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Appunti sulle misure cautelari penali ordinarie e fallimento

22 Giugno 2012 | di Arnaldo Falconi

Misure cautelari reali

L'entrata in vigore del D. Lgs. n. 159/2011 (Codice Antimafia) ha comportato una ridefinizione dei rapporti tra procedure concorsuali e misure di prevenzione. I profili oggettivo e soggettivo della novella normativa ne consentono, tuttavia, l'applicazione alle sole misure di prevenzione dei fenomeni di criminalità specifica e non anche a quelle adottate nell'ambito di procedimenti penali ordinari. Si esaminano i rapporti tra il fallimento e le misure cautelari c.d. ordinarie, quali il sequestro preventivo: c'è prevalenza, o coesistenza, tra misura cautelare e procedura concorsuale, oppure deve dichiararsi la recessività della prima rispetto alla seconda? L'Autore, inoltre, si sofferma sul ruolo dell'amministratore giudiziario di società sottoposta a sequestro preventivo e sugli effetti che i suoi atti producono nella dichiarazione di fallimento.

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Anticipazioni bancarie e concordato preventivo

19 Giugno 2012 | di Mariacarla Giorgetti

Contratti bancari

L'Autrice, prendendo spunto da due recenti pronunce, affronta la dibattuta questione della sorte dei contratti bancari di apertura di credito, in relazione alla domanda di concordato preventivo presentata dall'imprenditore cliente della Banca. Si sofferma, in particolare, sulle problematiche relative alla difficile coesistenza tra il principio della cristallizzazione del passivo e quello per cui i contratti pendenti trovano regolare esecuzione in corso di concordato; analizzando poi nel dettaglio i principi di diritto espressi sull'argomento dal tribunale di Bergamo nei due provvedimenti (n. 2606/2011 e n. 2765/2011).

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La sorte dei contratti d'appalto pendenti nel concordato preventivo: brevi note

05 Giugno 2012 | di Maurizio Irrera, Michele Vigna

Appalto

Nel concordato preventivo la concorsualità riguarda solo i contratti già perfezionati prima della data di accesso alla procedura, o quelli che abbiano già avuto piena esecuzione da una delle parti. Non sono soggetti alla disciplina concorsuale e devono considerarsi pendenti, invece, i rapporti giuridici ineseguiti, o di cui si debba completare l'esecuzione, da entrambi i contraenti. Al fine di determinare le sorti di un contratto d'appalto, dunque, è di fondamentale importanza stabilire quando esso possa considerarsi pendente e quando, invece, possa ritenersi esaurito al momento dell'apertura della procedura di concordato. Gli Autori esaminano le diverse ipotesi, distinguendo, in primo luogo, tra appalti pubblici e privati e, in secondo luogo, tra concordati che prevedono la prosecuzione dell'attività d'impresa e concordati con finalità meramente liquidatorie.

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Il parere del curatore nel concordato fallimentare

01 Giugno 2012 | di Carlo Bianco

Concordato fallimentare

In presenza di una proposta di concordato fallimentare, il Giudice Delegato deve richiedere il parere del curatore, ai sensi dell'art. 125 l. fall. Le valutazioni del curatore devono riguardare, nello specifico, la convenienza della proposta, in termini di maggior soddisfazione dei creditori, e la sua serietà e fattibilità, in termini di garanzie offerte per l'adempimento degli obblighi concordatari. L'Autore esamina una serie di casi pratici, esemplificando le attività di accertamento cui è tenuto il curatore, in presenza di diverse ipotesi di proposte concordatarie.

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Leasing nel fallimento: soddisfazione del concedente fuori dal concorso sostanziale e accertamento del credito nel concorso formale

25 Maggio 2012 | di Bruno Inzitari

Leasing

Il leasing costituisce uno dei contratti atipici più diffusi nella pratica commerciale, ma la sua disciplina è stata affidata, nel nostro ordinamento, agli interventi della dottrina e della giurisprudenza. Solo di recente, con il d. lgs. n. 5/2006 il legislatore è intervenuto a colmare un vuoto normativo, che si è fatto sentire in modo particolare con riferimento alle problematiche legate al fallimento e ai suoi effetti sui contratti pendenti. L'Autore affronta l'evoluzione della disciplina del leasing, a seguito dell'introduzione dell'art. 72-quater l. fall. che ha consentito un coordinamento con la materia fallimentare. In particolare, viene approfondita, anche alla luce delle più recenti pronunce di legittimità e di merito, la possibilità, riconosciuta al concedente, di soddisfarsi integralmente sul bene, previa ammissione al passivo del proprio credito.

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Riforma del mercato del lavoro e procedure concorsuali

23 Maggio 2012 | di Antonio Caiafa

Rapporti di lavoro

Si analizza il nuovo disegno di legge recante le disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro, che tra le altre, prevede alcune disposizioni attinenti l'impatto di tali norme sulle procedure concorsuali, in particolare il capo dedicato alla materia di licenziamenti collettivi ed individuali per motivo economico e quello riguardante gli ammortizzatori sociali e le tutele in costanza di rapporto di lavoro. L'Autore, al fine di meglio comprendere se ed in qual misura il nuovo sistema sia in grado di soddisfare gli obiettivi che intende raggiungere, si sofferma dapprima sul sistema normativo precedente e passa, poi, ad esaminare quello attuale, destinato ad essere sostituito.

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Brevi note sul rinnovellato articolo 115 l. fall.

22 Maggio 2012 | di Marina Cordopatri

Ripartizione dell’attivo

La norma che disciplina le modalità di pagamento ai creditori è stata oggetto di ripetuti ritocchi nelle riforme del 2006 e 2007. Se prima, infatti, l'art. 115 l. fall. si limitava a disporre che il pagamento delle somme assegnate ai creditori, secondo il piano di ripartizione, dovesse avvenire nei modi previsti dal G.D., ora è richiesto anche che le modalità stabilite dal giudice siano tali da assicurare la prova del pagamento stesso. L'Autrice esamina, quindi, le problematiche sottese a questa e alle altre novità, soffermandosi anche sulla disciplina della cessione dei crediti già ammessi.

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Appunti sull'ammissione dell'impresa alla procedura di amministrazione straordinaria

22 Maggio 2012 | di Fabrizio Di Marzio

Amministrazione straordinaria: disciplina generale

Le imprese insolventi possono essere ammesse alla procedura di amministrazione straordinaria, ai sensi del d. lgs. n. 270/1999, a condizione che presentino concrete possibilità di recupero dell'equilibrio economico delle attività imprenditoriali. Il risanamento dell'impresa può realizzarsi, alternativamente, attraverso un programma di ristrutturazione dell'attività o mediante un programma di cessione dei complessi aziendali. L'Autore si sofferma, quindi, ogni aspetto della procedura de quo: la dichiarazione dello stato d'insolvenza, da cui sorge il periodo di osservazione, la relazione del commissario giudiziale, il parere del Ministero, lo spazio riservato alle osservazioni dei creditori e, infine, sulla fase conclusiva del procedimento, consistente in un giudizio del Tribunale sulla risanabilità economica dell'impresa, che costituisce valutazione autonoma rispetto a quella sull'insolvenza. Da ultimo vengono analizzate le più recenti novità legislative, nell'ottica di una progressiva riforma e unificazione delle procedure di amministrazione straordinarie.

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Delibera di scioglimento, obblighi degli amministratori ed effetti dell'iscrizione nel Registro delle imprese

14 Maggio 2012 | di Giuseppina Perrone Flora, Ugo Patroni Griffi

Scioglimento delle società di capitali

L'assemblea totalitaria di una s.r.l. delibera lo scioglimento della società senza adottare alcuna decisione in ordine alla nomina del liquidatore. L'istanza giudiziale di nomina del liquidatore può legittimamente essere proposta prima dell'iscrizione nel Registro delle Imprese della delibera di scioglimento dal socio amministratore consenziente? L'efficacia dello scioglimento è immediata per gli amministratori e i soci o è invece subordinata all'iscrizione? Per rispondere a queste domande gli Autori esaminano l'istituto dell'iscrizione nel Registro delle imprese della delibera di scioglimento, analizzandone gli effetti sulla base del dato normativo di cui agli artt. 2484 ss. c.c. La tesi che viene privilegiata è quella di un'efficacia giuridica “composita”: mentre nei confronti dei terzi gli effetti giuridici dello scioglimento sono subordinati alla pubblicazione nel Registro delle imprese, sul piano dei rapporti endoprocessuali insorgono immediatamente degli effetti non condizionati alla pubblicità. Da ciò discende che, ove l'assemblea non abbia provveduto a nominare un liquidatore, è lecito un intervento suppletivo del Tribunale, su istanza del singolo socio.

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La composizione delle crisi da sovraindebitamento

09 Maggio 2012 | di Antonio Caiafa

Sovraindebitamento

Dopo l' intervento del legislatore sulla legge fallimentare, che ha rivisitato, in particolare, i presupposti per l'assoggettabilità alle procedure concorsuali, si è avvertita la necessità di prevedere una procedura esdebitativa anche per quei soggetti che non sono fallibili: piccoli imprenditori, famiglie, consumatori e debitori civili. L'Autore esamina il procedimento di composizione delle crisi da sovraindebitamento, introdotto con la recente l. n. 3/2012, focalizzandosi sui presupposti soggettivi, sul contenuto dell'accordo di ristrutturazione dei debiti, sui risvolti nei confronti dei creditori e sugli organismi di composizione della crisi.

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