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Fiscalità di chiusura: assume posizione la direzione centrale dell'Agenzia delle Entrate

07 Novembre 2016 | di Alberto Cimolai

Chiusura del fallimento

Dopo i numerosi interventi pubblicati in questo portale e la risposta ad un interpello da parte della direzione regionale del Veneto, sulla derivata fiscale della chiusura del fallimento con giudizi in corso registriamo infine l’atteso parere, anche qui sotto forma di risposta ad un interpello, della direzione centrale normativa dell’Agenzia delle Entrate. Ripercorriamo preliminarmente il quadro della problematica, i principi espressi qualche mese fa dalla direzione territoriale del Veneto e le criticità tuttora presenti.

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Tre esercizi sulle offerte concorrenti nel nuovo concordato preventivo

27 Ottobre 2016 | di Danilo Galletti

Offerte concorrenti di concordato

Il Tribunale, di fronte a piani concordatari che abbiano per effetto quello di trasferire l’azienda o beni strumentali a terzi, ma che siano strutturati in modo da impedire od ostacolare la predisposizione di una procedura competitiva ai sensi dell’art. 163-bis l. fall., deve valutare la possibilità di disporre ugualmente una procedura competitiva, avente un oggetto il più possibile simile a quello avuto di mira dal debitore, se del caso invitare il debitore a modificare il piano, ed in caso ove ciò non sia possibile, dichiarare l’inammissibilità del ricorso.

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L’anomalia del concordato in continuità puro (o promissorio)

19 Ottobre 2016 | di Filippo Lamanna

Concordato con continuità aziendale

Che il concordato con continuità aziendale puro, a sua volta erede diretto della tradizionale figura del concordato promissorio (o per garanzia), sia una variante sostanzialmente anomala, nella maggior parte dei casi (anche se non sempre necessariamente), della struttura concordataria, è dimostrato (e causato) dal rapporto sui generis che intercorre tra le passività da soddisfare e la variabile (dinamica, si direbbe nel concordato con continuità aziendale) consistenza del patrimonio del debitore.

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Chiusura del fallimento in pendenza di giudizi: sviluppi dopo le indicazioni della Direzione Regionale Veneto

10 Ottobre 2016 | di Giuliano Buffelli

Chiusura del fallimento

Il comma 2 dell’art. 118 l. fall. prevede la possibilità di procedere alla chiusura della procedura di fallimento anche in pendenza di procedimenti giudiziari. La chiusura del fallimento, dunque, non è preclusa dalla pendenza di eventuali giudizi, per i quali è specificamente stabilito che il curatore conservi la legittimazione processuale anche in stati e gradi successivi. Le somme stimate per le spese future, e quelle eventualmente incassate all’esito dei giudizi pendenti, sono trattate ai sensi degli artt. 117, comma 2, e 119 l. fall. Ciò che si ricava in via definitiva alla conclusione dei predetti giudizi formerà oggetto di riparto supplementare fra i creditori.

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Nuovi spunti per una proficua gestione delle crisi e delle ristrutturazioni aziendali

03 Ottobre 2016 | di Adelio Riva

Rapporti di lavoro

Due recenti documenti, l’intesa “Proposte per le politiche del lavoro”, sottoscritta da Confindustria e CGIL-CISL-UIL in data 1 settembre 2016, e la Circolare n. 24/2016 del Ministero del Lavoro, affrontano, con diverse finalità e modalità di approccio, il tema della gestione della crisi e l’intervento degli ammortizzatori sociali, anche con riferimento alle procedure concorsuali.

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Privilegi generali e sussidiarietà

15 Settembre 2016 | di Filippo Lamanna

Crediti privilegiati

Il concordato preventivo è ammissibile, essendone comunque integrata la causa (intesa – tra l’altro - come possibilità/necessità di soddisfare almeno in parte i creditori chirografari), anche quando l’attivo mobiliare non sia sufficiente a pagare per intero i privilegi generali, in presenza di due possibili condizioni alternative: messa a disposizione di “finanza esterna” o surplus di attivo immobiliare.

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Chiusura del fallimento in pendenza di giudizi: alla ricerca di un difficile coordinamento con la disciplina fiscale

05 Settembre 2016 | di Giuliano Buffelli

Chiusura del fallimento

Il D.L. n. 83/2015 (conv. in L. n. 132/2015) ha introdotto al comma 2 dell’art. 118 l. fall. la possibilità di ottenere la chiusura della procedura di fallimento per compiuta ripartizione finale dell’attivo anche in pendenza di procedimenti giudiziari. Tale disciplina non è stata però coordinata con la normativa fiscale comportando una serie di problematiche operative e di incertezze di carattere interpretativo.

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La Direzione Regionale del Veneto sulla derivata fiscale della chiusura del fallimento

02 Settembre 2016 | di Alberto Cimolai

Agenzia delle Entrate

Chiusura del fallimento

L'Autore analizza gli aspetti più salienti della pronuncia della Direzione Regionale del Veneto, del 25 marzo scorso, che fornisce indicazioni sulle operazioni da eseguire sia all'atto della chiusura del fallimento, sia all'atto della definizione dei giudizi pendenti sia, infine, all'atto degli eventuali successivi pagamenti.

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Ruolo del debitore e competenza del liquidatore nella revisione dei crediti

25 Luglio 2016 | di Antonio Maria Leozappa

Esecuzione del concordato

Nel concordato preventivo manca un provvedimento di stabilizzazione del passivo, con la conseguenza che nella fase esecutiva si viene a porre la questione del riconoscimento dei crediti vantati nel confronti del debitore (cfr., per tutti, Cass. 18 giugno 2008, n. 16598).

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Piano di risanamento: esiste ancora l’esenzione revocatoria (“caveat creditor”)?

18 Luglio 2016 | di Luca Jeantet, Paola Vallino, Paolo Dominis

Piani di risanamento

La Suprema Corte, con la recentissima pronuncia n. 13719 del 5 luglio 2016, affronta la questione dei limiti del sindacato di un piano attestato di risanamento ex art. 67, comma 3, lett. d), l. fall. in caso di successivo fallimento, ammettendo che, a certe condizioni, un suo atto esecutivo possa nondimeno essere soggetto ad azione revocatoria.

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