Bussola

Esenzione da revocatoria

Sommario

Inquadramento | La limitazione delle fattispecie passibili di azione revocatoria | Gli atti esonerati in funzione della loro tipologia | Segue: esenzioni connesse con la finalità dell’atto | Segue: esenzione da revocatoria ed esito negativo delle procedure alternative | L’esenzione da revocatoria di cui all’art. 70 l. fall. e le rimesse in conto corrente bancario | Effetti ed estensione | Le esenzioni previste al quarto comma dell’art. 67 l. fall. | Cenni all’inammissibilità della revocatoria in applicazione dell’art. 13 Reg. UE 1346/2000 | Riferimenti |

 

Una delle principali novità della riforma concorsuale è costituita dalla limitazione – non solo temporale – delle fattispecie nelle quali gli atti in astratto oggettivamente pregiudizievoli per gli altri creditori vengono mandati esenti da revocatoria dal comma 3 dell’art. 67 l. fall., che risulterà in tali casi inammissibile. Le esenzioni possono essere ricondotte a due tipologie fondamentali: quelle che derivano dalla volontà di proteggere talune tipologie di atti (pagamenti “normali” dei fornitori, pagamento di stipendi, contratti preliminari non a fini speculativi) e quelle finalizzate ad incentivare l’utilizzo di strumenti preventivi e di composizione negoziale della crisi di impresa (atti e pagamenti previsti in un piano attestato ovvero che siano funzionali o costituiscano esecuzione di procedure di concordato o di ristrutturazione dei debiti), con la “protezione” degli atti inerenti o funzionali a tali procedure alternative al fallimento. In entrambi i casi, poi, si può ravvisare la presenza di valutazioni che si possono anche equiparare all’introduzione di casi di inscientia decoctionis presunta juris et de jure ovvero di esclusione della valenza pregiudizievole dell’atto. Alle fattispecie previste dal terzo comma dell’art. 67 l. fall. si aggiunge quella prevista dal...

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