Focus

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Delibera di scioglimento, obblighi degli amministratori ed effetti dell'iscrizione nel Registro delle imprese

14 Maggio 2012 | di Giuseppina Perrone Flora, Ugo Patroni Griffi

Scioglimento delle società di capitali

L'assemblea totalitaria di una s.r.l. delibera lo scioglimento della società senza adottare alcuna decisione in ordine alla nomina del liquidatore. L'istanza giudiziale di nomina del liquidatore può legittimamente essere proposta prima dell'iscrizione nel Registro delle Imprese della delibera di scioglimento dal socio amministratore consenziente? L'efficacia dello scioglimento è immediata per gli amministratori e i soci o è invece subordinata all'iscrizione? Per rispondere a queste domande gli Autori esaminano l'istituto dell'iscrizione nel Registro delle imprese della delibera di scioglimento, analizzandone gli effetti sulla base del dato normativo di cui agli artt. 2484 ss. c.c. La tesi che viene privilegiata è quella di un'efficacia giuridica “composita”: mentre nei confronti dei terzi gli effetti giuridici dello scioglimento sono subordinati alla pubblicazione nel Registro delle imprese, sul piano dei rapporti endoprocessuali insorgono immediatamente degli effetti non condizionati alla pubblicità. Da ciò discende che, ove l'assemblea non abbia provveduto a nominare un liquidatore, è lecito un intervento suppletivo del Tribunale, su istanza del singolo socio.

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La composizione delle crisi da sovraindebitamento

09 Maggio 2012 | di Antonio Caiafa

Sovraindebitamento

Dopo l' intervento del legislatore sulla legge fallimentare, che ha rivisitato, in particolare, i presupposti per l'assoggettabilità alle procedure concorsuali, si è avvertita la necessità di prevedere una procedura esdebitativa anche per quei soggetti che non sono fallibili: piccoli imprenditori, famiglie, consumatori e debitori civili. L'Autore esamina il procedimento di composizione delle crisi da sovraindebitamento, introdotto con la recente l. n. 3/2012, focalizzandosi sui presupposti soggettivi, sul contenuto dell'accordo di ristrutturazione dei debiti, sui risvolti nei confronti dei creditori e sugli organismi di composizione della crisi.

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Il rapporto tra autonomia privata e controllo giudiziale nel concordato preventivo

03 Maggio 2012 | di Bruno Conca

Concordato preventivo: disciplina generale

Muovendo dal decreto con cui il Tribunale di Milano ha ammesso alla procedura di concordato preventivo la Fondazione San Raffaele, l'Autore si sofferma sull'istituto del concordato preventivo. Ne analizza, in particolare, natura, poteri riconosciuti al Tribunale nella fase di ammissione del debitore alla procedura, modalità di liquidazione, svolgendo una ricognizione dello stato dell'arte sul punto, dando conto degli orientamenti contrastanti, in dottrina e giurisprudenza, ed evidenziando la portata dell'innovativo decreto dei giudici milanesi.

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Appunti in tema di quantificazione del danno nelle azioni di responsabilità della curatela

20 Aprile 2012 | di Mauro Vitiello

Azioni di creditori e organi di procedure concorsuali verso amministratori

L'Autore illustra i criteri generali elaborati da dottrina e giurisprudenza sul problema della quantificazione del danno nelle azioni di responsabilità esercitate dalle curatele fallimentari nei confronti degli organi sociali, non mancando di prendere posizione sul tema specifico dell'utilizzabilità del criterio del differenziale dei netti patrimoniali nei casi in cui non sia possibile individuare la singola condotta antigiuridica direttamente produttiva di un concreto pregiudizio economico al patrimonio sociale.

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Diritto negoziale e crisi della grande impresa

13 Aprile 2012 | di Fabrizio Di Marzio

Amministrazione straordinaria: disciplina generale

L'Autore, dopo aver esaminato le differenze tra diritto ordinario della crisi d'impresa - fallimento, concordato preventivo, accordi sulla crisi - e diritto amministrativo - liquidazione coatta e amministrazione straordinaria delle grandi imprese -, affronta le problematiche legate al ruolo dell'autonomia negoziale in quest'ultima procedura concorsuale, soffermandosi sulle possibili soluzioni negoziali della crisi d'impresa e sulla funzione del concordato nel'amministrazione straordinaria.

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La transazione fiscale secondo l'Agenzia delle Entrate

11 Aprile 2012 | di Rosanna Acierno

Transazione fiscale nelle procedure concorsuali

L'Autrice, dopo aver qualificato le disposizioni complessivamente introdotte dall'art. 182-ter l. fall. come derogatorie al principio generale dell'indisponibilità del credito tributario, analizza la transazione fiscale imperniando il suo esame sulla posizione assunta dall'Agenzia delle Entrate sugli aspetti più squisitamente procedimentali e, soprattutto, sul tema specifico dell'obbligatorietà o facoltatività dell'istituto, non mancando di considerare lo stato della dottrina e della recente giurisprudenza di legittimità sul punto.

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Il trasferimento di azienda nella procedura fallimentare e il ruolo del notaio (I parte)

06 Aprile 2012 | di Alessandro Stefani

Cessione d'azienda

Con la riforma delle procedure concorsuali entra a pieno titolo nella legge fallimentare, seppur con ingiustificato ritardo, il tema della circolazione dell'azienda, finalmente con una disciplina specifica ed uniforme che tiene conto, nell'ambito della liquidazione dell'attivo, dell'unitarietà del complesso aziendale e della sua perfetta integrazione con i caratteri dell'universalità e della concentrazione tipici della procedura concorsuale. Con il “nuovo” art. 79 l. fall. si disciplina espressamente la sorte del contratto di affitto di azienda stipulato anteriormente alla dichiarazione di fallimento, dando cittadinanza ad uno strumento in grado di mantenere viva la realtà aziendale e favorirne un successivo riallocamento; con il “nuovo” art. 104-bis l. fall., invece, si attribuisce all'affitto di azienda un valore centrale e strategico, costituendo esso un passaggio valutativo che ogni curatore deve affrontare prima di decidere se dar seguito o meno ad altre attività più propriamente liquidative. In un tale contesto il notaio si trova a svolgere un ruolo essenziale, sia per la necessità della forma autentica del contratto di affitto, senza l'osservanza della quale è preclusa l'iscrizione dell'atto nel registro delle imprese, sia, soprattutto, per il necessario controllo di legalità da espletare sul contratto medesimo, prevedendo la norma una serie di clausole inderogabili a pena di nullità.

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Il raggiungimento del riequilibrio finanziario ex art. 67, comma 3, l. fall.: una proposta interpretativa nell'ottica del professionista attestatore

05 Aprile 2012 | di Riccardo Ranalli

Relazione di attestazione dell’esperto

L'Autore si propone di fornire una proposta metodologica per la verifica, da parte del professionista attestatore del piano redatto ai sensi dell'art. 67, comma 3, lett. d), l. fall., del raggiungimento, in via prognostica, del riequilibrio finanziario dell'impresa in crisi. A tal fine, a partire dal dato letterale della norma in commento, si individuano ulteriori spunti di riflessione dal disposto dell'art. 2467 c.c., che reca una declinazione del concetto di equilibrio finanziario con riferimento all'istituto della postergazione. In particolare, la proposta si basa sull'assunto che il concetto di riequilibrio finanziario si identifica con quello di sostenibilità del debito e presuppone la capacità dell'impresa di produrre flussi di cassa adeguati al servizio del debito finanziario, anche in presenza di rischi d'impresa non remoti. Ciò posto, si tratterebbe, verificata preliminarmente l'assenza di indicatori ostativi al merito di credito, di pervenire alla prova diretta del riequilibrio finanziario prognostico individuando, a regime, i flussi finanziari liberi, per determinare, in una situazione astratta di neutralità dei volumi e di crescita nulla del valore della produzione (c.d. steady state), le condizioni in presenza delle quali potrebbe aver luogo il rimborso del debito finanziario non autoliquidante.

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Riflessioni in materia di modelli preventivi dell'insolvenza: analisi di modelli a noi vicini e considerazioni

30 Marzo 2012 | di Roberto Marinoni

Insolvenza

C'è spazio, nel nostro ordinamento, per modelli preventivi dell'insolvenza rispetto alle procedure concorsuali classiche? Per fornire una risposta a questo interrogativo l'Autore prende le mosse dall'avvenuto mutamento della procedura concorsuale tradizionale, che da istituto finalizzato alla liquidazione del patrimonio dell'imprenditore, a favore dei creditori, si è trasformato in strumento di liquidazione realizzabile anche attraverso la conservazione dell'azienda. Vengono, poi, analizzate le procedure già presenti in altri paesi, in particolare quelle introdotte in Francia da una legge di riforma del 2005, e, infine, vengono sviluppate alcune considerazioni sulle linee guida di una possibile riforma nel nostro ordinamento, con particolare riferimento ai presupposti e alle condizioni per attivare la prevenzione, tenendo conto delle contrapposte esigenze di salvaguardia dell'impresa e di tutela dei creditori.

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Il ruolo del PM nella fase prefallimentare e la sua legittimazione alla richiesta dei provvedimenti cautelari o conservativi

26 Marzo 2012 | di Luigi Orsi

Pubblico ministero

La crisi di impresa propone uno dei più delicati settori di intervento nel processo civile e di un importante ambito di esercizio dell'azione penale da parte del P.M., il quale può essere il richiedente del fallimento, oppure un interventore nel procedimento, oppure ancora può rimanere inerte. L'Autore analizza ciascuna di queste ipotesi, soffermandosi sulla legittimazione del PM alla richiesta dei provvedimenti cautelari o conservativi, analizzando, altresì, le fasi successive alla dichiarazione di fallimento ed esaminando infine il ruolo del PM nel concordato preventivo e negli accordi di ristrutturazione dei debiti.

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