Casi e sentenze di merito

Casi e sentenze di merito

Nella nomina di commissario giudiziale si può optare per un organo di natura collegiale

16 Gennaio 2014 | di La Redazione

TRIBUNALE BENEVENTO

Commissario giudiziale

Non sussiste alcun ostacolo di tipo logico o normativo alla nomina di un commissario giudiziale avente natura collegiale. La collegialità dell’organo deve essere però richiesta dalla complessità della procedura ovvero dalla consistenza dell’impresa così che la sua nomina risulti funzionale ad esigenze di maggiore efficienza e rapidità nella conduzione della procedura

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Concordato: prededuzione dei crediti professionali, scioglimento dei contratti pendenti e finanziamenti interinali

16 Gennaio 2014 | di La Redazione

TRIBUNALE DI PADOVA

Concordato preventivo: disciplina generale

Ritenuto che in seguito all’abrogazione della norma di cui all’art. 182-quater l. fall. richiamata anche dalla società ricorrente ma diversamente dall’interpretazione dalla stessa fornita nelle predette note, tutti i crediti di tali professionisti possono solo rientrare nell’art. 111, comma 2, l. fall., quali crediti sorti in funzione di una procedura concorsuale, ma ciò vale nell’ambito della successiva ed eventuale procedura fallimentare, con conseguente applicazione dei relativi principi che richiedono, quindi, la previa presentazione di una domanda di insinuazione al passivo che spetterà poi al G.D. valutare non solo nel “quantum”, ma anche nell’”an”, se cioè gli stessi possano effettivamente considerarsi “in funzione” e pertanto sorti per la buona riuscita/ammissione del concordato.

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Atti in frode ai creditori e improcedibilità del concordato preventivo

16 Gennaio 2014 | di La Redazione

TRIBUNALE DI TORINO

Atti di frode

Deve essere dichiarato improcedibile, ai sensi dell’art. 173 l. fall., il concordato preventivo nel quale il debitore abbia posto in essere operazioni fittizie, quali l’inserimento di inesistenti crediti Iva e fiscali, alterando in maniera rilevante il bilancio, in quanto ciò costituisce atto in frode ai creditori.

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Fallimento: Presupposti e legittimazione attiva del creditore

16 Gennaio 2014 | di La Redazione

Tribunale di Monza

Insolvenza

Dopo la soppressione dell'iniziativa d'ufficio, l'esistenza di debiti della società convenuta nei confronti di soggetti diversi dal ricorrente e la loro incidenza sulla manifestazione dello stato d'insolvenza vanno valutate distintamente rispetto al requisito dell'esistenza del credito del ricorrente: i primi rilevano ai fini della valutazione dello stato dell'insolvenza, mentre il secondo rileva ai fini della legittimazione del ricorrente. Se un ricorrente non è legittimato, viene a mancare l'iniziativa del creditore e quindi il necessario atto per la dichiarazione di fallimento.

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Concordato con continuità aziendale ed affitto di azienda

16 Gennaio 2014 | di La Redazione

TRIBUNALE DI BOLZANO

Concordato con continuità aziendale

La riconducibilità o meno dell’affitto d’azienda nel paradigma della continuità aziendale, di cui all’art. 186 bis l.fall., deve essere valutata caso per caso, senza limitazioni aprioristiche, nemmeno nella fase procedimentale del concordato “in bianco”, potendo essere strumento essenziale per il buon fine dell’operazione di risanamento, sempre che le controparti nei contratti pendenti abbiano acconsentito per iscritto al subentro dell’affittuario nella posizione negoziale già propria del debitore-concedente.

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Fallimento: impossibilità di reiterazione della domanda di ammissione al passivo in base alla medesima causa petendi

16 Gennaio 2014 | di La Redazione

TRIBUNALE DI RAVENNA

Ammissione al passivo: forma e contenuto della domanda

Essendo l’ammissione al passivo ordinaria e quella tardiva due fasi diverse del medesimo accertamento giurisdizionale, in caso di ripetizione in via tardiva di domande di ammissione sulla base della stessa causa petendi, trova piena e diretta applicazione il principio del “ne bis in idem”, con conseguente inammissibilità della domanda reiterata.

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Contratti pendenti nel concordato con riserva: applicabilità dell’art. 169-bis e giudizio del Tribunale in sede autorizzativa

16 Gennaio 2014 | di La Redazione

TRIBUNALE DI ROMA

Concordato con riserva

Il debitore può chiedere l’autorizzazione a sciogliere o a sospendere un contratto pendente ai sensi dell’art. 169-bis l. fall. anche nella fase di concordato con riserva. Nel primo caso, è necessaria l’allegazione dei contenuti essenziali della proposta e del piano di concordato, accompagnati da una prima relazione del professionista che attesti la veridicità e la fattibilità di quanto prospettato. Nel secondo caso, è sufficiente la rappresentazione dei termini del piano che verrà sottoposto ai creditori.

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Preconcordato, continuità aziendale e sospensione/scioglimento dei contratti pendenti

16 Gennaio 2014 | di La Redazione

TRIBUNALE DI CATANZARO

Rapporti giuridici preesistenti nel concordato

L’istanza di scioglimento o di sospensione dei contratti in corso può essere presentata sia con la domanda per l’ammissione alla procedura di concordato preventivo che in quella di concordato con riserva. L’accentuato favor del legislatore per le soluzioni concordatarie si estende anche alla recentissima figura del concordato con riserva, anche perché, proprio in relazione a quest’ultima forma di soluzione “negoziata in itinere” della crisi d’impresa, lo scioglimento o la sospensione di determinati vincoli contrattuali potrebbe risultare funzionale all’elaborazione del piano definitivo ovvero ad approntare la necessaria liquidità ovvero ancora ad evitare l’aumento di spese in prededuzione.

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Concordato preventivo con riserva – Falcidiabilità dell’Iva e transazione fiscale ex art. 182-ter l. fall.

16 Gennaio 2014 | di La Redazione

TRIBUNALE DI BUSTO ARSIZIO

Transazione fiscale nelle procedure concorsuali

E’ ammissibile una proposta di concordato preventivo, ai sensi dell’art. 161, comma 6, l. fall., che preveda il pagamento parziale dell’Iva: la disposizione di cui all’art. 182-ter, comma 1, l. fall., opera esclusivamente quando l’imprenditore voglia, e soprattutto possa, avvalersi dei vantaggi dell’istituto della transazione fiscale (quali il c.d. consolidamento del debito tributario e l’estinzione dei giudizi pendenti) avendone le risorse.

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Revocatoria fallimentare e pagamento di beni e servizi nell’esercizio dell’attività d’impresa

16 Gennaio 2014 | di La Redazione

TRIBUNALE DI MILANO

Azione revocatoria fallimentare

La ratio della non operatività della revocatoria fallimentare, in caso di pagamenti di beni e servizi effettuati nell’esercizio dell’attività d’impresa nei termini d’uso, deve rinvenirsi nella volontà di favorire una continuazione dell’attività aziendale nonostante l’insolvenza dell’impresa, così da rendere possibile il superamento della crisi o comunque l’adozione di soluzioni alternative alla procedura fallimentare.

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