Casi e sentenze di merito

Casi e sentenze di merito

Proposta con contenuto alternativo e lesione della par condicio creditorum: inammissibilità del concordato con continuità aziendale

03 Febbraio 2014 | di La Redazione

TRIBUNALE DI ROMA

Par condicio

Non è ammissibile una proposta di concordato preventivo avente contenuto “alternativo” poiché la valutazione che il Tribunale è tenuto a effettuare ha come oggetto la “fattibilità” dell’unica proposta astrattamente idonea ad essere sottoposta ai creditori ai fini del loro voto: il Tribunale non può indicare al ricorrente quali siano le condizioni che garantiscono l’ammissibilità del piano e la sua migliore convenienza economica.

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Concordato con cessione dei beni: valutazione del Tribunale sulla fattibilità del piano, modalità di liquidazione, nomina del liquidatore

03 Febbraio 2014 | di La Redazione

TRIBUNALE DI ROMA

Concordato con cessione dei beni

Alla luce delle recenti pronunce di legittimità, il controllo del Tribunale nella fase di omologazione del concordato preventivo si traduce nella verifica della fattibilità giuridica del piano e nella valutazione dell’effettiva idoneità del piano ad assicurare il soddisfacimento della causa della procedura: il Tribunale deve verificare che non vi sia un’assoluta e manifesta non attitudine del piano presentato dal debitore a raggiungere gli obiettivi prefissati, ossia a realizzare la causa concreta del concordato.

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Interesse ad opporsi all’omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti

31 Gennaio 2014 | di La Redazione

TRIBUNALE DI RAVENNA

Accordo di ristrutturazione dei debiti: disciplina generale

L’opposizione all’omologazione dell’accordo di ristrutturazione ex art. 182-bis l. fall. non è un vero e proprio mezzo di impugnazione, in quanto gli effetti contrattuali prodotti tra i contraenti sono del tutto indipendenti dal provvedimento di omologa. L’interesse ad opporsi alla omologa dell’accordo di ristrutturazione deve, pertanto, essere valutato esclusivamente con riferimento all’interesse concreto a non subire gli effetti che all’omologa conseguono, costituiti dalle esenzione degli atti esecutivi dell’accordo dalla revocatoria fallimentare e dai reati di bancarotta (art. 67, comma 2, lett. e) e 217-bis, l. fall.) (Nella specie, chiarito che l’interesse ad opporsi all’omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti può quindi essere esteso sino a ricomprendere coloro che sarebbero danneggiati dalla produzione degli effetti dell’accordo omologato - essenzialmente stabilità dei pagamenti e degli atti compiuti in forza dell’accordo medesimo -, ma non può riguardare soggetti che vantano meri auspici, come l’aver interesse a che non si verifichi la decadenza della concessione demaniale in forza della quale la società detiene, amministra e compie atti dispositivi delle unità immobiliari e posti barca, il Tribunale ha omologato l’accordo di ristrutturazione dei debiti, ex art. 182-bis l.fall.).

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Accordi di ristrutturazione dei debiti: presupposti per l’omologazione

31 Gennaio 2014 | di La Redazione

TRIBUNALE DI PIACENZA

Accordo di ristrutturazione dei debiti: disciplina generale

In tema di accordi di ristrutturazione dei debiti, la richiesta può essere omologata qualora: la relazione redatta ai sensi dell’art. 182-bis l. fall. è congruamente motivata - con riferimento alla veridicità dei dati aziendali ed all’attuabilità dell’accordo di ristrutturazione del debito, nonché alla idoneità dello stesso ad assicurare il regolare pagamento dei creditori estranei; il piano industriale e finanziario presentato dalla società e gli accordi di ristrutturazione del debito che vi si innestano ex art. 182-ter consentono ragionevolmente di prevedere la prosecuzione dell’attività aziendale e la salvaguardia del livello occupazionale; non sussistono condizioni ostative all’omologazione del predetto accordo.

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Revocatoria: il periodo sospetto si calcola a partire dalla data di iscrizione nel registro delle imprese della sentenza di fallimento

31 Gennaio 2014 | di La Redazione

TRIBUNALE DI MILANO

Azione revocatoria fallimentare

L’art. 16 l. fall. detta un principio generale in base al quale gli effetti delle procedure concorsuali verso i terzi si producono solo a partire dalla data di iscrizione nel Registro delle imprese degli atti da cui tali effetti promanano.

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Concordato con cessione dei beni ai creditori: il debitore conserva la facoltà di esercitare le azioni a tutela del proprio patrimonio

31 Gennaio 2014 | di La Redazione

TRIBUNALE DI BARI

Cessione dei beni ai creditori

La procedura di concordato preventivo mediante cessione dei beni ai creditori comporta il trasferimento agli organi della procedura non della proprietà dei beni e della titolarità dei crediti, ma solo dei poteri di gestione finalizzati alla liquidazione, con la conseguenza che il debitore cedente conserva il diritto di esercitare le azioni o di resistervi, nei confronti dei terzi, a tutela del proprio patrimonio.

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Società in liquidazione e valutazione dello stato di insolvenza

31 Gennaio 2014 | di La Redazione

TRIBUNALE DI NAPOLI

Insolvenza

Quando la società è in liquidazione, la valutazione del giudice, ai fini dell’applicazione dell’art. 5 l. fall., deve essere diretta unicamente ad accertare se gli elementi attivi del patrimonio sociale consentano di assicurare l’eguale ed integrale soddisfacimento dei creditori sociali, e ciò in quanto - non proponendosi l’impresa in liquidazione di restare sul mercato, ma avendo come esclusivo obiettivo quello di provvedere al soddisfacimento dei creditori sociali, previa realizzazione delle attività sociali, ed alla distribuzione dell’eventuale residuo tra i soci - non è più richiesto che essa disponga, come invece la società in piena attività, di credito e di risorse, e quindi di liquidità, necessari per soddisfare le obbligazioni contratte.

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Fallimento in estensione della holding personale società di fatto

29 Gennaio 2014 | di La Redazione

TRIBUNALE DI CROTONE

Holding

Se, dopo il fallimento di una società di capitali, emergono elementi dai quali desumere la gestione di un’unica attività imprenditoriale e commerciale, riconducibile ad una persona fisica che abbia svolto professionalmente e con stabile organizzazione l’indirizzo, il controllo e il coordinamento della società fallita e di altre società di capitali unipersonali, nell’ottica di un disegno imprenditoriale unitario e del perseguimento di interessi riferibili ad un’unica società di fatto, è ammissibile il fallimento in estensione della holding personale società di fatto, una volta accertato il suo stato di insolvenza.

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Composizione della crisi da sovraindebitamento: presupposti per l’omologazione del piano del consumatore

29 Gennaio 2014 | di La Redazione

TRIBUNALE DI PISTOIA

Omologazione della proposta di concordato

Il procedimento di composizione della crisi da sovraindebitamento, a prescindere da quale sia il suo contenuto (accordo di ristrutturazione dei debiti ovvero piano del consumatore), ha come scopo principale quello di consentire una ristrutturazione dei debiti a soggetti che non possono accedere ad una procedura concorsuale disciplinata dalla legge fallimentare, anche con un pagamento in misura inferiore rispetto all’importo originario. La riduzione del pagamento può riguardare anche i crediti dotati di privilegio, purché la misura indicata non risulti pregiudizievole rispetto alle procedure esecutive individuali.

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Concordato preventivo: il debito Iva va sempre pagato integralmente

29 Gennaio 2014 | di La Redazione

TRIBUNALE DI VICENZA

Graduazione

In ambito concordatario il debito per l’Iva deve sempre essere pagato interamente, anche al di fuori della transazione fiscale.

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