Focus

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Critica alla legge fallimentare riformata: la legittimazione dei terzi a proporre domanda di concordato quale ipotesi di soluzione alternativa

11 Gennaio 2012 | di Mariacarla Giorgetti

Domanda di concordato

La legittimazione attiva a richiedere l'ammissione alla procedura di concordato preventivo, individuata dall'art. 160 l. fall. nell'imprenditore-debitore, è rimasta invariata anche a seguito della riforma attuata dalla legge n. 80/2005 e successive modificazioni. L'Autrice, in un'ottica de iure condendo, s'interroga sulla possibilità e sull'opportunità di estendere la legittimazione ad avvalersi dello strumento concordatario anche a soggetti diversi dal debitore.

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La transazione fiscale ex art. 182-ter l. fall. in una recente pronuncia della Cassazione: contribuenti allegri … ma non troppo

05 Gennaio 2012 | di Marco Maria Aiello, Stefano Ambrosini

Transazione fiscale nelle procedure concorsuali

La transazione fiscale, che mira all'ottenimento del consolidamento di cui all'art. 182-terl. fall., costituisce una semplice facoltà del debitore e non è presupposto indispensabile per la falcibiabilità dei crediti erariali, in quanto la regola in base alla quale il concordato omologato è obbligatorio per tutti i creditori non prevede eccezioni per il Fisco. La previsione circa l'intangibilità dell'imposta sul valore aggiunto ha carattere sostanziale e la sua applicazione non può essere rimessa alla volontà del debitore, sicché essa opera anche in assenza di transazione fiscale.

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Il concordato preventivo con classi nella prospettiva liquidatoria e nella prospettiva del risanamento

23 Dicembre 2011 | di Mauro Vitiello

Classi e categorie di creditori

Una delle più rilevanti novità introdotte dal legislatore della riforma consiste nella possibilità di costruire la domanda di concordato con la suddivisione dei creditori in classi (art. 160, comma 1, lett. c, l. fall.). Il legislatore ammette che il debitore possa dividere i creditori in diversi gruppi, denominati “classi”, rispettando un criterio di omogeneità di posizione giuridica e di interessi economici degli appartenenti a ciascuna delle classi.

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Il ruolo del notaio nelle procedure competitive

20 Dicembre 2011 | di Alessandro Stefani

Programma di liquidazione

La riforma introdotta con il D.Lgs. n. 5 del 2006 ha profondamente innovato l’intero sistema delle vendite fallimentari, consacrando, tra gli altri, concetti quali “programmazione condivisa”, “deformalizzazione” e “procedure competitive”. In questo nuovo e profondamente mutato contesto il notaio è in grado di recitare un ruolo di primo piano, sia sotto il profilo dell’attività propria del Giudice Delegato, proseguendo quel processo di esternalizzazione della funzione giurisdizionale iniziato con la legge n. 302 del 1998, sia sotto il profilo della “privatizzazione della procedura”, potendo mettere a disposizione del curatore, la cui figura è oggi centrale e di grande responsabilità, le proprie specificità e competenze nella circolazione dei beni immobili e nella materia societaria, oltre che l’essenza stessa della funzione notarile, quale l’imparzialità e la natura di pubblico ufficiale.

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L’attestazione del professionista degli accordi di ristrutturazione: presupposti, contenuti e finalità

15 Dicembre 2011 | di Riccardo Ranalli

Relazione di attestazione dell’esperto

L’intervento si focalizza sull’approccio che dovrebbe ispirare il Professionista in sede di attestazione degli accordi di ristrutturazione e ciò in termini di principi, finalità, orizzonte temporale di riferimento e contenuti, tracciando un confronto con le attestazioni di cui agli artt. 67, comma 3, lett. d) e 161 l. fall. Assunto di partenza è che la finalità dell’attestazione di cui all’art. 182-bis l. fall. è quella di consentire al Tribunale il proprio vaglio e al pubblico ministero e ai soggetti interessati la valutazione delle conseguenze dell’accordo, assunto a fronte del quale l’attestatore, previa verifica della veridicità dei dati sui quali si fonda il piano, deve pervenire, in un’ottica di trasparenza, ad un giudizio coerente e adeguatamente motivato sul piano stesso.

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La disciplina del leasing nel concordato preventivo

09 Dicembre 2011 | di Guido Bonfante

Leasing

La riforma del diritto fallimentare, pur nella varietà di interventi ripetuti nel tempo, non ha disciplinato in alcun modo i rapporti pendenti nel concordato preventivo. Di conseguenza, appurata in generale l’inapplicabilità a tale procedura degli artt. 72 segg. l. fall., si analizzano più in particolare gli effetti del concordato preventivo sul contratto di leasing ancora in corso di esecuzione, il trattamento dei debiti anteriori e successivi alla domanda di concordato e, infine, la sorte della clausola secondo cui l’ammissione ad una procedura concorsuale, concordato preventivo incluso, costituisce causa di risoluzione automatica del contratto.

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Attestazione di veridicità e fattibilità nelle soluzioni concordate della crisi d'impresa: profili problematici

06 Dicembre 2011 | di Mauro Vitiello

Relazione di attestazione dell’esperto

In un sistema normativo che nelle soluzioni concordate della crisi d'impresa si affida via via, sempre più, alla funzione svolta dal professionista attestatore, la norma introdotta recentemente, e contenuta nell'art. 182 quater l. fall., di riconoscimento della prededuzione per il credito maturato per l'attestazione di fattibilità del piano concordatario e degli accordi di ristrutturazione ben può essere letta come un'ulteriore accentuazione dell'importanza della funzione stessa. Non v'è dubbio che a tale fenomeno si accompagni, quasi inevitabilmente, un rafforzamento della responsabilizzazione del professionista chiamato ad attestare la fattibilità.

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L'anticipazione della c.d. protezione negli accordi di ristrutturazione: caratteri e criticità

30 Novembre 2011 | di Federico Rolfi

Accordo di ristrutturazione dei debiti: disciplina generale

Si analizza la fase dell'anticipazione della c.d. “protezione” nell'ambito degli accordi di ristrutturazione; approfondendo, in particolare, alcuni profili quali l'ambito di applicazione, il contenuto concreto della tutela, il procedimento finalizzato alla concessione della stessa. Si esaminano, inoltre, gli ancora più problematici profili dell'eventuale sopravvenuta inefficacia della misura protettiva e della violazione della medesima da parte dei singoli creditori.

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C.I.G. concorsuale e doveri del curatore

30 Novembre 2011 | di Antonio Caiafa

Cassa Integrazione Guadagni

La richiesta di accesso alla C.I.G. concorsuale non è un optional, e quindi va effettuata dal curatore, in presenza dei relativi presupposti soggettivi ed oggettivi, anche senza richiedere al Giudice Delegato una specifica autorizzazione.

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Tre questioni in tema di concordato: abuso del diritto nella formazione delle classi, atti di frode e legittimazione del liquidatore giudiziale all’azione di responsabilità

24 Novembre 2011 | di Marco Maria Aiello

Classi e categorie di creditori

Alcune tematiche di grande interesse in materia di concordato preventivo sono state affrontate dai giudici milanesi in una recente pronuncia (Trib. Milano, sez. II, 19 luglio 2011). L’autore, muovendo dalla fattispecie oggetto della decisione del Tribunale, esamina, alla luce degli orientamenti giurisprudenziali e dottrinali, le delicate questioni relative all’abuso del diritto nella formazione delle classi ed alla qualificabilità delle condotte depauperative anteriori al deposito della domanda e sottaciute in sede di ricorso quali atti di frode; viene analizzato, infine, il profilo della sussistenza o meno della legittimazione, per il liquidatore giudiziale, a proporre azione di responsabilità verso gli amministratori della società debitrice.

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