Bussola

Curatore fallimentare: ruolo e funzioni

Sommario

Inquadramento | La nomina del curatore | Sostituzione e revoca del curatore | Adempimenti e doveri del curatore fallimentare | L’accertamento del passivo | Le relazioni ex art. 33 l. fall. | Il programma di liquidazione | Il rendiconto ed il piano di riparto finale | La disciplina tributaria | Riferimenti |

 

Il curatore è uno degli organi preposti al fallimento. A lui compete soprattutto l’amministrazione e la gestione del patrimonio fallimentare. Tale funzione, che si estrinseca sotto i diversi aspetti dell’acquisizione del patrimonio, della sua conservazione e, da ultimo, della sua liquidazione, è svolta sotto la vigilanza del giudice delegato e del comitato dei creditori, nell’ambito delle funzioni allo stesso attribuite (art. 31 l. fall.).   Il curatore esercita personalmente le funzioni del proprio ufficio (per le quali, ai sensi dell’art. 30 l. fall., è pubblico ufficiale), ma può sia delegare ad altri specifiche operazioni, previa autorizzazione del comitato dei creditori, sia essere autorizzato dal comitato dei creditori medesimo a farsi coadiuvare da tecnici o da altri soggetti retribuiti, sotto la sua responsabilità.   Per l’attività svolta, il curatore fallimentare ha diritto ad un compenso liquidato (su istanza dello stesso, con decreto del tribunale non soggetto a reclamo, su relazione del giudice delegato) in misura percentuale sull’attivo realizzato e passivo accertato. Il tribunale ha la facoltà di concedere acconti al curatore sul compenso finale a condizione che ogni acconto sia preceduto da un riparto. In presenza di giustificati motivi, debitamente esposti dal...

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