Focus

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Stato dell'arte su nomina e poteri liquidatore e altri organi di direzione e controllo nel concordato con cessione di beni

19 Gennaio 2012 | di Giacomo Lucente

Organi del fallimento e della altre procedure concorsuali

Si analizza la figura del liquidatore giudiziale e degli altri organi di direzione controllo nel concordato con cessione di beni (commissario giudiziale e giudice delegato). L'autore muove dall'esame della norma di cui all'art. 182 l. fall., nel testo ante e postriforma della legge fallimentare soffermandosi poi sulle modifiche apportate da ultimo dal d.lgs. n. 169 del 2007. Particolare attenzione è inoltre dedicata al dibattito dottrinario relativamente alla natura cogente o derogabile di tale disposizione normativa e agli orientamenti della giurisprudenza di merito e di legittimità sul punto.

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Critica alla legge fallimentare riformata: il regime di mercato nel concordato preventivo

11 Gennaio 2012 | di Carlo Bianco

Concordato preventivo: disciplina generale

L'applicazione della riforma fallimentare nei sei anni che corrono dalla sua emanazione giustifica ormai una complessiva riflessione critica sui nuovi strumenti giuridici della gestione della crisi d'impresa: quale il concordato preventivo, l'accordo di ristrutturazione dei debiti e i piani di risanamento. La riforma attuata a partire dal D.L n. 35 del 14 marzo 2005, era da tempo reclamata, in quanto gli operatori economici lamentavano l'assenza di un istituto giuridico efficace che regolasse lo stato di crisi delle imprese, atteso che l'istituto dell'amministrazione controllata (poi abrogato) si rivelava inadeguato per i rigorosi vincoli legislativi e per un controllo giudiziario degli organi deputati poco inclini a seguire le complesse dinamiche della ristrutturazione dell'impresa, tanto da preferire il fallimento. L'assenza di regole adatte alla gestione della crisi ed il mancato successo delle esperienze tentate con soluzioni “stragiudiziali” frustravano le iniziative dei privati per trovare le soluzioni alternative più idonee rispetto al fallimento. In sostanza la legge fallimentareante riforma non riconosceva di fatto lo stato di crisi, trascorrendo direttamente dall'imprenditore in bonis all'imprenditore insolvente. Tale lacuna ha alimentato un articolato e pluridecennale dibattito per ricercare delle soluzioni giuridiche più consone alle esigenze degli operatori economici, che reclamavano regole adeguate per gestire la crisi nella legalità. In questo contesto, dopo vari tentativi di riforma, nel marzo del 2005 si modificò la legislazione concorsuale rimasta pressoché inalterata per oltre sessant'anni, con il citato decreto legge (“Disposizioni urgenti nell'ambito del Piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale”). Già la stessa confermava che le attese il legislatore voleva “liberare” la gestione della crisi d'impresa per porla nelle mani degli operatori. Si tratta dunque, a distanza di sei anni dall'entrata in vigore della riforma, di fare un primo bilancio per comprendere fino a qual punto la riforma abbia portato a condizioni di mercato più efficienti, come era nelle attese degli operatori economici e del legislatore stesso.

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Critica alla legge fallimentare riformata: la legittimazione dei terzi a proporre domanda di concordato quale ipotesi di soluzione alternativa

11 Gennaio 2012 | di Mariacarla Giorgetti

Domanda di concordato

La legittimazione attiva a richiedere l'ammissione alla procedura di concordato preventivo, individuata dall'art. 160 l. fall. nell'imprenditore-debitore, è rimasta invariata anche a seguito della riforma attuata dalla legge n. 80/2005 e successive modificazioni. L'Autrice, in un'ottica de iure condendo, s'interroga sulla possibilità e sull'opportunità di estendere la legittimazione ad avvalersi dello strumento concordatario anche a soggetti diversi dal debitore.

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La transazione fiscale ex art. 182-ter l. fall. in una recente pronuncia della Cassazione: contribuenti allegri … ma non troppo

05 Gennaio 2012 | di Marco Maria Aiello, Stefano Ambrosini

Transazione fiscale nelle procedure concorsuali

La transazione fiscale, che mira all'ottenimento del consolidamento di cui all'art. 182-terl. fall., costituisce una semplice facoltà del debitore e non è presupposto indispensabile per la falcibiabilità dei crediti erariali, in quanto la regola in base alla quale il concordato omologato è obbligatorio per tutti i creditori non prevede eccezioni per il Fisco. La previsione circa l'intangibilità dell'imposta sul valore aggiunto ha carattere sostanziale e la sua applicazione non può essere rimessa alla volontà del debitore, sicché essa opera anche in assenza di transazione fiscale.

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Il concordato preventivo con classi nella prospettiva liquidatoria e nella prospettiva del risanamento

23 Dicembre 2011 | di Mauro Vitiello

Classi e categorie di creditori

Una delle più rilevanti novità introdotte dal legislatore della riforma consiste nella possibilità di costruire la domanda di concordato con la suddivisione dei creditori in classi (art. 160, comma 1, lett. c, l. fall.). Il legislatore ammette che il debitore possa dividere i creditori in diversi gruppi, denominati “classi”, rispettando un criterio di omogeneità di posizione giuridica e di interessi economici degli appartenenti a ciascuna delle classi.

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Il ruolo del notaio nelle procedure competitive

20 Dicembre 2011 | di Alessandro Stefani

Programma di liquidazione

La riforma introdotta con il D.Lgs. n. 5 del 2006 ha profondamente innovato l’intero sistema delle vendite fallimentari, consacrando, tra gli altri, concetti quali “programmazione condivisa”, “deformalizzazione” e “procedure competitive”. In questo nuovo e profondamente mutato contesto il notaio è in grado di recitare un ruolo di primo piano, sia sotto il profilo dell’attività propria del Giudice Delegato, proseguendo quel processo di esternalizzazione della funzione giurisdizionale iniziato con la legge n. 302 del 1998, sia sotto il profilo della “privatizzazione della procedura”, potendo mettere a disposizione del curatore, la cui figura è oggi centrale e di grande responsabilità, le proprie specificità e competenze nella circolazione dei beni immobili e nella materia societaria, oltre che l’essenza stessa della funzione notarile, quale l’imparzialità e la natura di pubblico ufficiale.

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L’attestazione del professionista degli accordi di ristrutturazione: presupposti, contenuti e finalità

15 Dicembre 2011 | di Riccardo Ranalli

Relazione di attestazione dell’esperto

L’intervento si focalizza sull’approccio che dovrebbe ispirare il Professionista in sede di attestazione degli accordi di ristrutturazione e ciò in termini di principi, finalità, orizzonte temporale di riferimento e contenuti, tracciando un confronto con le attestazioni di cui agli artt. 67, comma 3, lett. d) e 161 l. fall. Assunto di partenza è che la finalità dell’attestazione di cui all’art. 182-bis l. fall. è quella di consentire al Tribunale il proprio vaglio e al pubblico ministero e ai soggetti interessati la valutazione delle conseguenze dell’accordo, assunto a fronte del quale l’attestatore, previa verifica della veridicità dei dati sui quali si fonda il piano, deve pervenire, in un’ottica di trasparenza, ad un giudizio coerente e adeguatamente motivato sul piano stesso.

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La disciplina del leasing nel concordato preventivo

09 Dicembre 2011 | di Guido Bonfante

Leasing

La riforma del diritto fallimentare, pur nella varietà di interventi ripetuti nel tempo, non ha disciplinato in alcun modo i rapporti pendenti nel concordato preventivo. Di conseguenza, appurata in generale l’inapplicabilità a tale procedura degli artt. 72 segg. l. fall., si analizzano più in particolare gli effetti del concordato preventivo sul contratto di leasing ancora in corso di esecuzione, il trattamento dei debiti anteriori e successivi alla domanda di concordato e, infine, la sorte della clausola secondo cui l’ammissione ad una procedura concorsuale, concordato preventivo incluso, costituisce causa di risoluzione automatica del contratto.

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Attestazione di veridicità e fattibilità nelle soluzioni concordate della crisi d'impresa: profili problematici

06 Dicembre 2011 | di Mauro Vitiello

Relazione di attestazione dell’esperto

In un sistema normativo che nelle soluzioni concordate della crisi d'impresa si affida via via, sempre più, alla funzione svolta dal professionista attestatore, la norma introdotta recentemente, e contenuta nell'art. 182 quater l. fall., di riconoscimento della prededuzione per il credito maturato per l'attestazione di fattibilità del piano concordatario e degli accordi di ristrutturazione ben può essere letta come un'ulteriore accentuazione dell'importanza della funzione stessa. Non v'è dubbio che a tale fenomeno si accompagni, quasi inevitabilmente, un rafforzamento della responsabilizzazione del professionista chiamato ad attestare la fattibilità.

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L'anticipazione della c.d. protezione negli accordi di ristrutturazione: caratteri e criticità

30 Novembre 2011 | di Federico Rolfi

Accordo di ristrutturazione dei debiti: disciplina generale

Si analizza la fase dell'anticipazione della c.d. “protezione” nell'ambito degli accordi di ristrutturazione; approfondendo, in particolare, alcuni profili quali l'ambito di applicazione, il contenuto concreto della tutela, il procedimento finalizzato alla concessione della stessa. Si esaminano, inoltre, gli ancora più problematici profili dell'eventuale sopravvenuta inefficacia della misura protettiva e della violazione della medesima da parte dei singoli creditori.

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