Bussola

Prevenzione rispetto al fallimento

Sommario

Inquadramento | Ratio e fondamento normativo del principio di prevenzione | L’impatto (presunto) della riforma sul principio di prevenzione | La riaffermazione del principio ad opera delle Sezioni Unite | Declinazioni applicative del principio di prevenzione: procedibilità secundum eventum litis del processo di fallimento e riunione dei procedimenti | Coordinamento delle procedure nelle fasi di impugnazione | I rimedi avverso l’abuso della domanda di concordato |

 

Il concordato preventivo aveva (prima della riforma) ed ha tuttora la pacifica funzione di evitare il fallimento del debitore. Tale funzione trovava riscontro, sul piano procedurale, nell’altrettanto pacifica affermazione del principio c.d. di “prevenzione” del concordato rispetto al fallimento, secondo cui, nel caso di concorrenti procedure di concordato e fallimento, il fallimento non poteva essere dichiarato se non dopo la chiusura con esito negativo del procedimento concordatario. In seguito alle riforme degli anni 2005/2007 è sorto il dubbio, accolto dalla giurisprudenza di legittimità, che detto principio non fosse più vigente. Con due recenti pronunce rese a Sezioni Unite (sentenze n. 9935, in questo portale, con nota di F. Lamanna, Retromarcia sul principio di prevenzione/prevalenza del concordato: come non detto, il principio ancora esiste; e n. 9936 del 15 maggio 2015), la Suprema Corte ha respinto tale tesi ed ha individuato nel tessuto normativo vigente molteplici elementi indicativi dell’attuale persistenza, nell’ordinamento concorsuale, del suddetto principio. Inoltre, non limitandosi alla sua mera riaffermazione, le Sezioni Unite hanno dettato una sorta di vademecum operativo utile al fine di declinare operativamente il principio de quo. Tuttavia anche dopo il p...

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