Bussola

Conversione del credito in capitale

08 Settembre 2017 | ,

Sommario

Premessa | Aumento di capitale mediante conversione dei crediti | Aumento del capitale con conversione forzosa | La delega al consiglio di amministrazione | La conversione del credito in equity | Coordinamento tra disciplina societaria e disciplina fallimentare | In conclusione |

 

La c.d. “conversione dei crediti” in sede di aumento di capitale rientra nella categoria delle operazioni straordinarie riorganizzative dell’investimento.   La conversione forzosa consiste nella possibilità di imporre alla minoranza dei creditori la soddisfazione della propria pretesa creditoria attraverso l’attribuzione di azioni, quote o altri strumenti finanziari partecipativi ed è attuabile nell’ambito del concordato preventivo in continuità ex art. 186- bis l.fall.. È discutibile la compatibilità di una conversione forzosa nel contesto di un accordo di ristrutturazione ai sensi dell’art. 182-septies l.fall. e nei confronti dei creditori estranei soggetti ad estensione forzosa delle clausole negoziali.   L’aumento di capitale a servizio della conversione, volontaria o forzosa, dei crediti è configurabile quale aumento di capitale per cassa e non come aumento di capitale in natura, quindi non soggetto agli adempimenti di cui all’art. 2440 c.c. (che, come noto, richiama la disciplina degli artt. 2342 e 2343 c.c.).   L’aumento di capitale non produce l’incremento di una posta dell’attivo (come normalmente avviene quando si sottoscrivono aumenti di capitale con versamenti in denaro), ma l’eliminazione di una posta del passivo, fermo restando che anche nell’operazione di debt-...

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