Casi e sentenze di merito

Casi e sentenze di merito

Effetti del deposito della domanda di concordato sulle procedure esecutive e cautelari pendenti

13 Gennaio 2014 | di La Redazione

TRIBUNALE DI MILANO

Domanda di concordato

In pendenza del termine per la proposizione della proposta di concordato preventivo, la procedura (esecutiva, cautelare o esecutiva di un provvedimento cautelare) si trova in una fase analoga a quella della sospensione che si verifica ex lege all’atto della pubblicazione della domanda concordato presso il Registro delle Imprese, nonché alla sospensione c.d. “esterna” che si verifica nell’esecuzione forzata ex art. 623 c.p.c. per vicende legate al titolo che apre l’esecuzione.

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Concordato con continuità aziendale: requisiti del piano e oggetto della relazione di attestazione

13 Gennaio 2014 | di La Redazione

TRIBUNALE DI MILANO

Prosecuzione dell’attività d’impresa

Il Tribunale, nella valutazione di ammissibilità del concordato con continuità aziendale ex art.186-bis l. fall. deve verificare che il piano preveda, quale modalità esecutiva, la prosecuzione dell’attività d’impresa, che detto piano contenga un’analitica indicazione dei costi e ricavi attesi dalla prosecuzione dell’attività d’impresa, delle risorse finanziarie necessarie e delle relative modalità di copertura, e che lo stesso piano sia attestato dal professionista in ordine alla funzionalità della prosecuzione dell’attività al migliore soddisfacimento dei creditori.

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Profili di inammissibilità del concordato preventivo: rispetto delle classi dei creditori, cash flow e falcidia dell’Iva

13 Gennaio 2014 | di La Redazione

TRIBUNALE DI BERGAMO

Inammissibilità della proposta di concordato

Non può essere omologata una domanda di concordato preventivo con continuità aziendale che preveda la degradazione al chirografo dei crediti erariali assistiti da una causa di prelazione generale senza che ne sussistano i requisiti di legge.

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Concordato e atti autorizzabili ai sensi dell'art. 161, comma 7, l. fall.

13 Gennaio 2014 | di La Redazione

TRIBUNALE DI MILANO

Domanda di concordato

Non è necessaria l’autorizzazione del tribunale, ai sensi dell’art. 161, 7 comma, l. fall., in relazione alla prosecuzione di contratti di affidamento se gli stessi permangono negli stessi limiti di fido e alle stesse condizioni già applicate anteriormente al deposito della domanda (fatta ferma la non compensabilità dei crediti della banca con i debiti di restituzione se relativi a posizioni anteriori e con salvezza della efficacia di eventuali clausole compensative), costituendo i predetti negozi atti di ordinaria amministrazione. Del pari, deve ritenersi atto di ordinaria amministrazione il conferimento di incarico ex nunc ad un legale se esso si risolve in attività da svolgere a favore dei creditori della società proponente per il buon esito del procedimento.

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Concordato preventivo con riserva e inosservanza degli obblighi posti a carico del debitore dal Tribunale

13 Gennaio 2014 | di La Redazione

TRIBUNALE DI BERGAMO

Concordato con riserva

L’omissione, da parte del debitore, degli obblighi posti a suo carico dal decreto che ha ammesso la domanda di concordato preventivo con riserva, costituisce elemento significativo del fatto che l’attività compiuta dal debitore è manifestamente inidonea alla predisposizione della proposta e del piano, e ciò ai fini della abbreviazione del termine fissato con il decreto stesso.

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Concordato: il credito del professionista attestatore non è prededucibile in caso di valutazione negativa sulla fattibilità del piano

13 Gennaio 2014 | di La Redazione

TRIBUNALE DI BERGAMO

Prededuzione

Il presupposto della prededucibilità del credito del professionista risiede nella funzionalità della prestazione alle procedure concorsuali, da intendersi come utilità rispetto alla prospettiva della presentazione di una domanda di concordato preventivo o, nel caso di successivo fallimento, come concreta utilità ai fini dell’apertura della procedura fallimentare. La relazione attestatrice, ex art. 161 l. fall., che esprima una valutazione negativa sulla fattibilità del piano concordatario non è funzionale né alla procedura concordataria né a quella fallimentare, di conseguenza il credito professionale non può essere ammesso in prededuzione ex art. 111 l. fall.

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Atti in frode e revoca dell’ammissione al concordato preventivo

13 Gennaio 2014 | di La Redazione

TRIBUNALE DI BERGAMO

Atti di frode

Qualora, successivamente all’ammissione alla procedura di concordato preventivo, il commissario giudiziale verifichi che, prima della presentazione della domanda di concordato, furono commessi atti in frode da parte della società, si determina una causa di improcedibilità della domanda. Pertanto si aprirà il procedimento per la revoca dell’ammissione al concordato e, se ne sussistono i presupposti, vi sarà dichiarazione di fallimento.

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Esdebitazione: limiti alla concessione dell’istituto

13 Gennaio 2014 | di La Redazione

TRIBUNALE DI BERGAMO

Esdebitazione

Il dettato normativo contenuto al comma 2 dell’art. 142 l. fall., secondo il quale, “l’esdebitazione non possa essere concessa qualora non siano stati soddisfatti, neppure in parte, i creditori concorsuali” deve essere interpretato nel senso che per la concessione dell’esdebitazione, oltre ai presupposti contenuti al primo comma, è necessario che ogni singolo creditore sia stato, almeno parzialmente, soddisfatto dal fallito.

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Concordato: proroga dei termini per il deposito della proposta, del piano e della documentazione e calcolo del dies a quo

13 Gennaio 2014 | di La Redazione

TRIBUNALE DI BERGAMO

Concordato preventivo: disciplina generale

Nella procedura concordataria, la concessione della proroga di 120 giorni, e di ulteriori 60 giorni, dei termini per il deposito della proposta, del piano e della documentazione, ai sensi dell’art. 161, comma 6, l. fall., configura una fattispecie di termine unico prorogato, e nessuna proroga “interna” può computarsi, ex art. 155, comma 5, c.p.c., al fine di determinare la definitiva scadenza del termine.

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Dichiarazione di fallimento: notifica e presupposti

10 Gennaio 2014 | di La Redazione

CORTE D'APPELLO DI BARI

Fallimento: disciplina generale

In base al tenore letterale dell’art. 145 c.p.c., che parla di “persona addetta alla sede”, ai fini della validità della notifica da parte dell’Ufficiale giudiziario è sufficiente che il soggetto sia collegato con la società a cui occorre notificare l’atto, non essendo richiesto che il soggetto sia un lavoratore subordinato presso la stessa.

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