Casi e sentenze di merito

Casi e sentenze di merito

Società in concordato: omesso versamento delle ritenute previdenziali e divieto di pagamento dei debiti anteriori

07 Febbraio 2014 | di La Redazione

TRIBUNALE DI MILANO

Contributi previdenziali e assicurativi

Il liquidatore di una società in concordato preventivo non è punibile per il reato di cui all’art. 10-bis d. lgs. n. 74/2000, se i debiti non pagati, relativi alle ritenute previdenziali certificate, sono debiti sorti prima dell’apertura della procedura concordataria: il rispetto delle regole concorsuali, infatti, vieta il pagamento dei debiti anteriori al di fuori della par condicio creditorum.

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Anche per le domande proposte prima della dichiarazione di fallimento vi è l’attrazione nel rito speciale

06 Febbraio 2014 | di La Redazione

TRIBUNALE DI MILANO

Tribunale fallimentare

È improcedibile la domanda di accertamento e risoluzione di un contratto di compravendita proposta con rito ordinario se la parte convenuta è sottoposta a procedura concorsuale, ciò in virtù del principio sancito dall’art. 24 l. fall. secondo il quale “il tribunale che ha dichiarato il fallimento è competente a conoscere di tutte le azioni che ne derivano, qualunque ne sia il valore.”

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Piano concordatario contenente un apporto di terzo mediante vincolo di destinazione ex art. 2645-ter c.c.: inammissibilità

04 Febbraio 2014 | di La Redazione

TRIBUNALE DI REGGIO EMILIA

Inammissibilità della proposta di concordato

Nel giudizio di omologa del concordato preventivo spetta al Tribunale il controllo sulla “fattibilità giuridica” del piano concordatario: tale verifica si realizza (anche) esaminando gli atti coi quali gli apporti dei terzi sono messi a disposizione degli organi della procedura per la loro liquidazione.

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Inammissibilità del concordato per impossibilità giuridica di realizzazione della proposta

04 Febbraio 2014 | di La Redazione

CORTE D'APPELLO DI CATANZARO

Fattibilità

Il controllo di legittimità del tribunale sul giudizio di fattibilità della proposta concordataria attiene alla verifica dell’effettiva realizzabilità della causa concreta del procedimento.

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Proposta con contenuto alternativo e lesione della par condicio creditorum: inammissibilità del concordato con continuità aziendale

03 Febbraio 2014 | di La Redazione

TRIBUNALE DI ROMA

Par condicio

Non è ammissibile una proposta di concordato preventivo avente contenuto “alternativo” poiché la valutazione che il Tribunale è tenuto a effettuare ha come oggetto la “fattibilità” dell’unica proposta astrattamente idonea ad essere sottoposta ai creditori ai fini del loro voto: il Tribunale non può indicare al ricorrente quali siano le condizioni che garantiscono l’ammissibilità del piano e la sua migliore convenienza economica.

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Concordato con cessione dei beni: valutazione del Tribunale sulla fattibilità del piano, modalità di liquidazione, nomina del liquidatore

03 Febbraio 2014 | di La Redazione

TRIBUNALE DI ROMA

Concordato con cessione dei beni

Alla luce delle recenti pronunce di legittimità, il controllo del Tribunale nella fase di omologazione del concordato preventivo si traduce nella verifica della fattibilità giuridica del piano e nella valutazione dell’effettiva idoneità del piano ad assicurare il soddisfacimento della causa della procedura: il Tribunale deve verificare che non vi sia un’assoluta e manifesta non attitudine del piano presentato dal debitore a raggiungere gli obiettivi prefissati, ossia a realizzare la causa concreta del concordato.

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Concordato con cessione dei beni ai creditori: il debitore conserva la facoltà di esercitare le azioni a tutela del proprio patrimonio

31 Gennaio 2014 | di La Redazione

TRIBUNALE DI BARI

Cessione dei beni ai creditori

La procedura di concordato preventivo mediante cessione dei beni ai creditori comporta il trasferimento agli organi della procedura non della proprietà dei beni e della titolarità dei crediti, ma solo dei poteri di gestione finalizzati alla liquidazione, con la conseguenza che il debitore cedente conserva il diritto di esercitare le azioni o di resistervi, nei confronti dei terzi, a tutela del proprio patrimonio.

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Società in liquidazione e valutazione dello stato di insolvenza

31 Gennaio 2014 | di La Redazione

TRIBUNALE DI NAPOLI

Insolvenza

Quando la società è in liquidazione, la valutazione del giudice, ai fini dell’applicazione dell’art. 5 l. fall., deve essere diretta unicamente ad accertare se gli elementi attivi del patrimonio sociale consentano di assicurare l’eguale ed integrale soddisfacimento dei creditori sociali, e ciò in quanto - non proponendosi l’impresa in liquidazione di restare sul mercato, ma avendo come esclusivo obiettivo quello di provvedere al soddisfacimento dei creditori sociali, previa realizzazione delle attività sociali, ed alla distribuzione dell’eventuale residuo tra i soci - non è più richiesto che essa disponga, come invece la società in piena attività, di credito e di risorse, e quindi di liquidità, necessari per soddisfare le obbligazioni contratte.

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Interesse ad opporsi all’omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti

31 Gennaio 2014 | di La Redazione

TRIBUNALE DI RAVENNA

Accordo di ristrutturazione dei debiti: disciplina generale

L’opposizione all’omologazione dell’accordo di ristrutturazione ex art. 182-bis l. fall. non è un vero e proprio mezzo di impugnazione, in quanto gli effetti contrattuali prodotti tra i contraenti sono del tutto indipendenti dal provvedimento di omologa. L’interesse ad opporsi alla omologa dell’accordo di ristrutturazione deve, pertanto, essere valutato esclusivamente con riferimento all’interesse concreto a non subire gli effetti che all’omologa conseguono, costituiti dalle esenzione degli atti esecutivi dell’accordo dalla revocatoria fallimentare e dai reati di bancarotta (art. 67, comma 2, lett. e) e 217-bis, l. fall.) (Nella specie, chiarito che l’interesse ad opporsi all’omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti può quindi essere esteso sino a ricomprendere coloro che sarebbero danneggiati dalla produzione degli effetti dell’accordo omologato - essenzialmente stabilità dei pagamenti e degli atti compiuti in forza dell’accordo medesimo -, ma non può riguardare soggetti che vantano meri auspici, come l’aver interesse a che non si verifichi la decadenza della concessione demaniale in forza della quale la società detiene, amministra e compie atti dispositivi delle unità immobiliari e posti barca, il Tribunale ha omologato l’accordo di ristrutturazione dei debiti, ex art. 182-bis l.fall.).

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Accordi di ristrutturazione dei debiti: presupposti per l’omologazione

31 Gennaio 2014 | di La Redazione

TRIBUNALE DI PIACENZA

Accordo di ristrutturazione dei debiti: disciplina generale

In tema di accordi di ristrutturazione dei debiti, la richiesta può essere omologata qualora: la relazione redatta ai sensi dell’art. 182-bis l. fall. è congruamente motivata - con riferimento alla veridicità dei dati aziendali ed all’attuabilità dell’accordo di ristrutturazione del debito, nonché alla idoneità dello stesso ad assicurare il regolare pagamento dei creditori estranei; il piano industriale e finanziario presentato dalla società e gli accordi di ristrutturazione del debito che vi si innestano ex art. 182-ter consentono ragionevolmente di prevedere la prosecuzione dell’attività aziendale e la salvaguardia del livello occupazionale; non sussistono condizioni ostative all’omologazione del predetto accordo.

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