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I molteplici equivoci di una formula ambigua e, forse, inutile: la fattibilità economica e giuridica

14 Gennaio 2016 | di Danilo Galletti

Fattibilità

Non può dirsi, in linea generale ed astratta, che l’attestatore e l’advisor non abbiano competenza in ordine alla fattibilità “giuridica”, e che i legali incaricati di rappresentare il debitore non abbiano doveri nell’ambito della fattibilità “economica”.

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Classi nell’accordo di ristrutturazione con intermediari finanziari e nella convenzione di moratoria

07 Gennaio 2016 | di Filippo Lamanna

Accordo di ristrutturazione con intermediari finanziari

Il legislatore ha disegnato, per l’accordo di ristrutturazione con intermediari finanziari disciplinato dal nuovo art. 182-septies l. fall., una sorta di procedimento di voto in formato minore, mediante il ricorso al sistema delle classi, nella specie chiamate – aristotelicamente - “categorie”.

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Sull’avviso ai creditori ex art. 171 l. fall. nel concordato preventivo

21 Dicembre 2015 | di Antonio Maria Leozappa

Votazione nelle procedure concorsuali e adunanza dei creditori

Sull’avviso ai creditori, nel concordato preventivo, non risultano significative pronunce giurisprudenziali. Rapida è anche la trattazione dottrinale, che solitamente si limita a svolgere l’esegesi del dato normativo. Eppure sono diverse le questioni che pone la redazione dell’avviso ex art. 171 l. fall. la cui rilevanza procedurale sollecita qualche approfondimento.

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L'insostenibile leggerezza dell’essere “concordato con continuità aziendale”

15 Dicembre 2015 | di Danilo Galletti

Concordato con continuità aziendale

Il concordato che pianifichi la continuità di un compendio aziendale, a prescindere dalla “prevalenza”, nonché dalla natura diretta od “indiretta”, ed a condizione che non si configuri un abuso del concordato, non necessita di assicurare il conseguimento del 20% del valore dei crediti.

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Proposte concorrenti nel concordato preventivo: primissime questioni interpretative

04 Dicembre 2015 | di Mauro Vitiello

Proposte concorrenti di concordato

La nuova disciplina delle proposte concorrenti introduce nell’ordinamento, per la prima volta, la possibilità che un soggetto diverso dal debitore in crisi formuli una proposta di soddisfacimento dei creditori concorsuali, con conseguente acquisizione del patrimonio del debitore stesso.

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La chiusura del fallimento con prosecuzione dei giudizi in corso: strumento da incentivare o da osteggiare?

01 Dicembre 2015 | di Danilo Galletti

Chiusura del fallimento

Il nuovo art. 118, ultimo capoverso, l. fall., costituisce un rilevante strumento per la migliore tutela dei creditori, e si applica ad ogni contenzioso che abbia ad oggetto qualsiasi entità immediatamente distribuibile ai creditori, anche se relativo ad azioni “di massa”.

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Concordato con cessione dei beni dopo la l. n. 132/15: riflessioni sulla proposta fondata su stime

25 Novembre 2015 | di Giuliano Buffelli

Concordato con cessione dei beni

La riforma del diritto fallimentare introdotta dalla L. 6/8/2015 n. 132, di conversione del D.L. n. 83 del 27.6.2015 pone agli interpreti alcune tematiche di difficile approccio pratico.

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Il concordato con “assicurazione” non è un concordato “per garanzia dell’attestatore”

19 Novembre 2015 | di Danilo Galletti

Concordato preventivo: disciplina generale

E’ il debitore a dover “assicurare” il conseguimento delle utilità patrimoniali oggetto della proposta, e non l’attestatore.

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Norme transitorie della miniriforma di cui al D.L. 83/15: il significato di “procedimenti introdotti” dopo la legge di conversione

13 Novembre 2015 | di Filippo Lamanna

Concordato preventivo: disciplina generale

Com’è noto, due norme dal tenore letterale chiarissimo delineano i confini di durata del concordato preventivo: 1) l’art. 163, primo comma, l. fall., che fa coincidere l’apertura della procedura di concordato preventivo con il decreto di ammissione; 2) l’art. 181, primo comma, secondo cui la procedura di concordato preventivo si chiude con il decreto di omologazione.

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L’inammissibilità di una promessa di pagamento entro un “range” tra un minimo e un massimo

10 Novembre 2015 | di Filippo Lamanna

Concordato preventivo: disciplina generale

Alcuni recenti commenti alla “miniriforma” di cui al D.L. n. 83/2015 (conv. dalla legge n. 132/2015) risultano articolati in un modo alquanto singolare, che merita di essere segnalato per il sottile artificio retorico che li caratterizza: dopo un’introduzione che sembra (quasi) riconoscere la bontà delle nuove disposizioni come giusta reazione del legislatore agli eccessi precedenti con cui era stato variabilmente incentivato il ricorso al concordato preventivo a discapito ed in assoluto dispregio degli interessi degli altri vari soggetti coinvolti nella crisi del debitore, vengono poi sviluppati argomenti apertamente finalizzati solo a ridimensionare la portata innovativa delle nuove disposizioni - a partire da quella con cui è stata ora chiaramente imposta al debitore la formulazione di una promessa, con indicazione esplicita e specifica dell’utilità, economicamente valutabile, che deve assicurarsi a ciascun creditore [art. 161, secondo comma, lettera e), l. fall.] -, fornendone un’interpretazione sostanzialmente demolitiva.

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