Focus

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Diritto negoziale e crisi della grande impresa

13 Aprile 2012 | di Fabrizio Di Marzio

Amministrazione straordinaria: disciplina generale

L'Autore, dopo aver esaminato le differenze tra diritto ordinario della crisi d'impresa - fallimento, concordato preventivo, accordi sulla crisi - e diritto amministrativo - liquidazione coatta e amministrazione straordinaria delle grandi imprese -, affronta le problematiche legate al ruolo dell'autonomia negoziale in quest'ultima procedura concorsuale, soffermandosi sulle possibili soluzioni negoziali della crisi d'impresa e sulla funzione del concordato nel'amministrazione straordinaria.

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La transazione fiscale secondo l'Agenzia delle Entrate

11 Aprile 2012 | di Rosanna Acierno

Transazione fiscale nelle procedure concorsuali

L'Autrice, dopo aver qualificato le disposizioni complessivamente introdotte dall'art. 182-ter l. fall. come derogatorie al principio generale dell'indisponibilità del credito tributario, analizza la transazione fiscale imperniando il suo esame sulla posizione assunta dall'Agenzia delle Entrate sugli aspetti più squisitamente procedimentali e, soprattutto, sul tema specifico dell'obbligatorietà o facoltatività dell'istituto, non mancando di considerare lo stato della dottrina e della recente giurisprudenza di legittimità sul punto.

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Il trasferimento di azienda nella procedura fallimentare e il ruolo del notaio (I parte)

06 Aprile 2012 | di Alessandro Stefani

Cessione d'azienda

Con la riforma delle procedure concorsuali entra a pieno titolo nella legge fallimentare, seppur con ingiustificato ritardo, il tema della circolazione dell'azienda, finalmente con una disciplina specifica ed uniforme che tiene conto, nell'ambito della liquidazione dell'attivo, dell'unitarietà del complesso aziendale e della sua perfetta integrazione con i caratteri dell'universalità e della concentrazione tipici della procedura concorsuale. Con il “nuovo” art. 79 l. fall. si disciplina espressamente la sorte del contratto di affitto di azienda stipulato anteriormente alla dichiarazione di fallimento, dando cittadinanza ad uno strumento in grado di mantenere viva la realtà aziendale e favorirne un successivo riallocamento; con il “nuovo” art. 104-bis l. fall., invece, si attribuisce all'affitto di azienda un valore centrale e strategico, costituendo esso un passaggio valutativo che ogni curatore deve affrontare prima di decidere se dar seguito o meno ad altre attività più propriamente liquidative. In un tale contesto il notaio si trova a svolgere un ruolo essenziale, sia per la necessità della forma autentica del contratto di affitto, senza l'osservanza della quale è preclusa l'iscrizione dell'atto nel registro delle imprese, sia, soprattutto, per il necessario controllo di legalità da espletare sul contratto medesimo, prevedendo la norma una serie di clausole inderogabili a pena di nullità.

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Il raggiungimento del riequilibrio finanziario ex art. 67, comma 3, l. fall.: una proposta interpretativa nell'ottica del professionista attestatore

05 Aprile 2012 | di Riccardo Ranalli

Relazione di attestazione dell’esperto

L'Autore si propone di fornire una proposta metodologica per la verifica, da parte del professionista attestatore del piano redatto ai sensi dell'art. 67, comma 3, lett. d), l. fall., del raggiungimento, in via prognostica, del riequilibrio finanziario dell'impresa in crisi. A tal fine, a partire dal dato letterale della norma in commento, si individuano ulteriori spunti di riflessione dal disposto dell'art. 2467 c.c., che reca una declinazione del concetto di equilibrio finanziario con riferimento all'istituto della postergazione. In particolare, la proposta si basa sull'assunto che il concetto di riequilibrio finanziario si identifica con quello di sostenibilità del debito e presuppone la capacità dell'impresa di produrre flussi di cassa adeguati al servizio del debito finanziario, anche in presenza di rischi d'impresa non remoti. Ciò posto, si tratterebbe, verificata preliminarmente l'assenza di indicatori ostativi al merito di credito, di pervenire alla prova diretta del riequilibrio finanziario prognostico individuando, a regime, i flussi finanziari liberi, per determinare, in una situazione astratta di neutralità dei volumi e di crescita nulla del valore della produzione (c.d. steady state), le condizioni in presenza delle quali potrebbe aver luogo il rimborso del debito finanziario non autoliquidante.

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Riflessioni in materia di modelli preventivi dell'insolvenza: analisi di modelli a noi vicini e considerazioni

30 Marzo 2012 | di Roberto Marinoni

Insolvenza

C'è spazio, nel nostro ordinamento, per modelli preventivi dell'insolvenza rispetto alle procedure concorsuali classiche? Per fornire una risposta a questo interrogativo l'Autore prende le mosse dall'avvenuto mutamento della procedura concorsuale tradizionale, che da istituto finalizzato alla liquidazione del patrimonio dell'imprenditore, a favore dei creditori, si è trasformato in strumento di liquidazione realizzabile anche attraverso la conservazione dell'azienda. Vengono, poi, analizzate le procedure già presenti in altri paesi, in particolare quelle introdotte in Francia da una legge di riforma del 2005, e, infine, vengono sviluppate alcune considerazioni sulle linee guida di una possibile riforma nel nostro ordinamento, con particolare riferimento ai presupposti e alle condizioni per attivare la prevenzione, tenendo conto delle contrapposte esigenze di salvaguardia dell'impresa e di tutela dei creditori.

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Il ruolo del PM nella fase prefallimentare e la sua legittimazione alla richiesta dei provvedimenti cautelari o conservativi

26 Marzo 2012 | di Luigi Orsi

Pubblico ministero

La crisi di impresa propone uno dei più delicati settori di intervento nel processo civile e di un importante ambito di esercizio dell'azione penale da parte del P.M., il quale può essere il richiedente del fallimento, oppure un interventore nel procedimento, oppure ancora può rimanere inerte. L'Autore analizza ciascuna di queste ipotesi, soffermandosi sulla legittimazione del PM alla richiesta dei provvedimenti cautelari o conservativi, analizzando, altresì, le fasi successive alla dichiarazione di fallimento ed esaminando infine il ruolo del PM nel concordato preventivo e negli accordi di ristrutturazione dei debiti.

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La disciplina della verifica del passivo nel Regolamento CE n. 1346/2000. Teoria, pratica e prospettive di riforma

20 Marzo 2012 | di Giorgio Corno

Insolvenza transfrontaliera

Nelle procedure d'insolvenza i creditori nazionali e stranieri ricevono, di regola, lo stesso trattamento: la loro nazionalità non assume alcuna rilevanza. Così, in materia di insinuazione al passivo, tutti i creditori possono chiedere l'avvio di un unico processo di verifica. L'Autore esamina i profili internazionalprivatistici dell'accertamento del passivo, con riferimento alla disciplina italiana e a quella comunitaria, contenuta nel Regolamento CE n. 1346/2000.

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Misure di prevenzione, procedure concorsuali e tutela dei rapporti

14 Marzo 2012 | di Antonio Caiafa

Misure di prevenzione

Il D.Lgs. 6 settembre 2011, n. 159 ha introdotto il Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione e disciplina il controverso tema dei rapporti tra le misure di prevenzione e le procedure concorsuali, su cui giurisprudenza e dottrina si sono espresse nel corso degli anni con orientamenti contrastanti, attuando una risistemazione della normativa di settore. L'Autore, dopo aver delineato i differenti effetti dei rapporti tra procedimento di applicazione delle misure di prevenzione e procedure concorsuali, a seconda che la dichiarazione di fallimento sia successiva ovvero precedente al sequestro, si sofferma sull'ipotesi in cui il sequestro abbia ad oggetto aziende, sulla continuazione dell'esercizio dell'impresa e sui rapporti giuridici pendenti connessi all'amministrazione dell'azienda.

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I rapporti tra le misure di prevenzione patrimoniali e la procedura fallimentare nel Codice Antimafia

06 Marzo 2012 | di Clelia Maltese

Misure di prevenzione

Dopo l'introduzione, ad opera del D. Lgs. 6 settembre 2011, n. 159, del Codice Antimafia, si è reso necessario ridefinire i rapporti tra le misure di prevenzione patrimoniali e le procedure concorsuali: il principio generale è quello della prevalenza della misura di prevenzione antimafia sul fallimento dell'imprenditore i cui beni siano stati attinti (in tutto o in parte) dal sequestro. L'Autrice approfondisce le relazioni tra le misure di prevenzione e le procedure concorsuali, sia nell'ipotesi di dichiarazione di fallimento successiva al sequestro, che in quella opposta, e si sofferma, infine, anche sui rapporti con il concordato preventivo e quello fallimentare.

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La tutela del sostegno creditizio alle imprese in crisi: istruzioni per l'uso

02 Marzo 2012 | di Giorgio Tarzia

Finanziamenti nelle procedure concorsuali

Il sostegno creditizio alle imprese in crisi ha ricevuto una tutela sempre maggiore, a seguito di ripetuti interventi normativi. In particolare, sono state introdotte l'esenzione dalla revocatoria degli atti, pagamenti e garanzie posti in essere nell'esecuzione di un concordato preventivo, di un accordo di ristrutturazione dei debiti o di un piano attestato e la previsione di una prededuzione per determinati crediti. Poiché si tratta di una materia nuova, sulla quale non si è ancora formata una giurisprudenza, sembra opportuno fornire una “guida operativa”, che sciolga i dubbi interpretativi.

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