Casi e sentenze di merito

Casi e sentenze di merito

Pagamento eseguito dal terzo debitore del soggetto fallito dopo la dichiarazione di fallimento

20 Gennaio 2014 | di La Redazione

TRIBUNALE DI S.M. CAPUA VETERE

Par condicio

Ai sensi dell’art. 44 l. fall. sono inefficaci nei confronti dei creditori concorsuali i pagamenti e gli atti compiuti dal fallito dopo la dichiarazione di fallimento; pertanto, le somme o i beni di cui il fallito abbia inefficacemente disposto continuano a far parte del patrimonio fallimentare e, se ne sono usciti, vi debbono essere riversati, al fine di preservare l’attivo fallimentare e tutelare la par conditio creditorum. Invero, il principio della par conditio creditorum, la cui salvaguardia costituisce la ratio della sottrazione al fallito della disponibilità dei suoi beni, è violato non solo dai pagamenti eseguiti dal debitore successivamente alla dichiarazione di fallimento, ma da qualsiasi atto estintivo di un debito a lui riferibile, sia pur indirettamente, in quanto effettuato con suo denaro. A quest'ultima categoria va ricondotto il pagamento eseguito dal terzo debitore in favore del creditore del fallito che abbia ottenuto l'assegnazione coattiva del credito ai sensi dell'art. 553 c.p.c.. Né assume rilievo la data di emanazione dell’ordinanza rispetto a quella della pronuncia della sentenza di fallimento, rilevando unicamente il momento della corresponsione delle somme.

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Rapporti tra accordi di ristrutturazione e dichiarazione di fallimento

20 Gennaio 2014 | di La Redazione

TRIBUNALE DI S.M. CAPUA VETERE

Accordo di ristrutturazione dei debiti: disciplina generale

L'omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti inidoneo, ab origine ovvero per l’impatto di fatti sopravvenuti, a realizzare la propria funzione, permanendo lo stato d’insolvenza dell’imprenditore ovvero manifestandosi una nuova situazione di impotenza economica, non preclude al tribunale di pronunciare la sentenza dichiarativa di fallimento, né processualmente è necessario procedere alla previa risoluzione dello stesso accordo (nel caso di specie la domanda di dichiarazione di fallimento è stata presentata da alcuni creditori rimasti estranei all'accordo).

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La riproposizione della domanda di concordato preventivo, dopo la rinuncia per decorrenza del termine, integra abuso del diritto

20 Gennaio 2014 | di La Redazione

TRIBUNALE DI BERGAMO

Abuso del diritto nel concordato

La presentazione di una nuova domanda di concordato produce l’effetto pratico di aggirare il termine perentorio previsto dalla legge per l’integrazione della domanda di concordato con riserva, con l’ulteriore effetto di pregiudicare, ingiustamente, l’interesse giuridicamente tutelato del creditore istante alla declaratoria di fallimento in assenza delle condizioni di ammissibilità del concordato originariamente proposto, considerata la riduzione della durata dell’effetto protettivo prevista in pendenza di istante di fallimento.

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Liquidazione della casa di proprietà del fallito

20 Gennaio 2014 | di La Redazione

TRIBUNALE DI REGGIO EMILIA

Programma di liquidazione

La disposizione di cui all’art. 47, comma 2, l. fall., secondo la quale “la casa di proprietà del fallito, nei limiti in cui è necessaria all’abitazione di lui e della sua famiglia, non può essere distratta da tale uso fino alla liquidazione delle attività”, non è da intendersi nel senso che l’immobile destinato ad abitazione del fallito possa essere distratto solo a conclusione della fase di liquidazione.

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Concordato “in bianco”: atti di ordinaria e straordinaria amministrazione; obblighi informativi

17 Gennaio 2014 | di La Redazione

CORTE D'APPELLO BOLOGNA

Concordato con riserva

Il termine per adempiere agli obblighi informativi ai fini dell’ammissione alla procedura di concordato preventivo non ha natura processuale, e pertanto non è soggetto alla sospensione feriale. La violazione di tale termine è, dunque, causa di improcedibilità della procedura concorsuale.

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Concordato in continuità: pagamento di crediti anteriori per prestazioni essenziali alla prosecuzione dell'attività

17 Gennaio 2014 | di La Redazione

TRIBUNALE DI MODENA

Concordato con continuità aziendale

Il concordato può definirsi in continuità aziendale in presenza di un piano non solo abbozzato ma sufficientemente definito nelle sue linee portanti, di un apprezzabile stato di avanzamento della sua plausibilità sotto il profilo, ad esempio, del raggiungimento degli accordi che lo devono rendere operativo.

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Società a partecipazione pubblica e fallimento

17 Gennaio 2014 | di La Redazione

TRIBUNALE DI PALERMO

Società a partecipazione pubblica

Per poter imprimere ad una società a partecipazione pubblica la qualificazione di “ente pubblico”, è necessaria l'espressa previsione legislativa in tal senso, non risultando abrogato l'art. 4 L. n. 70/1975.

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Inammissibile il pagamento non integrale del debito Iva

17 Gennaio 2014 | di La Redazione

TRIBUNALE DI IVREA

Transazione fiscale nelle procedure concorsuali

Anche nel caso in cui il debitore non faccia ricorso all’istituto della transazione fiscale (art. 182-ter l. fall.) è comunque inammissibile un pagamento non integrale del debito da Iva, ciò che può essere  ammesso e solamente la dilazione del pagamento.

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Revoca dell’ammissione ex art. 173 l. fall. nel concordato preventivo con riserva

17 Gennaio 2014 | di La Redazione

TRIBUNALE BOLOGNA

Revoca dell'ammissione al concordato preventivo

Nella fase di preammissione al concordato preventivo ex art. 161,  comma 6, l. fall. (così come novellato dal c.d. Decreto Sviluppo) il compimento da parte dell’imprenditore di atti di straordinaria amministrazione senza la necessaria autorizzazione del tribunale prevista dal settimo comma del predetto art. 163 l. fall. radica il procedimento di revoca di cui all’art. 173 l. fall.

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Fallibilità della società in house

17 Gennaio 2014 | di La Redazione

TRIBUNALE DI MODENA

Società in house

Anche le società c.d. in house, che si differenziano dalle altre società in mano pubblica per la sostanziale coincidenza soggettiva tra ente pubblico ed ente societario, sono soggette alla disciplina civilistica e, in particolare, a quella concorsuale, con la conseguenza che può essere affermato, anche per tali soggetti, il principio generale della fallibilità delle società partecipate.

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