Focus

Focus su Concordato con riserva

Sul rapporto tra preconcordato e istruttoria prefallimentare

12 Settembre 2016 | di Stefano Mecca

Concordato con riserva

Il diverso segno delle due decisioni prese dalla Corte d’Appello di Brescia, con provvedimenti del luglio 2015, nella medesima vicenda su questioni solo apparentemente eterogenee, conferma la necessità di un adeguato approfondimento sistematico del nuovo istituto del preconcordato, nel suo rapporto con l’istruttoria prefallimentare.

Leggi dopo

Il concordato “in bianco”: rassegna sintetica sui profili sostanziali dell'istituto e sulle problematiche emerse in sede applicativa

18 Settembre 2015 | di Aldo Fittante

Concordato con riserva

Con il presente contributo, l'Autore ripercorre la struttura del concordato “in bianco” soffermandosi sui tratti caratterizzanti dell'istituto, tra i quali l'affinità con il c.d. Chapter 11 statunitense, le finalità della procedura, la disciplina dei rapporti pendenti ed il rapporto di pregiudizialità con l'istanza per la dichiarazione di fallimento, concludendo con un approfondimento sull'abuso del concordato in bianco.

Leggi dopo

Brevi considerazioni in tema di “conservazione degli effetti” tra preconcordato ed accordi di ristrutturazione dei debiti

13 Maggio 2014 | di Giorgio Barbieri, Alessandro Nironi Ferraroni

Concordato con riserva

Gli Autori propongono una riflessione su una ipotesi ormai sempre più ricorrente nella prassi: quella in cui venga depositata domanda di concordato preventivo e tempestivamente, il debitore, depositi anche il ricorso exart. 182bisl. fall. Dopo un preciso inquadramento normativo, l'analisi si concentra su quali siano le problematiche più ricorrenti nella pratica in tema di "conservazione degli effetti" sorti in conseguenza della domanda di concordato preventivo, qualora tale procedura si "trasformi" in un accordo di ristrutturazione dei debiti.

Leggi dopo

Domanda di concordato “con riserva” e autorizzazione allo scioglimento e sospensione dei contratti pendenti

31 Gennaio 2014 | di Daniele Fico

Concordato con riserva

La compatibilità dell'autorizzazione alla sospensione o allo scioglimento dei contratti in corso di esecuzione ex art. 169-bisl. fall. con la domanda di concordato “in bianco” costituisce una tra le questioni maggiormente dibattute a seguito dell'entrata in vigore delle disposizioni in materia concorsuale introdotte dal D.L. 83/2012 (c.d. Decreto Sviluppo). L'Autore, dopo aver esaminato le diverse opinioni espresse dalla giurisprudenza e dalla dottrina, si sofferma sulla tesi favorevole all'applicabilità dell'art. 169-bisalla domanda di “pre-concordato”, a condizione tuttavia di una disclosure da parte del debitore in crisi circa i contenuti del piano concordatario.

Leggi dopo

L'andamento economico dell'impresa tra la presentazione del concordato con riserva e il deposito della proposta. Analisi e pronunciamenti dell'attestatore

15 Ottobre 2013 | di Ignazio Arcuri

Concordato con riserva

In caso di presentazione di una domanda di concordato in bianco ex art. 161, comma 6, l. fall., caratterizzata dalla continuità aziendale, assume rilevanza il tema della gestione dell’impresa nel c.d. periodo interinale, che intercorre tra il deposito della domanda con riserva alla presentazione della proposta definitiva. L’Autore analizza gli aspetti più dibattuti in dottrina e giurisprudenza, evidenziando in particolare il ruolo centrale dell’attestatore, chiamato a stabilire la forma di concordato di riferimento.

Leggi dopo

Il ruolo del notaio nella domanda di concordato con riserva

09 Luglio 2013 | di Alessandro Stefani

Concordato con riserva

Il nuovo art. 161 l. fall. ha introdotto con successo nel nostro sistema il c.d. concordato “con riserva” o “in bianco”, mutuando in sostanza il modello statunitense del “Chapter 11” del Bankruptcy Code: l’imprenditore in crisi, pertanto, dispone ora di uno strumento che gli permette da un lato di posticipare l’elaborazione di piano e proposta concordatari, e dall’altro lato di beneficiare in via immediata degli effetti protettivi sul proprio patrimonio. Va da sé che un siffatto strumento si presta, non poco, ad un utilizzo meramente strumentale e a finalità esclusivamente dilatorie: l’intervento del notaio, da ritenersi necessario sin dal momento iniziale della manifestazione della volontà deliberativa da parte della so-cietà di intraprendere il percorso concordatario, può contribuire a ridurre in modo significativo i rischi di questo nuovo strumento e le criticità di un suo utilizzo distorto.

Leggi dopo

Gli effetti del concordato in bianco, ovvero costi ed opportunità del nuovo istituto

17 Maggio 2013 | di Stefano Poli

Concordato con riserva

Il concordato con riserva, o preconcordato, anticipa alla presentazione della domanda “in bianco” gli effetti protettivi per il debitore, sul modello del Chapter 11 statunitense. Si tratta di una delle novità di maggior successo introdotte dal legislatore con il c.d Decreto Sviluppo: in questi primi mesi, le cancellerie dei Tribunali hanno registrato un largo utilizzo dell’istituto da parte degli imprenditori. Il tasso di conversione in concordati preventivi, però, è stato piuttosto limitato. Al fine di identificare con più chiarezza le situazioni in cui il ricorso al preconcordato può essere davvero efficace, l’Autore svolge alcune considerazioni, dal taglio operativo e strategico, sugli effetti della domanda, analizzando costi, opportunità e conseguenze pratiche del nuovo strumento.

Leggi dopo

Concordati “con riserva” transfrontalieri: primi problemi applicativi

19 Aprile 2013 | di Corrado Paolo D'Aiello

Concordato con riserva

Gli effetti sulle azioni giudiziarie individuali spettanti ai creditori (art. 4, par. 2, lett. f); i beni oggetto di spossessamento (art. 4, par. 2, lett. b). Quelle dell'art. 16, par. 1, che enunciano a chiare lettere la regola secondo cui la decisione di apertura di una procedura, adottata da un giudice competente ex art. 3, è riconosciuta in tutti gli altri Stati membri non appena essa diviene efficace nello Stato di apertura; a ciò si aggiunga che il momento in cui la procedura può dirsi “aperta” è quello in cui la decisione di apertura, sia essa definitiva o meno, comincia a produrre effetti (art. 2, lett. f).Quelle dell'art. 25, che estendono la regola dell'automatico riconoscimento anche alle pronunce in qualche modo collegate alla decisione di apertura e che in essa trovino il proprio presupposto(v. G. OLIVIERI, Il regolamento comunitario sulle procedure di insolvenza, in judicium.it). Quelle dell'art. 17, par. 1, secondo cui la decisione di apertura della procedura principale produce in ogni altro Stato membro, senza altra formalità, gli effetti previsti dalla legge dello Stato di apertura, salvo disposizione contraria del Regolamento stesso e fintantoché in tale altro Stato membro non sia aperta una procedura locale. la individuazione del “momento” in cui la “decisione di apertura” inizia a produrre effetti e la procedura si può considerare aperta (art. 2, lett. f); la esplicitazione del concetto stesso di “decisione di apertura” (art. 2, lett. e). la domanda di concordato è pubblicata, a cura del cancelliere, nel registro delle imprese, entro il giorno successivo al deposito in cancelleria (art. 161, comma 5, l. fall.);l'imprenditore può depositare il ricorso contenente la domanda di concordato unitamente ai bilanci relativi agli ultimi tre esercizi, riservandosi di presentare la proposta, il piano e la documentazione di cui all'art. 161, comma 2 e comma 3, l. fall. entro un termine fissato dal giudice compreso tra 60 e 120 giorni, prorogabile al massimo per altri 60 giorni (art. 161, comma 6, l. fall.);nello stesso termine, però, in alternativa e con conservazione sino all'omologazione degli effetti prodotti dal ricorso, il debitore può depositare domanda di omologazione di un accordo di ristrutturazione ex art. 182-bis l. fall. (art. 161, comma 6, l. fall.);qualora nessuna delle due ipotesi alternative si verifichi, trova applicazione l'art. 162, comma 2 e comma 3, l. fall. (art. 161, comma 6, l. fall.); dopo il deposito del ricorso e fino al decreto di ammissione ex art. 163 l. fall., il debitore può compiere gli atti urgenti di straordinaria amministrazione previa autorizzazione del tribunale, il quale può assumere sommarie informazioni; nello stesso periodo e a decorrere dallo stesso termine il debitore può compiere gli atti di ordinaria amministrazione; i crediti di terzi eventualmente sorti per effetto degli atti legalmente compiuti dal debitore sono prededucibili (art. 161, comma 7, l. fall.). si deve trattare di atti urgenti; che devono essere preventivamente autorizzati dal tribunale. Sembra emergere, sul punto, una differenza rispetto al concordato “tradizionale”, giacché l'art. 167, comma 1, l. fall. non impone il requisito dell'urgenza, affinché il giudice delegato possa autorizzare il compimento di atti di straordinaria amministrazione. Ad ogni modo, non è questa l'unica autorizzazione di cui il debitore che presenti una domanda di concordato “con riserva” è tenuto a munirsi, affiancandosi ad essa quella prevista per la sospensione o lo scioglimento dei contratti in corso di esecuzione (art. 169-bis l. fall.), nonché quelle previste per i finanziamenti c.d. interinali o - nel caso di concordato con continuità aziendale (ma è controverso che tale figura possa ricorrere in caso di pre-concordato) - per il pagamento in favore di creditori anteriori che hanno fornito beni e servizi essenziali alla prosecuzione dell'attività d'impresa (art. 182-quinquies l. fall.)

Leggi dopo

Il preconcordato e le c.d. autorizzazioni speciali

06 Febbraio 2013 | di Emanuela Gai

Concordato con riserva

Il Decreto Sviluppo ha introdotto nuove misure volte a favorire l'accesso al concordato preventivo, nell'ottica anche della continuità aziendale. L'Autrice, dedicandosi in particolare al preconcordato, esamina le c.d. autorizzazioni speciali, relative al compimento di atti di straordinaria amministrazione, alla sospensione-scioglimento dei contratti in corso d'esecuzione, ai finanziamenti interinali e al pagamento di crediti anteriori.

Leggi dopo

La problematica relazione tra preconcordato e concordato con continuità aziendale alla luce delle speciali autorizzazioni del tribunale

26 Novembre 2012 | di Filippo Lamanna

Concordato con riserva

Tra le principali novità introdotte dal c.d. Decreto Sviluppo (d. l. n. 83/2012, convertito in l. n. 134/2012) vi sono le due figure del preconcordato e del concordato con continuità aziendale. L'Autore ne esamina i rapporti reciproci, soffermandosi sulla delicata tematica delle autorizzazioni speciali che il debitore deve richiedere al Tribunale per poter compiere determinate attività, come gli atti di straordinaria amministrazione, lo scioglimento o la sospensione dei contratti pendenti, il pagamento di crediti anteriori per prestazioni essenziali, i finanziamenti interinali.

Leggi dopo

Pagine