Bussola

Azione revocatoria ordinaria

Sommario

Inquadramento | La legittimazione del curatore all’azione revocatoria ordinaria | Natura “sostitutiva” della legittimazione del curatore e conseguenze | Natura e presupposti dell’azione: a) distinzione tra atti gratuiti ed atti a titolo oneroso | Segue: b) presupposti per la revoca degli atti a titolo gratuito | Segue: c) la revocatoria ordinaria degli atti a titolo oneroso | Prescrizione dell’azione | Riferimenti |

 

L’azione revocatoria ordinaria non è un istituto fallimentare, bensì nasce come azione di tutela dei singoli creditori, disciplinata dall’art. 2901 c.c. e come tale viene regolata a prescindere dall’accertamento di uno stato di insolvenza. L’art. 66 l. fall., peraltro, prevede che quando il debitore venga dichiarato fallito, l’azione possa essere esercitata – in luogo ed in sostituzione dei creditori nella loro collettività – dal curatore, che può sia proseguire le cause già avviate, accettandole nello stato processuale in cui si trovano, sia avviare una nuova iniziativa revocatoria.   Poiché, peraltro, il curatore, sia che subentri nella revocatoria pendente, sia che avvii una causa autonoma, esercita la stessa azione che spetta al creditore, l’accoglimento dell’iniziativa è subordinato ai requisiti civilistici, sia sotto il profilo processuale, sia quanto alla prova dei presupposti sostanziali, costituiti dall’eventus damni ed altresì, per gli atti a titolo gratuito, dalla scientia damni in capo al debitore, cui si aggiunge, per gli atti a titolo oneroso l’onere di provare analogo stato soggettivo in capo all’accipiens. Possono essere impugnati anche atti antecedenti al sorgere del credito, ma in tal caso dovrà essere provato il consilium fraudis ovvero che l’atto fosse pre...

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