Focus

Focus su Insolvenza transfrontaliera

Gli atti pregiudizievoli nella normativa inglese, italiana e nel Reg. UE sulle procedure di insolvenza

10 Agosto 2016 | di Giorgio Corno, John Briggs

Insolvenza transfrontaliera

Il presente articolo descrive la disciplina degli atti pregiudizievoli per i creditori secondo la legge inglese e italiana ed evidenzia come tali discipline si collochino nel contesto europeo transfrontaliero, ove una procedura di insolvenza venga aperta in Italia o in Inghilterra, sulla base del centro degli interessi principali (COMI) del debitore, ma l’atto pregiudizievole in questione sia soggetto alla legge di uno stato membro dell’Unione Europea diverso da quello di apertura della procedura di insolvenza.

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Il Regolamento (UE) 2015/848 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 20 maggio 2015 relativo alle procedure di insolvenza (rifusione). Una prima lettura

09 Settembre 2015 | di Stefania Bariatti, Giorgio Corno

Insolvenza transfrontaliera

Il contributo vuole illustrare i principi ispiratori del Regolamento (UE) 2015/848 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 20 maggio 2015, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Ue lo scorso 5 giugno, nonché le principali novità rispetto alla precedente disciplina in tema di procedure di insolvenza di cui al Regolamento (CE) n. 1346/2000. Il nuovo Regolamento risponde alla necessità di rendere la normativa comunitaria sul tema maggiormente aderente alle attuali priorità dell'Unione ed alle prassi nazionali consolidatesi, mirando alla creazione di un quadro normativo efficace per la gestione delle procedure di insolvenza, attraverso una nuova disciplina di materie quali la competenza giurisdizionale per l'apertura della procedura, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni, nonché le procedure di insolvenza relative a più membri del medesimo gruppo di società.

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L'armonizzazione comunitaria della normativa in materia di crisi d'impresa 

19 Giugno 2014 | di Giorgio Corno

Insolvenza transfrontaliera

La Raccomandazione della Commissione Europea in data 12 marzo 2014 su un nuovo approccio al fallimento delle imprese e all'insolvenza detta norme minime in materia di ristrutturazione preventiva delle imprese sane in crisi e di liberazione dai debiti degli imprenditori onesti falliti. Questo documento mira all'armonizzazione della disciplina degli Stati membri in materia di insolvenza; alla promozione dell'imprenditoria, degli investimenti e dell'occupazione; a ridurre gli ostacoli al buon funzionamento del mercato interno. L'attuazione dei principi ivi contenuti costituisce il punto di arrivo di un processo svolto a livello comunitario, all'esito di uno studio aggiornato della situazione normativa degli Stati membri, oltre che sull'esame delle best practices esistenti in materia. Gli Stati membri destinatari della raccomandazione sono invitati ad attuare i principi ivi contenuti entro 12 mesi. La Commissione si riserva di valutare la sua implementazione e l'efficacia delle azioni intraprese entro 18 mesi dalla sua adozione, al fine di comprenderne l'impatto, e al fine di valutare se proporre ulteriori misure per consolidare e rafforzare l'approccio cui si informa. Il presente contributo descrive il contenuto della Raccomandazione e si sofferma sui possibili effetti che essa potrebbe avere sugli accordi raggiunti con tutti i creditori nell'ambito delle procedure di soluzione concordata della crisi di impresa.

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Il progetto della Commissione Europea di riforma del Regolamento 1346/2000

24 Aprile 2013 | di Luciano Panzani

Insolvenza transfrontaliera

Il 12 dicembre 2012 la Commissione europea, al termine di una complessa consultazione di enti ed organizzazioni pubbliche e private, tra cui le Università di Vienna ed Heidelberg cui era stato affidato uno specifico mandato, e di un comitato di esperti da essa stessa nominato, ha approvato una proposta di modifica del Regolamento 1346/00 sull'insolvenza transfrontaliera, in attuazione dell'art. 46 dello stesso Regolamento che ne prevede la revisione dopo dieci anni dall'entrata in vigore.

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La disciplina della verifica del passivo nel Regolamento CE n. 1346/2000. Teoria, pratica e prospettive di riforma

20 Marzo 2012 | di Giorgio Corno

Insolvenza transfrontaliera

Nelle procedure d'insolvenza i creditori nazionali e stranieri ricevono, di regola, lo stesso trattamento: la loro nazionalità non assume alcuna rilevanza. Così, in materia di insinuazione al passivo, tutti i creditori possono chiedere l'avvio di un unico processo di verifica. L'Autore esamina i profili internazionalprivatistici dell'accertamento del passivo, con riferimento alla disciplina italiana e a quella comunitaria, contenuta nel Regolamento CE n. 1346/2000.

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