Focus

Focus

Speciale Decreto Sviluppo - I limiti alla disciplina societaria sulla perdita di capitale

03 Agosto 2012 | di Giacomo D'Attorre

Riduzione del capitale sociale per perdite

L'art. 182-sexies l. fall., introdotto dal “Decreto Sviluppo”, prevede una deroga alla disciplina societaria disponendo che, a seguito del deposito di una domanda di concordato preventivo o di accordo di ristrutturazione dei debiti, non trovano applicazione le norme relative alla riduzione “nominale” del capitale della società in crisi e al verificarsi della causa di scioglimento. Il legislatore ha, così, disciplinato i rapporti tra la situazione di crisi societaria e l'apertura di una procedura concorsuale. L'Autore si concentra sulla ratio dell'intervento riformatore e sul suo ambito di applicazione, esaminando anche la sorte delle norme di diritto civile poste a tutela del patrimonio sociale, in relazione alla proposizione di una domanda di concordato, o di accordo di ristrutturazione dei debiti, proposta dalla società con capitale in perdita.

Leggi dopo

Speciale Decreto Sviluppo - La “nuova” responsabilità penale dell'attestatore

03 Agosto 2012 | di Gianluca Minniti

Responsabilità dell’esperto

L'art. 236-bis, introdotto dal ”Decreto Sviluppo” prevede la nuova fattispecie di reato di “Falso in attestazioni e relazioni”. L'entrata in vigore di tale norma consentirà di porre fine ai laboriosi tentativi di ricorrere al diritto comune per sanzionare penalmente gli attestatori infedeli. L'Autore analizza i presupposti soggettivi e oggettivi della nuova fattispecie penale, il concetto di informazione ed i confini della “rilevanza”, soffermandosi, infine, sulla responsabilità dell'attestatore “di fatto”.

Leggi dopo

Speciale Decreto Sviluppo - Il ruolo dell'attestatore e la nuova fattispecie penale di “falso in attestazioni e relazioni”

03 Agosto 2012 | di Francesco Mucciarelli

Responsabilità dell’esperto

Il “Decreto Sviluppo” ha introdotto una nuova disposizione incriminatrice all'art. 236-bisl. fall. La norma mira a presidiare penalmente l'attività del professionista attestatore nell'ambito delle procedure risanatorie e in particolare la correttezza delle “comunicazioni” dello stesso. Sono previste due modalità alternative di condotta: l'esposizione di informazioni false e l'omissione i informazioni rilevanti. Sono inoltre contemplate due circostanze aggravanti speciali. Risultano nel complesso condivisibili le finalità politico-criminali perseguite dal legislatore ed è apprezzabile la tecnica redazionale della fattispecie.

Leggi dopo

Il concordato preventivo "di gruppo"

31 Luglio 2012 | di Mauro Vitiello

Crisi del gruppo

L'Autore constata l'incompletezza della disciplina giuridica del fenomeno del gruppo d'imprese; analizza i profili procedurali problematici nelle ipotesi di concordato di gruppo di cui la scarsa giurisprudenza di merito si è occupata per sottolineare come, pur in presenza del limite invalicabile del principio della responsabilità patrimoniale del debitore, sia possibile rimuovere alcuni ostacoli normativi nella prospettiva dell'incentivazione del ricorso a tale mezzo di soluzione della crisi.

Leggi dopo

La “crisi” nel gruppo d'imprese: breve report sull'attuale stato dell'arte

31 Luglio 2012 | di Filippo Lamanna

Crisi del gruppo

L'Autore introduce sinteticamente, per grandi linee, l'attuale stato dell'arte (legislativo e giurisprudenziale) in materia di “crisi” nei gruppi d'imprese, con qualche utile riferimento anche ad alcune proposte de jure condendo. Non mancano i riferimenti ad alcuni casi pratici in cui la giurisprudenza ha cercato di estendere in via analogica alle procedure di fallimento, di concordato preventivo e di omologa degli accordi di ristrutturazione alcune norme speciali dettate in altre sedi per regolare il fenomeno dei gruppi o ha cercato di apprestare soluzioni di carattere sistematico.

Leggi dopo

Fallibilità dell'impresa agricola nel contesto industrializzato dell'agricoltura

27 Luglio 2012 | di Nicola Cosentino

Impresa agricola

I recenti interventi legislativi che hanno affrontato, per la prima volta, la regolazione della crisi dell'impresa agricola, fanno riaffiorare il tema della definizione di imprenditore agricolo e il dibattito sull'attualità del relativo statuto, caratterizzato ancora oggi dall'esenzione dal fallimento. La ricostruzione degli attuali confini di tale soggetto, analiticamente svolta nel testo, rivela come la legislazione speciale e la novellazione dell'art. 2135 c.c., intervenuta nel 2001, hanno dilatato notevolmente la nozione codicistica di imprenditore agricolo includendovi realtà economiche fortemente industrializzate o terziarizzate. Si è così accentuata l'antistoricità dell'esclusione dai soggetti fallibili, connotatasi oramai come un ingiustificato privilegio e non adeguatamente bilanciata dalla possibilità, ora offerta, di attivare accordi di ristrutturazione dei debiti o di composizione della crisi da sovraindebitamento.

Leggi dopo

Revocatoria fallimentare, Regolamento CE n. 1346/2000 e law shopping

20 Luglio 2012 | di Galeazzo Montella

Esenzione da revocatoria

Il Regolamento CE n. 1346/2000 si rivela sempre più riferimento normativo imprescindibile per qualunque operatore del diritto concorsuale, e ciò sotto profili anche inattesi. Un esempio di ciò è l'art. 13, il quale prevede un'ipotesi di esenzione dalla revocatoria fallimentare che può, a ben vedere, e sia pure in un quadro di law shopping, trovare applicazione anche in fattispecie a prima vista prive di connotati transnazionali.

Leggi dopo

Strumenti di soluzione della crisi di impresa, ruolo dell'attestatore e profili penali

17 Luglio 2012 | di Marco Gianoglio

Responsabilità dell’esperto

L'istituto del concordato preventivo ha subito negli ultimi anni profonde modifiche e ad esso sono state affiancate, per mezzo della riforma della legge fallimentare, nuove fattispecie di soluzioni concordate della crisi d'impresa: il piano di risanamento, ex art. 67 comma 3, l. fall., e l'accordo di ristrutturazione dei debiti ex art. 182-bis l. fall. Gli interventi normativi, nel complesso, sono fondati sulla valorizzazione del ruolo dell'autonomia negoziale. Di conseguenza, appare sempre più rilevante la funzione di attestazione di ragionevolezza e di attuabilità del piano o dell'accordo. L'Autore analizza, quindi, il ruolo del professionista attestatore, esaminando il contenuto della sua relazione e affronta, infine, i profili penali nell'ambito delle procedure di composizione della crisi.

Leggi dopo

Affitto e trasferimento d'azienda e di ramo d'azienda dell'impresa in crisi: profili giuslavoristici

09 Luglio 2012 | di Alessandro Valentini, Marco Badellino

Affitto d’azienda nelle procedure concorsuali

A seguito della riforma fallimentare risulta potenziato il concetto della “circolarità dell'azienda”, nel senso che si cerca sempre più di preservare l'unicità dell'azienda, o quanto meno i suoi rami autonomi, attraverso idonee vicende traslative che salvaguardino il più possibile il mantenimento dei posti di lavoro. Gli Autori, muovendo da una breve rassegna in tema di circolazione dell'azienda in crisi del panorama normativo previgente ed attuale, si soffermano, innanzitutto, brevemente sulla nozione di “azienda” nell'attuale ambito giuslavoristico, per poi analizzare le ipotesi di trasferimento dell'azienda e di ramo d'azienda; la nuova regolamentazione degli effetti della retrocessione dell'azienda o del ramo ceduto e, infine, l'applicazione dell'istituto dell'affitto d'azienda in relazione al concordato preventivo.

Leggi dopo

Il trasferimento di azienda e il ruolo del notaio nella procedura fallimentare (II parte)

05 Luglio 2012 | di Alessandro Stefani

Cessione d'azienda

L'aspetto di più marcata innovazione della riforma fallimentare consiste nell'inserimento dell'attività liquidatoria in un quadro di riferimento complessivo volto a garantire la coerenza e l'unitarietà delle cessioni dei singoli beni, al fine di conservare l'integrità produttiva dell'impresa e di soddisfare al meglio le ragioni dei creditori concorsuali. In questo contesto si collocano l'introduzione del programma di liquidazione previsto dall'art. 104-ter l. fall., nell'ambito del quale il curatore è chiamato ad individuare una strategia unitaria e razionale nella liquidazione del patrimonio fallimentare e, soprattutto, l'art. 105 l. fall., il quale attribuisce rilievo endofallimentare all'azienda come entità unitaria, inserendola nel sistema strutturale della procedura. Il “nuovo” art. 105 l. fall. completa un lungo percorso di interventi settoriali ed il risultato è un nuovo modello di liquidazione riallocativa dei valori aziendali nel quale il notaio si trova a svolgere un ruolo essenziale, sia per la necessità della forma autentica del negozio di trasferimento, senza l'osservanza della quale è preclusa l'iscrizione dell'atto nel registro delle imprese, sia per la delicata fase intercorrente tra aggiudicazione e purgazione dei gravami nel caso di complessi aziendali comprendenti beni immobili.

Leggi dopo

Pagine