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Speciale D.L. Sviluppo - La problematica “non” applicazione del “Decreto sviluppo” ai concordati preventivi già pendenti

12 Settembre 2012 | di Carlo Bianco

Concordato preventivo: disciplina generale

Il D.L. 22 giugno 2012, n, 83 (c.d. “decreto sviluppo”), convertito in legge 7 agosto 2012 n. 134, pubblicata sulla G.U. l’11 agosto, ha introdotto nuove modifiche alla legge fallimentare. Sull’entrata in vigore della legge il comma 3 dell’art. 33 del citato D.L. specifica che, contrariamente a quanto riguarda le disposizioni dell’intero decreto, per cui è prevista l’entrata in vigore il girono successivo alla sua pubblicazione, le norme che modificano la legge fallimentare si applicheranno ai procedimenti di concordato preventivo o di accordi di ristrutturazione dei debiti “introdotti” dal trentesimo giorno successivo a quello di entrata in vigore della legge di conversione del decreto, nonché ai piani di risanamento elaborati successivamente a detto termine. Pertanto, siccome la legge di conversione è entrata in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione (12 agosto 2012), le norme in materia fallimentare avranno efficacia per concordati e accordi presentati a partire dall’11 settembre 2012.

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Accordi di ristrutturazione e società in perdita sistematica: applicabilità della disciplina delle società di comodo

03 Agosto 2012 | di Alessandro Solidoro

Accordo di ristrutturazione dei debiti: disciplina generale

Con provvedimento direttoriale n. 87956 dell’11 giugno 2012, l’ Agenzia delle Entrate ha introdotto nuove esimenti per le c.d. società di comodo in perdita sistematica, ovvero per società ed enti che, ai sensi dell’ art. 2, comma 36-decies, D.L. 13/08/2011 n. 138 (convertito con modificazioni nella L. 14.9.2011, n. 148), presentano dichiarazioni dei redditi in perdita fiscale per tre periodi di imposta consecutivi o, sempre per lo stesso periodo di osservazione, presentino indifferentemente due dichiarazioni dei redditi in perdita fiscale ed una terza con un reddito imponibile inferiore a quello minimo presunto ai sensi dell’art. 30 della L. 23/12/1994, n. 724.

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La pasticciata revocatoria delle rimesse bancarie

03 Luglio 2012 | di Giuseppe Rebecca

Rimesse in conto corrente

Le problematiche relative all’istituto della nuova revocatoria fallimentare delle rimesse bancarie potranno trovare soluzione solo ed esclusivamente con un intervento legislativo (peraltro abbastanza semplice), che ponga fine all’insolubile situazione attuale, in cui l’art. 67 l. fall. risulta di fatto mai applicabile.

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La "nuova" responsabilità penale del professionista attestatore

27 Giugno 2012 | di Mauro Vitiello

Responsabilità dell’esperto

La fattispecie di reato-proprio di falso in attestazioni e relazioni introdotta dal d.l. Sviluppo, n. 83/2012 ("misure urgenti per la crescita del Paese") si pone in una linea di discontinuità con le ipotesi di responsabilità penale tipiche del professionista componente degli OCC o facente le funzioni dell'OCC introdotte dalla legge n. 3 del 27 gennaio 2012 e non manca di porre seri problemi di individuazione della condotta delittuosa, specie con riguardo all'ipotesi dell'omessa enunciazione di informazioni rilevanti.

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Nuove misure di carattere tributario per facilitare la gestione delle crisi aziendali

27 Giugno 2012 | di Alessandro Solidoro

Bonus da concordato

Il Consiglio dei Ministri ha approvato, in data 15 giugno 2012, il decreto sviluppo “Misure urgenti per la crescita del Paese", che dispone una serie di interventi prodromici alla gestione della crisi aziendale.

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La liquidazione dell’attivo attraverso l’esecuzione di rapporti negoziali e la natura coattiva della vendita

14 Giugno 2012 | di Danilo Galletti

Liquidazione dell’attivo

Il Curatore che venda assets attraverso la stipula di contratti definitivi in esecuzione di contratti preliminari stipulati dal fallito pone in essere una vendita coattiva, cui debbono applicarsi tutte le norme di cui agli artt. 107 ss. l. fall. nei limiti della compatibilità, ivi compreso l’effetto “purgativo” ex art. 108 l. fall..

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Note critiche sulle bozze di riforma del concordato preventivo

13 Giugno 2012 | di Carlo Bianco

Concordato preventivo: disciplina generale

Dalla lettura delle bozze di mini-riforma della legge fallimentare inserita nel decreto sulla c.d. “crescita sostenibile”, ormai di dominio pubblico, la prima considerazione che può farsi “a caldo” è che il legislatore - pur innovando positivamente sotto svariati profili - stia forse perdendo l’occasione per focalizzare l’impresa ed il sistema produttivo, quale bene da tutelare, più che l’imprenditore.

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Conseguenze della mancata approvazione della proposta di concordato preventivo

06 Giugno 2012 | di Mauro Vitiello

Approvazione della proposta di concordato preventivo

La mancata approvazione della proposta rappresenta una delle cause tipiche di arresto della procedura concordataria, cui non consegue più l'automatica declaratoria di fallimento ma, a seconda dei casi, il ritorno in bonis del debitore in crisi o l'attivazione del procedimento prefallimentare.

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Auto-fallimento da riformare: architettare nuove tutele per imprese attive, ma insolventi

24 Maggio 2012 | di Giorgio Jachia

Fallimento: disciplina generale

L’Autore, per valorizzare ancora, nonostante il dissesto, il vincolo economico impresso ai beni aziendali e per consentirne una rapida riallocazione, rappresenta i benefici di una procedura specifica e semplificata di auto-fallimento come strumento idoneo a contemperare due funzioni delle procedure concorsuali: quella del soddisfacimento dei creditori e quella del risanamento della impresa.

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Misure di allerta e prevenzione della crisi. Nuove prospettive?

15 Maggio 2012 | di Luciano Panzani

Fallimento: disciplina generale

La Commissione Trevisanato, dai cui lavori è derivata in gran parte la riforma delle procedure concorsuali del 2005-2006, aveva proposto di istituire un sistema di misure di allerta dirette “a favorire l’emersione tempestiva della crisi d’impresa e l’attivazione delle iniziative volte a porvi rimedio”. Il progetto era mutuato dall’esperienza francese, che conosce appunto una procédure d’alerte, fondata sull’esistenza di “atti di natura tale da compromettere la continuità aziendale” ed è attivata dai commissaires aux comptes, i nostri sindaci, e a determinate condizioni anche dai soci e dal consiglio di fabbrica.

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