Casi e sentenze di merito

Casi e sentenze di merito su Concordato misto

Concordato misto: contenuto dell’attestazione e offerte concorrenti

13 Luglio 2016 | di La Redazione

Tribunale di Alessandria

Concordato misto

Un piano concordatario, qualificato come misto, che preveda l’affitto come elemento finalizzato al successivo trasferimento dell’azienda, deve essere ricondotto nell’ambito della continuità aziendale, con conseguente applicazione della relativa specifica disciplina: ne deriva che la proposta va dichiarata inammissibile se l’attestazione integrativa non rispetta i profili di cui all’art. 186-bis, comma 1, lett. a) e b), nonché comma 2, lett. b), l. fall.

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Concordato misto: l’imprenditore non può procedere autonomamente alla cessione di beni aziendali

08 Settembre 2015 | di La Redazione

TRIBUNALE DI ROMA

Concordato misto

Nell’ipotesi di concordato misto, in cui alla prosecuzione dell’attività d’impresa si affianca la contemporanea cessione di alcuni beni aziendali a terzi, non è possibile prescindere dalla nomina di un liquidatore giudiziale per lo svolgimento della procedura competitiva di vendita dei beni specificatamente individuati, pur rimanendo egli estraneo alla gestione dell’impresa, rimessa in toto all’imprenditore. Tale nomina non integra un’interferenza giudiziale sull’accordo raggiunto con i creditori, rappresentando invece l’esplicazione del potere giudiziale conformativo esercitabile d’ufficio, in modo da garantire la piena soddisfazione dei creditori nella fase di fisiologica esecuzione del concordato, entro i termini assentiti.

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Concordato preventivo misto e nomina del liquidatore giudiziale

11 Maggio 2015 | di La Redazione

Tribunale di Ravenna

Concordato misto

La nomina del liquidatore giudiziale, ai sensi dell’art. 182 l. fall., è necessaria ogni volta che il piano di concordato preveda un autonomo momento realizzativo/traslativo di diritti del debitore, al fine di soddisfare col ricavato i creditori concorsuali. In tal senso, ove il piano abbia un contenuto misto, nel quale una parte del soddisfacimento dei creditori è direttamente collegata all’attività liquidatoria di cespiti o beni non indispensabili (ossia si prevede che il risultato incerto dell’alienazione a terzi non altrimenti programmata vada direttamente a costituire una parte del soddisfacimento dei creditori, senza essere reinvestita nell’impresa) allora la nomina del liquidatore giudiziale appare indispensabile, senza che, naturalmente, il liquidatore possa ingerirsi nella gestione in continuità, ossia nelle scelte aziendali dell’imprenditore che prosegue la propria attività caratteristica.

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Concordato misto, continuità temporanea, dilazione di pagamento dei creditori privilegiati e diritto al voto, crediti anteriori

18 Settembre 2014 | di La Redazione

TRIBUNALE DI RAVENNA

Concordato misto

Deve considerarsi ammissibile il piano concordatario che preveda una dilazione temporale nel pagamento dei creditori privilegiati, in quanto la dilazione di pagamento può essere considerata al pari di una soddisfazione non integrale del creditore privilegiato, ipotesi quest’ultima che è perfettamente riconosciuta dall’art. 160 l. fall., con il solo limite che la soddisfazione; non sia deteriore rispetto a quella ricavabile da un’ipotetica alternativa liquidatoria.

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