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Speciale Decreto Sviluppo - Il concordato preventivo di imprese fornitrici della pubblica amministrazione

03 Agosto 2012 | di Paolo Pizza

Appalto pubblico

L'Autore esamina partitamente il comma 3, il comma 4 e il comma 5 dell'art. 186-bisl. fall. (nella formulazione prevista dall'art. 33 del D.L. n. 83 del 2012), i quali disciplinano, rispettivamente, la sorte dei contratti pubblici in corso di esecuzione stipulati dall'impresa ammessa al concordato preventivo con continuità aziendale e la partecipazione di quest'ultima, singolarmente o in raggruppamento temporaneo, alle procedure per l'assegnazione di contratti pubblici. L'analisi ha come obiettivo quello di enucleare le norme, anche implicite, desumibili da ciascuna di tali disposizioni, sia al fine di valutare i rapporti che vengono ad instaurarsi tra queste e le disposizioni di diritto pubblico che regolano i contratti pubblici, sia al fine di individuare eventuali punti critici ai quali il legislatore potrebbe porre rimedio in sede di conversione del predetto D.L.

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Editoriale: speciale “Decreto Sviluppo”

03 Agosto 2012 | di Filippo Lamanna

Concordato preventivo: disciplina generale

La recente emanazione del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, più noto come "Decreto Sviluppo", e la sua conversione in legge, mi ha indotto a pensare che potesse essere utile per i nostri lettori aprire una sezione speciale che raccogliesse una prima rapida, ma completa carrellata di opinioni e commenti dei nostri collaboratori, che, anche sulla base della mia primissima lettura introduttiva sin da subito pubblicata nella sezione FOCUS de ilFALLIMENTARISTA, servisse da ulteriore e maggiore approfondimento contestuale alla conversione in legge, e quindi anche - perché no? - da quadro critico, e al tempo stesso propositivo, per l'eventuale inserimento di modifiche migliorative.

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Speciale Decreto Sviluppo - Ruolo e responsabilità dell'esperto. L'indipendenza e il richiamo alla disciplina sui sindaci

03 Agosto 2012 | di Valentino Lenoci

Relazione di attestazione dell’esperto

Il nuovo art. 67, comma 3, lett. d) l. fall. riformulato dal “Decreto Sviluppo”, detta nuovi requisiti per il professionista chiamato ad attestare la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità del piano di risanamento, anche in caso di proposta di concordato o di accordo di ristrutturazione dei debiti. L'Autore esamina, dunque, il ruolo dell'esperto, sia sotto il profilo della professionalità richiesta che sotto quello dell'indipendenza e dell'imparzialità, soffermandosi sugli stringenti requisiti fissati dalla norma, anche mediante il richiamo alla disciplina sui sindaci societari.

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Speciale Decreto Sviluppo - La generale intensificazione dell'automatic stay

03 Agosto 2012 | di Federico Rolfi

Automatic stay

Apportando delle modifiche alla legge fallimentare, il D.L. 22 giugno 2012, n. 83 al suo interno contiene, tra le altre, alcune disposizioni che vanno a toccare la materia della c.d. “protezione dell'impresa”. L'Autore soffermandosi su tali norme, offre un sistematico commento a quell'insieme di misure finalizzate ad evitare che la competizione tra i creditori comprometta l'integrità complessiva dell'impresa ed un suo possibile salvataggio; soffermandosi, in particolare, sulla nuova disciplina contenuta negli artt. 161 (con specifico riferimento alla domanda di concordato “con riserva”) e 168 affrontando, per concludere, le possibili questioni e problematiche che potranno sorgere con il passare del tempo.

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Speciale Decreto Sviluppo: il concordato con continuità aziendale

03 Agosto 2012 | di Marco Arato

Concordato con continuità aziendale

Il “Decreto Sviluppo” conferma che l'obiettivo primario del legislatore, già a partire dalle riforme della legge fallimentare iniziate nel 2005, è quello di salvaguardare l'attività d'impresa. La finalità conservativa si manifesta con maggiore evidenza nel concordato con continuità aziendale, disciplinato dal nuovo art. 186-bis l. fall. L'Autore analizza, quindi, l'istituto, soffermandosi sul contenuto del piano, sulla relazione del professionista asseveratore, che deve attestare non solo la tenuta del piano ma anche che la prosecuzione dell'attività è funzionale al miglior soddisfacimento dei creditori, e sui contratti pendenti, che proprio nell'ottica della prosecuzione dell'attività trovano una disciplina specifica. Infine, vengono affrontate le problematiche relative al venir meno dei presupposti per l'ammissione al concordato e alla fase di esecuzione.

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Speciale Decreto Sviluppo - La “nuova” responsabilità penale dell'attestatore

03 Agosto 2012 | di Gianluca Minniti

Responsabilità dell’esperto

L'art. 236-bis, introdotto dal ”Decreto Sviluppo” prevede la nuova fattispecie di reato di “Falso in attestazioni e relazioni”. L'entrata in vigore di tale norma consentirà di porre fine ai laboriosi tentativi di ricorrere al diritto comune per sanzionare penalmente gli attestatori infedeli. L'Autore analizza i presupposti soggettivi e oggettivi della nuova fattispecie penale, il concetto di informazione ed i confini della “rilevanza”, soffermandosi, infine, sulla responsabilità dell'attestatore “di fatto”.

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Speciale Decreto Sviluppo - Nuovi reati di false attestazioni da parte del professionista

03 Agosto 2012 | di Alessio Lanzi

Responsabilità dell’esperto

Il “Decreto sviluppo” ha introdotto all'art. 236-bis la nuova ipotesi di reato di false attestazioni in capo al professionista attestatore, andando così a colmare un vuoto legislativo. Si tratta di una fattispecie di reato proprio che si pone in modo omogeneo nel contesto della legislazione che, da qualche mese, con la l. n. 3/2012 nell'ambito della procedura per la composizione della crisi da sovraindebitamento ha previsto in capo al professionista il reato per false attestazioni in ordine all'esito della votazione o alla veridicità dei dati contenuti nella proposta di accordo o alla fattibilità del piano.

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Speciale Decreto Sviluppo - I limiti alla disciplina societaria sulla perdita di capitale

03 Agosto 2012 | di Giacomo D'Attorre

Riduzione del capitale sociale per perdite

L'art. 182-sexies l. fall., introdotto dal “Decreto Sviluppo”, prevede una deroga alla disciplina societaria disponendo che, a seguito del deposito di una domanda di concordato preventivo o di accordo di ristrutturazione dei debiti, non trovano applicazione le norme relative alla riduzione “nominale” del capitale della società in crisi e al verificarsi della causa di scioglimento. Il legislatore ha, così, disciplinato i rapporti tra la situazione di crisi societaria e l'apertura di una procedura concorsuale. L'Autore si concentra sulla ratio dell'intervento riformatore e sul suo ambito di applicazione, esaminando anche la sorte delle norme di diritto civile poste a tutela del patrimonio sociale, in relazione alla proposizione di una domanda di concordato, o di accordo di ristrutturazione dei debiti, proposta dalla società con capitale in perdita.

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Speciale Decreto Sviluppo - I “nuovi” accordi di ristrutturazione: ruolo del professionista e trattamento dei creditori estranei

03 Agosto 2012 | di Ivan Libero Nocera

Accordo di ristrutturazione dei debiti: disciplina generale

Il “Decreto Sviluppo” ha inciso profondamente sugli accordi di ristrutturazione tentando di eliminare i disincentivi al tempestivo accesso all'istituto da parte delle imprese in crisi. Al fine di superare le criticità presenti si è esteso l'effetto protettivo, semplificato l'onere documentale per la richiesta di inibitoria nelle more delle trattative e disciplinato il caso di accordi di ristrutturazione e di concordato preventivo in continuità. Tuttavia, tra le innovazioni di maggior momento si prevede un'implementazione dell'indipendenza dell'esperto attestatore e la possibilità di pagare i creditori non aderenti all'accordo con un ritardo fino a 120 giorni, con inevitabili ricadute sulla qualificazione giuridica dell'intero istituto.

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Speciale Decreto Sviluppo - Il ruolo dell'attestatore e la nuova fattispecie penale di “falso in attestazioni e relazioni”

03 Agosto 2012 | di Francesco Mucciarelli

Responsabilità dell’esperto

Il “Decreto Sviluppo” ha introdotto una nuova disposizione incriminatrice all'art. 236-bisl. fall. La norma mira a presidiare penalmente l'attività del professionista attestatore nell'ambito delle procedure risanatorie e in particolare la correttezza delle “comunicazioni” dello stesso. Sono previste due modalità alternative di condotta: l'esposizione di informazioni false e l'omissione i informazioni rilevanti. Sono inoltre contemplate due circostanze aggravanti speciali. Risultano nel complesso condivisibili le finalità politico-criminali perseguite dal legislatore ed è apprezzabile la tecnica redazionale della fattispecie.

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