Bussola

Procedimento per la dichiarazione di fallimento

Sommario

Inquadramento | Modalità del ricorso | iniziativa del creditore | Iniziativa del debitore | Iniziativa del P.M. | Competenza territoriale | Comparizione delle parti e forme camerali | Istruttoria | Decisione | Riferimenti |

 

Il procedimento prefallimentare di cui all'art. 15 l. fall. è stato radicalmente riscritto dal D.Lgs. 9 gennaio 2006, n. 5 e, poi, dal D.Lgs. 12 settembre 2007, n. 169. La ratio della rimodulazione in nove commi dell’originario unico comma della norma evocata risponde all’obiettivo di presidiare, in linea con l’art. 24 della Costituzione, il diritto di difesa del debitore. L’art. 15 tiene insieme le esigenze di speditezza e semplificazione del giudizio volto alla verifica dello stato di insolvenza – esigenze assicurate dal sostanziale rinvio alle forme camerali di cui agli artt. 737 e ss. c.p.c. – e il principio del contraddittorio e del “giusto processo” ex art. 111 Costituzione anche e soprattutto in relazione alla prova, quindi all’accertamento dei presupposti soggettivi ed oggettivi di fallibilità. La salvaguardia del diritto di difesa e del contraddittorio, intimamente correlata alla circostanza che la sentenza dichiarativa di fallimento spiega effetti incisivi  sulla sfera patrimoniale del debitore (art. 42 l. fall. e art. 15, comma 8, l. fall.) è stata attuata sotto due convergenti piani: da un lato, viene in rilievo la soppressione della dichiarazione di fallimento d’ufficio ed al contempo la fissazione del principio di imprescindibilità della domanda di parte (credito...

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