattro anni dal deposito dell’istanza di ammissione alla procedura.

 

Riferimenti normativi - Art. 14-novies legge 27 gennaio 2012, n. 3 (“Disposizioni in materia di usura e di estorsione, nonché di composizione della crisi da sovraindebitamento”) come modificata dal D.L. 18 ottobre 2012, n. 179 convertito con modificazioni dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221

 

Premessa - La procedura di liquidazione del patrimonio del debitore si snoda secondo un percorso molto simile a quello previsto dalla legge fallimentare per il fallimento. Il procedimento è disciplinato dall’art. art. 14-novies della legge 27 gennaio 2012, n. 3.

Il gestore della procedura è il liquidatore, nominato dal giudice tra i soggetti in possesso dei requisiti per la nomina a curatore contenuti nell’art. 28 l.fall.. Questi dovrà provvedere all’inventario dei beni e crediti da liquidare secondo un programma di liquidazione che assicuri una ragionevole durata della procedura, esercitando ogni azione finalizzata all’apprendimento del patrimonio del debitore e alla sua liquidazione tramite procedure competitive.

L’ultimo comma dell’art. art. 14-novies prevede che la procedura liquidatoria resti aperta sino alla completa esecuzione del programma di liquidazione e, in ogni caso, per un periodo minimo di quattro anni dalla data di deposito dell’istanza di ammissione alla procedura.

Tale previsione è stata criticata dai primi commentatori, che non hanno mancato di sottolineare la natura vagamente “afflittiva” della norma nei confronti del debitore e il contrasto con il generale intendimento del legislatore di abbreviare la durata dei processi.

La scelta del legislatore pare, tuttavia, giustificata dall’esigenza di evitare condotte opportunistiche da parte del debitore che intenda sottrarsi dall’obbligo di devolvere tutto il proprio patrimonio al soddisfacimento dei creditori. La norma si collega al successivo art. 14-undecies, secondo cui anche i beni sopravvenuti nei quattro anni successivi al deposito della domanda di liquidazione costituiscono oggetto della liquidazione stessa, dedotte le passività per l’acquisto e la conservazione.

A differenza di quanto avviene nel fallimento, dove è il Tribunale che si pronuncia con decreto (art. 119, comma 1, l.fall.), la chiusura della procedura in oggetto viene dichiarata dal giudice designato, il quale verifica la sussistenza dei presupposti per la chiusura.

 

La risposta al quesito –Dunque il liquidatore deve attendere almeno 4 anni per procedere al deposito dell’istanza di chiusura della procedura. Diversamente il giudice non potrebbe che respingere il ricorso mancando il requisito previsto  dal comma 5 dell’art. 14-novies.

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