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Chiusura del fallimento in pendenza di giudizi: sviluppi dopo le indicazioni della Direzione Regionale Veneto

10 Ottobre 2016 | di Giuliano Buffelli

Chiusura del fallimento

Il comma 2 dell’art. 118 l. fall. prevede la possibilità di procedere alla chiusura della procedura di fallimento anche in pendenza di procedimenti giudiziari. La chiusura del fallimento, dunque, non è preclusa dalla pendenza di eventuali giudizi, per i quali è specificamente stabilito che il curatore conservi la legittimazione processuale anche in stati e gradi successivi. Le somme stimate per le spese future, e quelle eventualmente incassate all’esito dei giudizi pendenti, sono trattate ai sensi degli artt. 117, comma 2, e 119 l. fall. Ciò che si ricava in via definitiva alla conclusione dei predetti giudizi formerà oggetto di riparto supplementare fra i creditori.

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Nuovi spunti per una proficua gestione delle crisi e delle ristrutturazioni aziendali

03 Ottobre 2016 | di Adelio Riva

Rapporti di lavoro

Due recenti documenti, l’intesa “Proposte per le politiche del lavoro”, sottoscritta da Confindustria e CGIL-CISL-UIL in data 1 settembre 2016, e la Circolare n. 24/2016 del Ministero del Lavoro, affrontano, con diverse finalità e modalità di approccio, il tema della gestione della crisi e l’intervento degli ammortizzatori sociali, anche con riferimento alle procedure concorsuali.

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Privilegi generali e sussidiarietà

15 Settembre 2016 | di Filippo Lamanna

Crediti privilegiati

Il concordato preventivo è ammissibile, essendone comunque integrata la causa (intesa – tra l’altro - come possibilità/necessità di soddisfare almeno in parte i creditori chirografari), anche quando l’attivo mobiliare non sia sufficiente a pagare per intero i privilegi generali, in presenza di due possibili condizioni alternative: messa a disposizione di “finanza esterna” o surplus di attivo immobiliare.

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Chiusura del fallimento in pendenza di giudizi: alla ricerca di un difficile coordinamento con la disciplina fiscale

05 Settembre 2016 | di Giuliano Buffelli

Chiusura del fallimento

Il D.L. n. 83/2015 (conv. in L. n. 132/2015) ha introdotto al comma 2 dell’art. 118 l. fall. la possibilità di ottenere la chiusura della procedura di fallimento per compiuta ripartizione finale dell’attivo anche in pendenza di procedimenti giudiziari. Tale disciplina non è stata però coordinata con la normativa fiscale comportando una serie di problematiche operative e di incertezze di carattere interpretativo.

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La Direzione Regionale del Veneto sulla derivata fiscale della chiusura del fallimento

02 Settembre 2016 | di Alberto Cimolai

Agenzia delle Entrate

Chiusura del fallimento

L'Autore analizza gli aspetti più salienti della pronuncia della Direzione Regionale del Veneto, del 25 marzo scorso, che fornisce indicazioni sulle operazioni da eseguire sia all'atto della chiusura del fallimento, sia all'atto della definizione dei giudizi pendenti sia, infine, all'atto degli eventuali successivi pagamenti.

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Ruolo del debitore e competenza del liquidatore nella revisione dei crediti

25 Luglio 2016 | di Antonio Maria Leozappa

Esecuzione del concordato

Nel concordato preventivo manca un provvedimento di stabilizzazione del passivo, con la conseguenza che nella fase esecutiva si viene a porre la questione del riconoscimento dei crediti vantati nel confronti del debitore (cfr., per tutti, Cass. 18 giugno 2008, n. 16598).

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Piano di risanamento: esiste ancora l’esenzione revocatoria (“caveat creditor”)?

18 Luglio 2016 | di Luca Jeantet, Paola Vallino, Paolo Dominis

Piani di risanamento

La Suprema Corte, con la recentissima pronuncia n. 13719 del 5 luglio 2016, affronta la questione dei limiti del sindacato di un piano attestato di risanamento ex art. 67, comma 3, lett. d), l. fall. in caso di successivo fallimento, ammettendo che, a certe condizioni, un suo atto esecutivo possa nondimeno essere soggetto ad azione revocatoria.

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Interpello sui nuovi investimenti: aperture fiscali ai piani di risanamento

04 Luglio 2016 | di Giuliano Buffelli

Finanziamenti nelle procedure concorsuali

L’art. 2 del D.Lgs. n. 147/2015 (contenente misure per la crescita e l’internazionalizzazione delle imprese) ha introdotto una particolare forma di interpello cui possono (hanno facoltà di) ricorrere tutti gli imprenditori nazionali e esteri che hanno in programma di effettuare nel territorio nazionale un investimento di ammontare non inferiore a 30 milioni di euro cui conseguano “ricadute occupazionali significative […] e durature”.

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Ordine delle prelazioni ed intangibilità del credito erariale

29 Giugno 2016 | di Luca Jeantet, Paola Vallino

Cause di prelazione

Non altera l’ordine legale delle prelazioni la proposta di concordato preventivo che preveda, mediante lo strumento della transazione fiscale, il pagamento integrale e dilazionato dei crediti per IVA e ritenute, operate e non versate, non essendo questi falcidiabili, ancorché i crediti privilegiati di grado superiore vengano soddisfatti in misura inferiore.

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Conviene incentivare l’esdebitazione

20 Giugno 2016 | di Andrea Ferri

Esdebitazione

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1869/16, fornisce al lettore una definizione lineare e dogmatica della nozione del consumatore, nonché dei requisiti, oggettivi e soggettivi, necessari per accedere al piano del consumatore, ammettendo la possibilità di accesso a tale procedura anche da parte dell’imprenditore o del professionista, purché la crisi da sovraindebitamento non sia stata determinata dall'assunzione di obbligazioni attinenti alla attività imprenditoriale o professionale svolta.

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