Bussola

Insolvenza transfrontaliera

Sommario

Inquadramento | La regolazione dell’insolvenza transfrontaliera: principi generali e fonti rilevanti | La disciplina europea sulle procedure d’insolvenza a carattere transfrontaliero | La disciplina dell’insolvenza transfrontaliera in Italia | Riferimenti |

 

Tutte le volte in cui l’insolvenza presenti elementi di estraneità rispetto ad un ordinamento giuridico di riferimento, per essere taluni elementi della massa attiva o passiva riferibili ad un ordinamento diverso, si può parlare di insolvenza transfrontaliera. Per diverso tempo sottratto a qualunque forma di regolamentazione sovranazionale (in ambito europeo, a parte il successo della Nordic Bankruptcy Convention del 1933, tra Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia, gli altri esempi di trattati multilaterali, quali la Convenzione di Istanbul del 1990 e quella di Bruxelles del 1995, non sono infatti mai entrati in vigore per insufficienza di numero di ratifiche), il fenomeno in esame trova oggi, seppur solo per determinati aspetti, disciplina uniforme nello spazio giuridico dell’Unione europea con il nuovo Reg. (UE) 848/2015 (che sostituisce il precedente Reg. (CE) 1346/2000), soggiacendo invece alle diverse normative nazionali (dettate ad hoc, come quella svizzera, o generali, come quella italiana), qualora l’insolvenza abbia carattere (totalmente o parzialmente) extra-comunitario, e ricevendo in ogni caso crescente attenzione da parte di organismi internazionali, come l’UNCITRAL, mediante l’elaborazione di strumenti di soft law. 

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