Bussola

Esercizio provvisorio dell’impresa

27 Aprile 2016 |

Sommario

Inquadramento | L'esercizio provvisorio disposto in via di urgenza | L'esercizio provvisorio disposto in corso di procedura | L'esercizio provvisorio nel programma di liquidazione | Lo svolgimento della gestione provvisoria: poteri e responsabilità del curatore | Effetti: nuovi debiti e contratti in corso | Il sistema dei controlli e la cessazione dell'esercizio provvisorio | Esercizio provvisorio versus affitto endo-fallimentare | Riferimenti |

 

L'esercizio provvisorio dell'impresa nel fallimento comporta la prosecuzione pro tempore dell'attività d'impresa in corso di procedura. L'istituto ha recentemente conosciuto una crescente applicazione pratica, sulla scorta di una nuova e diffusa sensibilità che non riduce più necessariamente la procedura fallimentare ad una liquidazione immediata ed atomistica dei valori aziendali; ma, viceversa, è tesa a consentire le soluzioni che siano funzionali alla conservazione dei valori dell'organizzazione e dell'avviamento, nella prospettiva di una più efficiente e proficua riallocazione degli assets. In tale logica, la gestione endofallimentare dell'impresa, condotta dal curatore, permette, al pari della diversa modalità conservativa rappresentata dall'affitto endoconcorsuale dell'azienda, di traghettare l'azienda verso cessioni in blocco ovvero aggregate. E può riguardare, per espressa previsione normativa, l'intera azienda ovvero singoli rami, preesistenti o di nuova costituzione, in una con la contemporanea liquidazione di rami da dismettere immediatamente. Un percorso di liquidazione in senso tradizionale, vale a dire,  strettamente disgregativo, si lascia preferire solo qualora lo stato di decozione sia stato così grave da far  perdere  ogni plusvalore dell’organismo imprendito...

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