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Focus su Concordato preventivo: disciplina generale

Speciale Decreto “contendibilità e soluzioni finanziarie” n. 83/2015 - Concordato preventivo: le novità di agosto

11 Dicembre 2015 | di Alessandro Farolfi

Concordato preventivo: disciplina generale

Dopo il focus di Alessandro Farolfi dedicato alle novità apportate dal d.l. n. 83/2015 sulla disciplina del fallimento, lo Speciale sulla “miniriforma” prosegue con la seconda parte del suo contributo in tema di concordato preventivo. I nodi focali a cui l'Autore dedica particolare attenzione sono il limite di soddisfacimento del 20% dei creditori chirografari previsto dall'ultimo comma dell'art. 160 l. fall., il regime della contendibilità dell'impresa in crisi con la possibilità di presentare proposte e offerte concorenti ed, infine, i finanziamenti interinali di cui all'art. 182-quinquies l. fall.

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Speciale Decreto “contendibilità e soluzioni finanziarie” n. 83/2015 - Le modifiche apportate alla procedura di concordato quale espressione dell'ottimismo della volontà

06 Ottobre 2015 | di Gianfranco Benvenuto

Concordato preventivo: disciplina generale

Lo Speciale sulla “miniriforma” del d.l. n. 83/2015 prosegue con l'approfondimento delle novità più rilevanti introdotte in tema di concordato preventivo. L'Autore passa in rassegna i principali connotati del recente intervento normativo, tra cui gli incentivi alla continuità aziendale e la promozione di forme concorrenziali, misure che lasciano trasparire il favor del legislatore verso la soluzione concordata della crisi aziendale, per poi ipotizzare i possibili scenari che l'applicazione delle nuove disposizioni potrà presentare all'interprete.

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L'art. 169-bis l. fall. e i rischi di una sua applicazione impropria soprattutto quanto ai rapporti bancari

07 Novembre 2013 | di Federico Callegaro

Concordato preventivo: disciplina generale

La sospensione e lo scioglimento dei rapporti pendenti nel concordato preventivo presenta aspetti problematici nel settore finanziario e con riferimento ad alcuni contratti bancari. L’Autore analizza i rischi di un possibile uso improprio dell’art. 169-bis l. fall., soffermandosi, in particolare, sull’applicabilità di tale articolo al preconcordato, sui rapporti bancari e sui finanziamenti.

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Anticipo fatture e concordato preventivo

22 Maggio 2013 | di Giuseppe Rebecca, Amedeo Albè

Concordato preventivo: disciplina generale

Il tema riguarda la ricorrente questione della possibilità o meno per l'istituto di credito, pendente la procedura di concordato preventivo, di trattenere le somme riscosse in seguito ad una anticipazione su crediti.

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Speciale Decreto Sviluppo - Quadro sintetico delle novità in materia concorsuale introdotte con il d.l. 22 giugno 2012 n 83 convertito in legge 7 agosto 2012, n 134

06 Settembre 2012 | di Gianfranco Benvenuto

Concordato preventivo: disciplina generale

Il c.d. “D.L. Sviluppo”, convertito attraverso la legge del 7 agosto 2012 n. 134, ha inciso profondamente sulla disciplina riguardante gli strumenti per la definizione della crisi d'azienda alternativi al fallimento. A questo proposito, dunque, l'Autore si propone di illustrare le principali novità introdotte nei confronti di tre istituti già esistenti per favorire l'imprenditore in crisi: il piano attestato (ex art. 67, comma 3, lettera d), l. fall.) l'accordo di ristrutturazione e il concordato preventivo, a cui è stata aggiunta l'ulteriore sotto-figura del concordato in continuità.

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Speciale Decreto Sviluppo - Un primo commento alle “misure urgenti per la crescita del paese” e alla revisione della l. fall.

06 Settembre 2012 | di Carlo Trentini

Concordato preventivo: disciplina generale

Il recente intervento normativo apportato alla legge fallimentare, attraverso il c.d. “Decreto Sviluppo” , ha riguardato, in primo luogo, la disciplina del concordato preventivo - introducendo, tra le altre cose, il concordato in continuità, nell'ottica di favorire la continuità aziendale - ma anche la disciplina del piano attestato di risanamento e degli accordi di ristrutturazione dei debiti. L'Autore si sofferma, quindi, sugli articoli oggetto di modifica e su quelli introdotti ex novo.

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Editoriale: speciale “Decreto Sviluppo”

03 Agosto 2012 | di Filippo Lamanna

Concordato preventivo: disciplina generale

La recente emanazione del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, più noto come "Decreto Sviluppo", e la sua conversione in legge, mi ha indotto a pensare che potesse essere utile per i nostri lettori aprire una sezione speciale che raccogliesse una prima rapida, ma completa carrellata di opinioni e commenti dei nostri collaboratori, che, anche sulla base della mia primissima lettura introduttiva sin da subito pubblicata nella sezione FOCUS de ilFALLIMENTARISTA, servisse da ulteriore e maggiore approfondimento contestuale alla conversione in legge, e quindi anche - perché no? - da quadro critico, e al tempo stesso propositivo, per l'eventuale inserimento di modifiche migliorative.

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Il c.d. Decreto Sviluppo: primo commento sulle novità in materia concorsuale

26 Giugno 2012 | di Filippo Lamanna

Concordato preventivo: disciplina generale

Il d.l. 22 giugno 2012, n. 83, c.d. "Decreto Sviluppo" (G.U. 26/6/2012, n. 147, suppl. ord. n. 129), approvato dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 15 giugno, contiene, tra le altre, alcune disposizioni che vanno a modificare la disciplina concorsuale. L'Autore si sofferma su tali norme, offrendo un primo sistematico commento di approfondimento, in particolare sulla revisione della legge fallimentare in materia di concordato preventivo e responsabilità del professionista attestatore, nonché sulle novità in materia di amministrazione straordinaria delle imprese e sulle modifiche alla legge Pinto, in tema di ragionevole durata dei processi.

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Il rapporto tra autonomia privata e controllo giudiziale nel concordato preventivo

03 Maggio 2012 | di Bruno Conca

Concordato preventivo: disciplina generale

Muovendo dal decreto con cui il Tribunale di Milano ha ammesso alla procedura di concordato preventivo la Fondazione San Raffaele, l'Autore si sofferma sull'istituto del concordato preventivo. Ne analizza, in particolare, natura, poteri riconosciuti al Tribunale nella fase di ammissione del debitore alla procedura, modalità di liquidazione, svolgendo una ricognizione dello stato dell'arte sul punto, dando conto degli orientamenti contrastanti, in dottrina e giurisprudenza, ed evidenziando la portata dell'innovativo decreto dei giudici milanesi.

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Critica alla legge fallimentare riformata: il regime di mercato nel concordato preventivo

11 Gennaio 2012 | di Carlo Bianco

Concordato preventivo: disciplina generale

L'applicazione della riforma fallimentare nei sei anni che corrono dalla sua emanazione giustifica ormai una complessiva riflessione critica sui nuovi strumenti giuridici della gestione della crisi d'impresa: quale il concordato preventivo, l'accordo di ristrutturazione dei debiti e i piani di risanamento. La riforma attuata a partire dal D.L n. 35 del 14 marzo 2005, era da tempo reclamata, in quanto gli operatori economici lamentavano l'assenza di un istituto giuridico efficace che regolasse lo stato di crisi delle imprese, atteso che l'istituto dell'amministrazione controllata (poi abrogato) si rivelava inadeguato per i rigorosi vincoli legislativi e per un controllo giudiziario degli organi deputati poco inclini a seguire le complesse dinamiche della ristrutturazione dell'impresa, tanto da preferire il fallimento. L'assenza di regole adatte alla gestione della crisi ed il mancato successo delle esperienze tentate con soluzioni “stragiudiziali” frustravano le iniziative dei privati per trovare le soluzioni alternative più idonee rispetto al fallimento. In sostanza la legge fallimentareante riforma non riconosceva di fatto lo stato di crisi, trascorrendo direttamente dall'imprenditore in bonis all'imprenditore insolvente. Tale lacuna ha alimentato un articolato e pluridecennale dibattito per ricercare delle soluzioni giuridiche più consone alle esigenze degli operatori economici, che reclamavano regole adeguate per gestire la crisi nella legalità. In questo contesto, dopo vari tentativi di riforma, nel marzo del 2005 si modificò la legislazione concorsuale rimasta pressoché inalterata per oltre sessant'anni, con il citato decreto legge (“Disposizioni urgenti nell'ambito del Piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale”). Già la stessa confermava che le attese il legislatore voleva “liberare” la gestione della crisi d'impresa per porla nelle mani degli operatori. Si tratta dunque, a distanza di sei anni dall'entrata in vigore della riforma, di fare un primo bilancio per comprendere fino a qual punto la riforma abbia portato a condizioni di mercato più efficienti, come era nelle attese degli operatori economici e del legislatore stesso.

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