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Focus su Concordato con continuità aziendale

Le diverse interpretazioni del principio di responsabilità patrimoniale nel concordato con continuità

20 Dicembre 2017 | di Dario Finardi

Concordato con continuità aziendale

Il concordato preventivo, come mezzo per la soluzione della crisi d’impresa e strumento per addivenire alla esdebitazione del debitore, come noto, è regolato da due principi basilari: la soddisfazione integrale dei creditori prelatizi (salva la degradazione per incapienza del bene, sul ricavato in caso di liquidazione, da intendersi come “confronto fra la soluzione concordataria e lo scenario liquidatorio” nella relazione giurata da parte di un professionista, avuto altresì riguardo al valore di mercato del bene) e la graduazione dei crediti in ragione delle cause di prelazione per cui, anche in presenza di classi, “il trattamento stabilito per ciascuna classe non può avere l’effetto di alterare l’ordine delle cause legittime di prelazione” (art. 160, comma 2, l. fall.).

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Concordato in continuità e affitto di ramo d'azienda

06 Giugno 2017 | di Alberto Greco

Concordato con continuità aziendale

Come noto, ormai 5 anni fa, il legislatore nazionale introduceva la procedura di concordato con continuità aziendale, cercando di normare prassi operative e giurisprudenziali che già trovavano applicazione e legittimazione nelle sezioni fallimentari dei vari tribunali italiani. La formulazione normativa però...

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Il contratto di subappalto nel concordato con continuità aziendale

07 Febbraio 2017 | di Beatrice Armeli

Concordato con continuità aziendale

Il quadro normativo di riferimento è dato da una lettura coordinata della disciplina amministrativa relativa ai contratti pubblici e di quella fallimentare. Relativamente al caso in cui l’impresa affidataria di lavori pubblici sia ammessa a concordato preventivo con continuità aziendale, o abbia anche solo presentato relativa domanda con riserva ex art. 161, comma 6, l.fall., l’art. 110, commi 3 e 4, del nuovo Codice Appalti prevede che...

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Riflessioni sul concordato con continuità dopo il D.L. 83/2015

09 Febbraio 2016 | di Daniele Fico

Concordato con continuità aziendale

Le recenti novità apportate dal D.L. 83/2015 hanno accentuato il favor del legislatore verso il concordato con continuità rispetto a quello liquidatorio, destinato con ogni probabilità ad un’auspicata abolizione, o comunque ad una diversa configurazione, rendendo necessaria, allo stesso tempo, una chiara definizione del concetto di continuità aziendale. L’Autore, dopo aver esaminato la disciplina speciale del concordato in continuità, si sofferma sulla riconducibilità dell’affitto di azienda all’ambito applicativo dell’art. 186-bis l. fall. e sull’impatto delle nuove disposizioni relative alla percentuale minima di soddisfacimento dei chirografari ed alle proposte concorrenti sul concordato con continuità.

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Il piano industriale nel concordato, il ruolo degli attori della crisi e del commissario: la continuità è una chimera?

13 Luglio 2015 | di Andrea Ferri

Concordato con continuità aziendale

L'Autore, partendo dall'analisi di un caso pratico, esamina le principali problematiche, relative alla continuità aziendale, che emergono quando un imprenditore in crisi presenti un piano industriale di risanamento. Vengono, così, alla luce, le difficoltà di una disciplina, quella relativa al concordato preventivo, che ancora non riesce a rispondere alle esigenze pratiche degli attori coinvolti nella crisi.

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La redazione della proposta nel concordato in continuità. Risvolti operativi

05 Febbraio 2015 | di Fabio Maria Venegoni

Concordato con continuità aziendale

Il contenuto e i termini della proposta ai creditori nel concordato preventivo risulta diverso, a seconda che sia prevista la liquidazione dei beni oppure la continuità dell'impresa da parte del debitore. In questo secondo caso, infatti, la costruzione del piano presenta maggiori difficoltà, alla luce delle informazioni richieste e delle variabili insite nelle previsioni legate alla prosecuzione dell'attività. L'Autore illustra le problematiche, evidenziano le informazioni richieste ai professionisti che collaborano con il debitore, e gli stress test necessari al fine di assicurare la necessaria attendibilità alle valutazioni.

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Concordato con continuità e contratti pubblici: questioni risolte e nuovi problemi nel prisma del “nuovo” art. 186 – bis, comma 4 l. fall.

05 Settembre 2014 | di Paolo Pizza

Concordato con continuità aziendale

Il Legislatore, di recente, ha introdotto nel nostro ordinamento giuridico, il nuovo comma 4 dell'art. 186–bis l. fall., in relazione al concordato con continuità aziendale, il quale dispone che “successivamente al deposito del ricorso, la partecipazione a procedure di affidamento di contratti pubblici deve essere autorizzata dal Tribunale, acquisito il parere del commissario giudiziale, se nominato; in mancanza di tale nomina, provvede il Tribunale”. L' Autore, grazie ad una precisa analisi sia del tema del rapporto tra concordato con continuità aziendale e contratti pubblici sia nella disciplina anteriore che in quella vigente, coglie le questioni non ancora pacifiche e ne esamina i possibili risvolti.

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Il concordato in continuità: proposte operative per un più efficace utilizzo dell'istituto

06 Giugno 2014 | di Federico Clemente

Concordato con continuità aziendale

La recente introduzione della possibilità di strutturare la proposta concordataria attraverso la prosecuzione dell'attività d'impresa (art. 186bisl. fall), ha concentrato dottrina e giurisprudenza in un ampio dibattito sull'istituto. L'Autore, osservando quali vantaggi e quali svantaggi possano derivare da una ristrutturazione debitoria mediante continuità aziendale, propone delle soluzioni operative idonee a rendere più proficuo per tutti i soggetti coinvolti il ricorso a tale tipologia di concordato.

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Il miglior soddisfacimento dei creditori nel concordato con continuità aziendale

18 Marzo 2014 | di Pier Giorgio Cecchini

Concordato con continuità aziendale

In giurisprudenza e in dottrina è acceso il dibattito su come debba leggersi l'espressione "miglior soddisfacimento dei creditori", contenuta nell'art. 186-bisl. fall. relativamente al concordato con continuità aziendale. L'Autore sostiene che il "miglior soddisfacimento dei creditori" sia da intendersi esclusivamente come la maggiore disponibilità di attivo patrimoniale da distribuire tra i creditori. Partendo da questo assunto viene svolta una disamina su come l'attestatore debba valutare l' "idoneità" o meno della prosecuzione dell'attività, soffermandosi in particolare sull'ipotesi in cui sia prevista una divisione in classi del ceto creditorio.

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L'applicabilità dell'art. 186-bis, ultimo comma, ai concordati preventivi in continuità aziendale: analisi di un caso concreto

04 Marzo 2014 | di Alberto Bianco, Puglisi Maria Chiara

Concordato con continuità aziendale

Nei casi di concordato in continuità, l'art. 186-bis, ultimo comma, l. fall. prevede la possibilità per il Tribunale di revocare l'ammissione al concordato e dichiarare il fallimento qualora cessi l'esercizio dell'attività di impresa o la continuità aziendale risulti manifestamente dannosa per i creditori. Il problema discusso in dottrina e giurisprudenza è quello relativo alla linea di confine tra autonomia privata e controllo giudiziale nell'ambito delle procedure di concordato preventivo.

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