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Il privilegio generale, anzi speciale, di SACE nel concordato preventivo omologato

11 Aprile 2012 | di Danilo Galletti

Crediti privilegiati

Nei concordati preventivi omologati in via definitiva, ove SACE rivendichi successivamente il privilegio di cui al d.lgs. n. 143/1998, il credito, comunque astrattamente assistito da prelazione speciale, e non già generale, deve ritenersi “degradato” al rango di chirografo in forza dell’efficacia “conformativa”, ai sensi dell’art. 184 l. fall., del decreto di omologazione.

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Comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA e le novità apportate dal D.L. 2 marzo 2012, n. 16

05 Aprile 2012 | di Alessandro Solidoro

Fallimento: disciplina generale

Al fine di contrastare comportamenti fraudolenti in materia di IVA, nonché le forme di evasione di maggior rilevanza, l’art. 21 del D.L. 31/5/2010, n. 78, ha introdotto lo “spesometro”, ovvero l’obbligo di comunicazione telematica delle operazioni rilevanti ai fini IVA.

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Il pagamento diretto agli enti di previdenza da parte delle stazioni appaltanti in caso di DURC negativo

02 Aprile 2012 | di Danilo Galletti

DURC e procedure concorsuali

Il pagamento diretto agli Enti previdenziali e assicurativi da parte delle stazioni appaltanti è revocabile e/o inefficace nei confronti della massa fallimentare, poiché la disciplina specifica regolamenta un’ipotesi di semplice indicazione e/o di delegazione legale di pagamento, non già di cessione e/o di surrogazione in favore dell’Ente di previdenza.

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DURC e surrogazione legale nel credito dell’appaltatore

29 Marzo 2012 | di Francesco Vignoli

DURC e procedure concorsuali

L’art. 118, comma 6, del d.lgs. n. 163/2006 (c.d. codice dei contratti pubblici) prescrive che “ai fini del pagamento degli stati di avanzamento dei lavori o dello stato finale dei lavori, l'affidatario e, suo tramite, i subappaltatori trasmettono all'amministrazione o ente committente il documento unico di regolarità contributiva”.

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Legittimazione attiva ad insinuarsi per le quote di TFR destinate alla previdenza integrativa

21 Marzo 2012 | di Adelio Riva

Trattamento di fine rapporto

Il Tribunale di Treviso individua il lavoratore quale soggetto legittimato all’insinuazione nello stato passivo per le quote di TFR destinate alla previdenza complementare.

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Concordato preventivo: infondatezza de iure condito dell'obbligatorietà delle classi di creditori

12 Marzo 2012 | di Mauro Vitiello

Classi e categorie di creditori

La proposta di concordato dell'imprenditore in crisi può prevedere la divisione dei creditori in classi, senza che in alcun caso tale opzione possa essere ritenuta obbligatoria per l'esigenza di rispettare il criterio dell'omogeneità dell'interesse economico.

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Bancarotta per distrazione: la prova della destinazione dei beni assenti

02 Marzo 2012 | di Alessio Lanzi

Bancarotta fraudolenta

Il mancato reperimento, dopo la dichiarazione di fallimento, di beni del debitore fallito che prima risultavano nella sua disponibilità pone il problema di individuare i criteri sulla cui base dedurre se egli abbia o meno posto in essere il reato di bancarotta fraudolenta per distrazione.

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La revocatoria di rimesse bancarie connesse al cash pooling

21 Febbraio 2012 | di Carlo Pagliughi

Cash pooling

Nell’ambito della azione revocatoria di rimesse bancarie confluite sui conti correnti di società appartenenti a Gruppi di imprese, si pone la questione di accertare la revocabilità di rimesse derivanti dalla gestione “accentrata” dei flussi finanziari infragruppo.

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Tutela dei terzi nelle misure di prevenzione patrimoniali e procedure concorsuali

07 Febbraio 2012 | di Giorgio Jachia

Misure di prevenzione

Il decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 codifica, con alcune significative innovazioni legislative, l’esperienza giurisprudenziale in materia di tutela dei terzi nelle misure di prevenzione patrimoniale ed in materia di rapporti tra le stesse e le procedure concorsuali. Ha inoltre utilizzato alcune categorie normative estrapolate dal diritto fallimentare.

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Licenziamenti collettivi e obblighi del curatore: ancora una pronuncia della Cassazione

01 Febbraio 2012 | di Adelio Riva

Licenziamento collettivo

L’art. 24, comma 1, della L. 223 del 1991 stabilisce che si intende come licenziamento collettivo il recesso operato dal datore di lavoro che occupa più di quindici dipendenti in conseguenza di una riduzione o trasformazione dell’attività o di lavoro, quando i licenziamenti siano almeno cinque nell’arco di centoventi giorni in ciascuna unità produttiva o in più unità nell’ambito del territorio di una stessa provincia.

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