Focus

Focus su Cessione d'azienda

Cessione dell’azienda in pendenza della fase di pre-concordato

30 Agosto 2018 | di Salvatore Sanzo, Diana Burroni

Cessione d'azienda

Poiché il legislatore della riforma pare porre l’accento sempre di più sulla importanza di una liquidazione del patrimonio del debitore in crisi che sia efficiente, non solo al fine del miglior soddisfacimento dei creditori, ma anche nell'ottica di rimettere nel circuito economico l’azienda, ove essa sia ancora in grado di esprimere valore, appare opportuno che questa indagine muova dalle esigenze concrete (e tenga conto delle patologie) che manifesta la realtà economica, per poi procedere con la disamina...

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Trattative sindacali nella cessione d’azienda nel caso di proposte e offerte concorrenti

17 Agosto 2016 | di Antonio Caiafa

Cessione d'azienda

L'Autore esamina come il sistema concorsuale, attraverso la previsione della possibilità di formulare offerte o proposte concorrenti possa apparire, ad un superficiale approccio, rivoluzionario, ma è, invero, il risultato della ormai constatata intenzione del legislatore di voler tenere nella dovuta considerazione le evoluzioni del mercato, nel quale si trovano ad operare imprenditori che possono essere interessati al complesso dei beni organizzati, per l’esercizio dell’attività di impresa, dal debitore proponente.

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La cessione dell'azienda prima dell'omologa del concordato preventivo liquidatorio

07 Agosto 2015 | di Marco Greggio

Cessione d'azienda

Nell'ambito dei concordati preventivi si avverte sempre più pressante l'esigenza di cedere l'azienda prima del decreto di omologa del concordato. Il problema della vendita dell'azienda prima dell'omologazione, con provvedimento definitivo, del concordato di tipo liquidatorio è dovuto all'assenza di disposizioni normative che disciplinino espressamente tale operazione. L'Autore addentrandosi nelle “maglie del sistema” individua gli spazi che possono offrire la possibilità concreta per la cessione dell'azienda prima dell'omologa, con uno sguardo anche alle soluzione prospettate da dottrina e giurisprudenza.

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Il trasferimento di azienda e il ruolo del notaio nella procedura fallimentare (II parte)

05 Luglio 2012 | di Alessandro Stefani

Cessione d'azienda

L'aspetto di più marcata innovazione della riforma fallimentare consiste nell'inserimento dell'attività liquidatoria in un quadro di riferimento complessivo volto a garantire la coerenza e l'unitarietà delle cessioni dei singoli beni, al fine di conservare l'integrità produttiva dell'impresa e di soddisfare al meglio le ragioni dei creditori concorsuali. In questo contesto si collocano l'introduzione del programma di liquidazione previsto dall'art. 104-ter l. fall., nell'ambito del quale il curatore è chiamato ad individuare una strategia unitaria e razionale nella liquidazione del patrimonio fallimentare e, soprattutto, l'art. 105 l. fall., il quale attribuisce rilievo endofallimentare all'azienda come entità unitaria, inserendola nel sistema strutturale della procedura. Il “nuovo” art. 105 l. fall. completa un lungo percorso di interventi settoriali ed il risultato è un nuovo modello di liquidazione riallocativa dei valori aziendali nel quale il notaio si trova a svolgere un ruolo essenziale, sia per la necessità della forma autentica del negozio di trasferimento, senza l'osservanza della quale è preclusa l'iscrizione dell'atto nel registro delle imprese, sia per la delicata fase intercorrente tra aggiudicazione e purgazione dei gravami nel caso di complessi aziendali comprendenti beni immobili.

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Il trasferimento di azienda nella procedura fallimentare e il ruolo del notaio (I parte)

06 Aprile 2012 | di Alessandro Stefani

Cessione d'azienda

Con la riforma delle procedure concorsuali entra a pieno titolo nella legge fallimentare, seppur con ingiustificato ritardo, il tema della circolazione dell'azienda, finalmente con una disciplina specifica ed uniforme che tiene conto, nell'ambito della liquidazione dell'attivo, dell'unitarietà del complesso aziendale e della sua perfetta integrazione con i caratteri dell'universalità e della concentrazione tipici della procedura concorsuale. Con il “nuovo” art. 79 l. fall. si disciplina espressamente la sorte del contratto di affitto di azienda stipulato anteriormente alla dichiarazione di fallimento, dando cittadinanza ad uno strumento in grado di mantenere viva la realtà aziendale e favorirne un successivo riallocamento; con il “nuovo” art. 104-bis l. fall., invece, si attribuisce all'affitto di azienda un valore centrale e strategico, costituendo esso un passaggio valutativo che ogni curatore deve affrontare prima di decidere se dar seguito o meno ad altre attività più propriamente liquidative. In un tale contesto il notaio si trova a svolgere un ruolo essenziale, sia per la necessità della forma autentica del contratto di affitto, senza l'osservanza della quale è preclusa l'iscrizione dell'atto nel registro delle imprese, sia, soprattutto, per il necessario controllo di legalità da espletare sul contratto medesimo, prevedendo la norma una serie di clausole inderogabili a pena di nullità.

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