Bussola

Risoluzione e annullamento del concordato

19 Maggio 2020 |

Sommario

Inquadramento | La legittimazione | L’inadempimento | La gravità dell’inadempimento | Il termine | Risoluzione e fallimento | Gli aspetti processuali | La risoluzione del concordato dopo la “miniriforma” estiva del 2015 | Annullamento del concordato | Riferimenti |

 

Avvertenza Bussola sottoposta ad aggiornamento autorale alla luce del D.lgs. 12 gennaio 2019 n. 14, recante il Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza, articolato in un corpus normativo di 391 articoli, che andrà a sostituire la legge fallimentare attualmente vigente. L’art. 389 del succitato decreto prevede che il Codice  entrerà in vigore decorsi 18 mesi dalla data della sua pubblicazione, fatta eccezione per alcune singole ipotesi previste in deroga (relativamente agli artt. 27, comma 1, 350, 356, 357, 359, 363, 364, 366, 375, 377, 378, 379, 385, 386, 387 e 388), la cui efficacia è stata prevista a partire dal trentesimo giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e quindi dal giorno 16 marzo 2019. Altre singole norme, infine, prevedono un’entrata in vigore differita anche rispetto alla vacatio lunga. Successivamente, ad opera della legislazione di emergenza Covid-19, il D.L. 8 aprile 2020, n. 23 (c.d. Decreto liquidità) ha disposto uno slittamento dell’entrata in vigore del Codice, posticipandolo al 1° settembre 2021.     Le vicende patologiche del concordato preventivo omologato sono sostanzialmente regolate da una sola disposizione, rappresentata dall’art. 186 l. fall., cui si devono aggiungere le norme contenute negli artt. 137 e 138, in materia d...

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