Casi e sentenze di merito

Casi e sentenze di merito

Accordo di ristrutturazione dei debiti e fallimento: coordinamento tra procedure e sospensione feriale dei termini

20 Gennaio 2014 | di La Redazione

TRIBUNALE DI S.M. CAPUA VETERE

Accordo di ristrutturazione dei debiti: disciplina generale

Qualora il ricorso ex art. 182-bis l. fall. per omologazione dell’accordo di ristrutturazione dei debiti venga depositato in pendenza di un procedimento prefallimentare, le procedure vengono riunite e la necessità di coordinamento tra le due comporta che l’esonero dei termini dalla sospensione feriale sia trasmesso, per connessione, dal procedimento per la dichiarazione di fallimento al procedimento per l’accordo di ristrutturazione.

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Restituzione al curatore delle somme pagate dopo la dichiarazione di fallimento in forza di ordinanza di assegnazione del credito ex art. 553 c.p.c.

20 Gennaio 2014 | di La Redazione

TRIBUNALE DI S.M. CAPUA VETERE

Pagamenti

L'ordinanza emessa a sensi dell'art. 553 c.p.c. con cui il giudice del processo esecutivo assegni al creditore procedente il credito che il debitore esecutato, già fallito, ha nei confronti del debitor debitoris, il quale esegue il pagamento nei confronti del creditore che ha attivato il giudizio esecutivo, è inopponibile all'ufficio fallimentare in quanto atto reso inter alios.

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Concordato preventivo in bianco, scioglimento dei contratti pendenti e necessità del contraddittorio

20 Gennaio 2014 | di La Redazione

TRIBUNALE DI PIACENZA

Rapporti giuridici preesistenti nel concordato

L’istanza di sospensione o scioglimento dei contratti pendenti, ex art. 169-bis l. fall., risulta ammissibile anche nell’ambito del concordato con riserva di cui all’art. 161, comma 6, l. fall.

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Pagamento eseguito dal terzo debitore del soggetto fallito dopo la dichiarazione di fallimento

20 Gennaio 2014 | di La Redazione

TRIBUNALE DI S.M. CAPUA VETERE

Par condicio

Ai sensi dell’art. 44 l. fall. sono inefficaci nei confronti dei creditori concorsuali i pagamenti e gli atti compiuti dal fallito dopo la dichiarazione di fallimento; pertanto, le somme o i beni di cui il fallito abbia inefficacemente disposto continuano a far parte del patrimonio fallimentare e, se ne sono usciti, vi debbono essere riversati, al fine di preservare l’attivo fallimentare e tutelare la par conditio creditorum. Invero, il principio della par conditio creditorum, la cui salvaguardia costituisce la ratio della sottrazione al fallito della disponibilità dei suoi beni, è violato non solo dai pagamenti eseguiti dal debitore successivamente alla dichiarazione di fallimento, ma da qualsiasi atto estintivo di un debito a lui riferibile, sia pur indirettamente, in quanto effettuato con suo denaro. A quest'ultima categoria va ricondotto il pagamento eseguito dal terzo debitore in favore del creditore del fallito che abbia ottenuto l'assegnazione coattiva del credito ai sensi dell'art. 553 c.p.c.. Né assume rilievo la data di emanazione dell’ordinanza rispetto a quella della pronuncia della sentenza di fallimento, rilevando unicamente il momento della corresponsione delle somme.

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La riproposizione della domanda di concordato preventivo, dopo la rinuncia per decorrenza del termine, integra abuso del diritto

20 Gennaio 2014 | di La Redazione

TRIBUNALE DI BERGAMO

Abuso del diritto nel concordato

La presentazione di una nuova domanda di concordato produce l’effetto pratico di aggirare il termine perentorio previsto dalla legge per l’integrazione della domanda di concordato con riserva, con l’ulteriore effetto di pregiudicare, ingiustamente, l’interesse giuridicamente tutelato del creditore istante alla declaratoria di fallimento in assenza delle condizioni di ammissibilità del concordato originariamente proposto, considerata la riduzione della durata dell’effetto protettivo prevista in pendenza di istante di fallimento.

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Liquidazione del compenso del curatore, nei casi di curatela collegiale e di successivo concordato fallimentare

20 Gennaio 2014 | di La Redazione

TRIBUNALE DI PORDENONE

Compensi degli organi di procedure concorsuali

In caso di procedura fallimentare gestita da più curatori contemporaneamente, il compenso da liquidare al collegio dei curatori deve essere unitario, da ripartirsi in misura paritetica.

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La valutazione del commissario giudiziale ex art. 172 l. fall. attiene esclusivamente la veridicità dei fatti allegati

17 Gennaio 2014 | di La Redazione

TRIBUNALE DI CHIETI

Relazione del commissario giudiziale

L’informativa destinata ai creditori redatta dal commissario giudiziale ex art. 172 l. fall. non deve consistere in una minuziosa e dettagliata disamina degli eventi che hanno causato la situazione di dissesto del debitore.

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Concordato preventivo in bianco, scioglimento dei contratti pendenti e necessità del contraddittorio

17 Gennaio 2014 | di La Redazione

TRIBUNALE DI NOVARA

Rapporti giuridici preesistenti nel concordato

Il debitore in concordato preventivo può chiedere la sospensione o lo scioglimento dei contratti pendenti, ex art. 169-bis l. fall.

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Società a partecipazione pubblica e fallimento

17 Gennaio 2014 | di La Redazione

TRIBUNALE DI PALERMO

Società a partecipazione pubblica

Per poter imprimere ad una società a partecipazione pubblica la qualificazione di “ente pubblico”, è necessaria l'espressa previsione legislativa in tal senso, non risultando abrogato l'art. 4 L. n. 70/1975.

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Il caso Richard Ginori e la fattibilità del piano

17 Gennaio 2014 | di La Redazione

TRIBUNALE DI FIRENZE

Fattibilità

L’attestazione di fattibilità del piano di concordato, quale elemento essenziale, della relazione del professionista ex art. 161, comma 3, l. fall. ai fini dell’apertura della procedura di concordato preventivo deve avere riguardo alle modalità che il debitore descrive e prevede per la realizzazione della soddisfazione del ceto creditorio, onde valutarne la concreta attuabilità, dando garanzia all’organo giudiziario della fondatezza della analisi compiuta dal debitore sui dati di attivo e passivo e della conseguente e correlata ragionevole certezza che quanto previsto come metodologia di realizzazione dell’attivo e quantificazione di soddisfazione del ceto creditorio, non sia solo di “possibilità” o “probabilità” ma si concretizzi effettivamente nei modi e nei tempi previsti.

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