Focus

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Editoriale: speciale “Decreto Sviluppo”

03 Agosto 2012 | di Filippo Lamanna

Concordato preventivo: disciplina generale

La recente emanazione del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, più noto come "Decreto Sviluppo", e la sua conversione in legge, mi ha indotto a pensare che potesse essere utile per i nostri lettori aprire una sezione speciale che raccogliesse una prima rapida, ma completa carrellata di opinioni e commenti dei nostri collaboratori, che, anche sulla base della mia primissima lettura introduttiva sin da subito pubblicata nella sezione FOCUS de ilFALLIMENTARISTA, servisse da ulteriore e maggiore approfondimento contestuale alla conversione in legge, e quindi anche - perché no? - da quadro critico, e al tempo stesso propositivo, per l'eventuale inserimento di modifiche migliorative.

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Speciale Decreto Sviluppo: il concordato con continuità aziendale

03 Agosto 2012 | di Marco Arato

Concordato con continuità aziendale

Il “Decreto Sviluppo” conferma che l'obiettivo primario del legislatore, già a partire dalle riforme della legge fallimentare iniziate nel 2005, è quello di salvaguardare l'attività d'impresa. La finalità conservativa si manifesta con maggiore evidenza nel concordato con continuità aziendale, disciplinato dal nuovo art. 186-bis l. fall. L'Autore analizza, quindi, l'istituto, soffermandosi sul contenuto del piano, sulla relazione del professionista asseveratore, che deve attestare non solo la tenuta del piano ma anche che la prosecuzione dell'attività è funzionale al miglior soddisfacimento dei creditori, e sui contratti pendenti, che proprio nell'ottica della prosecuzione dell'attività trovano una disciplina specifica. Infine, vengono affrontate le problematiche relative al venir meno dei presupposti per l'ammissione al concordato e alla fase di esecuzione.

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Speciale Decreto Sviluppo - I limiti alla disciplina societaria sulla perdita di capitale

03 Agosto 2012 | di Giacomo D'Attorre

Riduzione del capitale sociale per perdite

L'art. 182-sexies l. fall., introdotto dal “Decreto Sviluppo”, prevede una deroga alla disciplina societaria disponendo che, a seguito del deposito di una domanda di concordato preventivo o di accordo di ristrutturazione dei debiti, non trovano applicazione le norme relative alla riduzione “nominale” del capitale della società in crisi e al verificarsi della causa di scioglimento. Il legislatore ha, così, disciplinato i rapporti tra la situazione di crisi societaria e l'apertura di una procedura concorsuale. L'Autore si concentra sulla ratio dell'intervento riformatore e sul suo ambito di applicazione, esaminando anche la sorte delle norme di diritto civile poste a tutela del patrimonio sociale, in relazione alla proposizione di una domanda di concordato, o di accordo di ristrutturazione dei debiti, proposta dalla società con capitale in perdita.

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Speciale Decreto Sviluppo - La “nuova” responsabilità penale dell'attestatore

03 Agosto 2012 | di Gianluca Minniti

Responsabilità dell’esperto

L'art. 236-bis, introdotto dal ”Decreto Sviluppo” prevede la nuova fattispecie di reato di “Falso in attestazioni e relazioni”. L'entrata in vigore di tale norma consentirà di porre fine ai laboriosi tentativi di ricorrere al diritto comune per sanzionare penalmente gli attestatori infedeli. L'Autore analizza i presupposti soggettivi e oggettivi della nuova fattispecie penale, il concetto di informazione ed i confini della “rilevanza”, soffermandosi, infine, sulla responsabilità dell'attestatore “di fatto”.

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Speciale Decreto Sviluppo - Il ruolo dell'attestatore e la nuova fattispecie penale di “falso in attestazioni e relazioni”

03 Agosto 2012 | di Francesco Mucciarelli

Responsabilità dell’esperto

Il “Decreto Sviluppo” ha introdotto una nuova disposizione incriminatrice all'art. 236-bisl. fall. La norma mira a presidiare penalmente l'attività del professionista attestatore nell'ambito delle procedure risanatorie e in particolare la correttezza delle “comunicazioni” dello stesso. Sono previste due modalità alternative di condotta: l'esposizione di informazioni false e l'omissione i informazioni rilevanti. Sono inoltre contemplate due circostanze aggravanti speciali. Risultano nel complesso condivisibili le finalità politico-criminali perseguite dal legislatore ed è apprezzabile la tecnica redazionale della fattispecie.

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Speciale Decreto Sviluppo - Nuovi reati di false attestazioni da parte del professionista

03 Agosto 2012 | di Alessio Lanzi

Responsabilità dell’esperto

Il “Decreto sviluppo” ha introdotto all'art. 236-bis la nuova ipotesi di reato di false attestazioni in capo al professionista attestatore, andando così a colmare un vuoto legislativo. Si tratta di una fattispecie di reato proprio che si pone in modo omogeneo nel contesto della legislazione che, da qualche mese, con la l. n. 3/2012 nell'ambito della procedura per la composizione della crisi da sovraindebitamento ha previsto in capo al professionista il reato per false attestazioni in ordine all'esito della votazione o alla veridicità dei dati contenuti nella proposta di accordo o alla fattibilità del piano.

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Speciale Decreto Sviluppo - I “nuovi” accordi di ristrutturazione: ruolo del professionista e trattamento dei creditori estranei

03 Agosto 2012 | di Ivan Libero Nocera

Accordo di ristrutturazione dei debiti: disciplina generale

Il “Decreto Sviluppo” ha inciso profondamente sugli accordi di ristrutturazione tentando di eliminare i disincentivi al tempestivo accesso all'istituto da parte delle imprese in crisi. Al fine di superare le criticità presenti si è esteso l'effetto protettivo, semplificato l'onere documentale per la richiesta di inibitoria nelle more delle trattative e disciplinato il caso di accordi di ristrutturazione e di concordato preventivo in continuità. Tuttavia, tra le innovazioni di maggior momento si prevede un'implementazione dell'indipendenza dell'esperto attestatore e la possibilità di pagare i creditori non aderenti all'accordo con un ritardo fino a 120 giorni, con inevitabili ricadute sulla qualificazione giuridica dell'intero istituto.

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Speciale Decreto Sviluppo - Prime riflessioni in tema di concordato preventivo in continuità aziendale

03 Agosto 2012 | di Paola Baldassarre, Monica Pereno

Concordato con continuità aziendale

Nell'ambito dell'intervento legislativo di modifica della legge fallimentare ad opera del “Decreto sviluppo”, viene analizzato l'istituto del concordato in continuità introdotto dal nuovo art. 186-bis. L. fall. Muovendo dalla definizione di concordato in continuità, gli Autori si soffermano sul contenuto del piano e della relazione dell'attestatore, evidenziando come il legislatore abbia preso posizione sul tema, ampiamente dibattuto, della possibilità che la proposta concordataria preveda la dilazione del pagamento anche dei creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca, consentendo una “moratoria” fino ad un anno, ed esaminano poi la delicata questione della sorte dei contratti in corso di esecuzione e la norma di cui all'art. 182-quinquies.

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Speciale Decreto Sviluppo - I contratti in corso di esecuzione nel concordato: l'art. 169-bis l. fall.

03 Agosto 2012 | di Bruno Inzitari

Rapporti giuridici preesistenti nel concordato

Il “Decreto Sviluppo” introduce una disciplina specifica per i contratti in corso di esecuzione nel concordato preventivo. L'Autore analizza il nuovo art. 169-bis, che ricalcando l'art. 72 l. fall. applicabile al fallimento, riconosce al debitore una facoltà di scelta, relativamente ai rapporti contrattuali in corso, tra scioglimento e continuazione. Vengono, quindi, esaminate le conseguenze dello scioglimento, anche per i creditori in bonis, le tipologie contrattuali che non possono essere sciolte e la particolare disciplina dei contratti pendenti nel concordato con continuità aziendale.

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La “crisi” nel gruppo d'imprese: breve report sull'attuale stato dell'arte

31 Luglio 2012 | di Filippo Lamanna

Crisi del gruppo

L'Autore introduce sinteticamente, per grandi linee, l'attuale stato dell'arte (legislativo e giurisprudenziale) in materia di “crisi” nei gruppi d'imprese, con qualche utile riferimento anche ad alcune proposte de jure condendo. Non mancano i riferimenti ad alcuni casi pratici in cui la giurisprudenza ha cercato di estendere in via analogica alle procedure di fallimento, di concordato preventivo e di omologa degli accordi di ristrutturazione alcune norme speciali dettate in altre sedi per regolare il fenomeno dei gruppi o ha cercato di apprestare soluzioni di carattere sistematico.

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