Bussola

Inammissibilità della proposta di concordato

Sommario

Inquadramento | Concessione del termine per integrazioni del piano e produzione documentale. Contraddittorio del debitore | Giudizio di inammissibilità della proposta | Decreto di inammissibilità e dichiarazione di fallimento | Impugnazioni | Riferimenti |

 

La proposta concordataria può arrestarsi prima dell’iter previsto dalla legge e determinare la conclusione negativa della procedura con la conseguenza che il debitore può essere sottoposto alla dichiarazione di fallimento (Quatraro - Burchi, “Revoca dell’ammissione e dichiarazione di fallimento (le chiusure anomale del concordato preventivo)”, in Crisi d’impresa e procedure concorsuali, Cagnasso - Panzani (a cura di), Torino, 2016).   Prima della riforma della legge fallimentare del 2005, l’art. 162 prevedeva che, in mancanza delle condizioni per l’ammissione, il Tribunale, sentito il P.M. e occorrendo il debitore, dichiarava inammissibile la proposta e d’ufficio il fallimento.   La nuova versione dell’art. 162 l.fall. è stata riscritta dal decreto correttivo del 2007 per renderla conforme alle modifiche intervenute nel 2005.   L’art. 162 l. fall. consta, ora, di tre commi: il primo prevede la facoltà per il Tribunale di concedere un termine al debitore non superiore a 15 giorni per apportare eventuali integrazioni al piano già depositato o produrre nuovi documenti; il secondo comma delinea il controllo del Tribunale in ordine all’ammissibilità della proposta di concordato, o meglio, la sussistenza dei requisiti formali e sostanziali di cui agli artt. 160 e 161 l. fall. e la ...

Leggi dopo

Esplora i contenuti più recenti su questo argomento