Bussola

Ius variandi

24 Agosto 2015 |

Sommario

Il nuovo articolo 2103 del C.C. | Inquadramento a mansioni inferiori | La variazione delle mansioni prima della riforma dell'art. 2103 c.c. | Orientamento della giurisprudenza fino al 24 giugno 2015 | Caso peculiare (ante riforma art. 2103 c.c.) | Dipendenti pubblici | Riferimenti |

 

L’art. 3 del D.Lgs. n. 81 del 15 giugno 2015 pubblicato nella G.U. del 26.06.2015, riscrive l’articolo 2103 del Codice Civile in tema di mansioni dei lavoratori. Il nuovo testo, entrato in vigore il 25 giugno 2015, prevede che il lavoratore possa essere assegnato a qualunque mansione del livello di inquadramento, così com'è previsto nel lavoro alle dipendenze della pubblica amministrazione ex art. 52 del D.Lgs. n. 165 del 2001, purché rientranti nella medesima categoria legale e non più soltanto a mansioni «equivalenti», ovvero a mansioni che implicano l'utilizzo della medesima professionalità.
È modificato, quindi, radicalmente il cd. ius variandi, ovvero la facoltà del datore di lavoro di mutare le mansioni del lavoratore, senza necessità del consenso dello stesso.
Il 2103 C.C. già legittimava il datore di lavoro a cambiare le mansioni, ma nel limite dell’equivalenza oggettiva e soggettiva, concetto molto articolato. Per la giurisprudenza andavano fatte valutazione attente, nel rispetto del patrimonio professionale del lavoratore, allo svilimento che poteva accusare il lavoratore ed al percorso di carriera futuribile dello stesso. Ora la nuova disposizione prevede che il lavoratore deve essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto o a quelle corrispond...

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