Focus

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Speciale Decreto Sviluppo - La conversione del DL Sviluppo non salva la Cigs per le aziende in stato di decozione

12 Settembre 2012 | di Riccardo Girotto

Cassa Integrazione Guadagni

L'Autore analizza l'istituto della Cassa integrazione guadagni per fallimento, che, in seguito alla Riforma Fornero, verrà abrogato a partire dal 2016. La cassa integrazione guadagni è disciplinata dall'art. 3, comma 1, l. 23 luglio 1991, n. 223. La peculiarità di questo istituto risiede nella concessione di un trattamento di sopravvivenza fino a 12 mesi ad imprese ormai decotte. Questo particolare, però, nel tempo ha dato vita ad abusi, non rispecchiando più un'assistenza da realizzarsi tramite la sospensione dei lavoratori per la conservazione dell'azienda, bensì manifestando un'assistenza al lavoratore conscio di aver già perso il posto di lavoro. Il legislatore con il recente “Decreto sviluppo” (d.l. 22 giugno 2012, n, 83 Conv. in l. 7 agosto 2012 n. 134) ha provveduto a ridisegnare le condizioni di accesso all'ammortizzatore sociale. L'Autore per comprendere la portata delle modifiche introdotte e i motivi della novazione esamina le norme previgenti in materia, la prassi dei tribunali e gli orientamenti dottrinali.

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Fallir per l'insolvenza altrui

10 Settembre 2012 | di Lucio Di Nosse, Ciro Esposito

Insolvenza

La legge fallimentare, negli artt. 1 e 15, individua in maniera rigida i parametri di fallibilità dell'impresa, disegnando il perimetro entro cui il Tribunale deve muoversi per arrivare alla dichiarazione di fallimento. In virtù di questa poca discrezionalità concessa ai giudici, gli Autori rilevano come negli ultimi anni, sia nel panorama giurisprudenziale sia in quello dottrinario, il concetto di “temporanea illiquidità” sia stato definitivamente dimenticato ed accantonato; sulla base di questa premessa, dunque, vengono analizzati i concetti di insolvenza, di stato di crisi e le varie soluzioni concordatarie.

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Il riconoscimento della sentenza di fallimento nella confederazione elvetica: sintesi del procedimento

07 Settembre 2012 | di Dario Radice

Exequatur

L'Autore svolge una breve sintesi sulla procedura di riconoscimento delle sentenze dichiarative del fallimento emanate dalle autorità giudiziarie italiane nella Confederazione Elvetica, soffermandosi sui presupposti necessari richiesti dalla normativa, sulla modalità di presentazione dell'istanza e sui documenti da allegare.

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Speciale Decreto Sviluppo - Un primo commento alle “misure urgenti per la crescita del paese” e alla revisione della l. fall.

06 Settembre 2012 | di Carlo Trentini

Concordato preventivo: disciplina generale

Il recente intervento normativo apportato alla legge fallimentare, attraverso il c.d. “Decreto Sviluppo” , ha riguardato, in primo luogo, la disciplina del concordato preventivo - introducendo, tra le altre cose, il concordato in continuità, nell'ottica di favorire la continuità aziendale - ma anche la disciplina del piano attestato di risanamento e degli accordi di ristrutturazione dei debiti. L'Autore si sofferma, quindi, sugli articoli oggetto di modifica e su quelli introdotti ex novo.

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Speciale Decreto Sviluppo - Quadro sintetico delle novità in materia concorsuale introdotte con il d.l. 22 giugno 2012 n 83 convertito in legge 7 agosto 2012, n 134

06 Settembre 2012 | di Gianfranco Benvenuto

Concordato preventivo: disciplina generale

Il c.d. “D.L. Sviluppo”, convertito attraverso la legge del 7 agosto 2012 n. 134, ha inciso profondamente sulla disciplina riguardante gli strumenti per la definizione della crisi d'azienda alternativi al fallimento. A questo proposito, dunque, l'Autore si propone di illustrare le principali novità introdotte nei confronti di tre istituti già esistenti per favorire l'imprenditore in crisi: il piano attestato (ex art. 67, comma 3, lettera d), l. fall.) l'accordo di ristrutturazione e il concordato preventivo, a cui è stata aggiunta l'ulteriore sotto-figura del concordato in continuità.

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Speciale Decreto Sviluppo - Riflessioni su rapporto di lavoro subordinato e nuove norme fallimentari in tema di continuità aziendale

06 Agosto 2012 | di Alessandro Valentini, Marco Badellino, Giuseppe Goffi

Rapporti di lavoro pendenti nel CCI

La revisione della legge fallimentare si pone il manifesto obiettivo di favorire la continuità aziendale e, conseguentemente, anche la circolazione dei compendi aziendali in crisi. Gli Autori prendono, dunque, in esame le nuove norme laddove esse spiegano - o possono spiegare - effetti o conseguenze rispetto ai rapporti di lavoro subordinato ricompresi in aziende o rami d'azienda interessati da trasferimenti ovvero da processi di ristrutturazione.

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Speciale Decreto Sviluppo - Concordato in continuità e ruolo dell'attestatore: poteri divinatori o applicazione di principi di best practice

03 Agosto 2012 | di Luciano Quattrocchio, Riccardo Ranalli

Relazione di attestazione dell’esperto

Gli Autori si soffermano sulle novità introdotte dal “Decreto Sviluppo” in materia fallimentare, evidenziando, tra i pregi della novella, l'aver enucleato l'azienda dall'impresa nell'ambito della quale essa viene esercitata e nell'aver qualificato in termini di continuità sia la cosiddetta continuità diretta, e cioè la prosecuzione delbusiness nell'ambito dell'originaria legal entity, sia la cosiddetta continuità indiretta, ovvero la prosecuzione del business attraverso una sorta di segregazione aziendale. Vengono esaminati il concetto di “concordato con continuità aziendale”, i requisiti dell'attestatore e, nel dettaglio, i vari contenuti della relazione del professionista, anche nel caso di modifiche sostanziali della proposta o del piano e nell'ipotesi di finanziamenti prededucibili.

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Speciale Decreto Sviluppo - Il ruolo dell'attestatore e la nuova fattispecie penale di “falso in attestazioni e relazioni”

03 Agosto 2012 | di Francesco Mucciarelli

Responsabilità dell’esperto

Il “Decreto Sviluppo” ha introdotto una nuova disposizione incriminatrice all'art. 236-bisl. fall. La norma mira a presidiare penalmente l'attività del professionista attestatore nell'ambito delle procedure risanatorie e in particolare la correttezza delle “comunicazioni” dello stesso. Sono previste due modalità alternative di condotta: l'esposizione di informazioni false e l'omissione i informazioni rilevanti. Sono inoltre contemplate due circostanze aggravanti speciali. Risultano nel complesso condivisibili le finalità politico-criminali perseguite dal legislatore ed è apprezzabile la tecnica redazionale della fattispecie.

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Editoriale: speciale “Decreto Sviluppo”

03 Agosto 2012 | di Filippo Lamanna

Concordato preventivo: disciplina generale

La recente emanazione del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, più noto come "Decreto Sviluppo", e la sua conversione in legge, mi ha indotto a pensare che potesse essere utile per i nostri lettori aprire una sezione speciale che raccogliesse una prima rapida, ma completa carrellata di opinioni e commenti dei nostri collaboratori, che, anche sulla base della mia primissima lettura introduttiva sin da subito pubblicata nella sezione FOCUS de ilFALLIMENTARISTA, servisse da ulteriore e maggiore approfondimento contestuale alla conversione in legge, e quindi anche - perché no? - da quadro critico, e al tempo stesso propositivo, per l'eventuale inserimento di modifiche migliorative.

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Speciale Decreto Sviluppo - Nuovi reati di false attestazioni da parte del professionista

03 Agosto 2012 | di Alessio Lanzi

Responsabilità dell’esperto

Il “Decreto sviluppo” ha introdotto all'art. 236-bis la nuova ipotesi di reato di false attestazioni in capo al professionista attestatore, andando così a colmare un vuoto legislativo. Si tratta di una fattispecie di reato proprio che si pone in modo omogeneo nel contesto della legislazione che, da qualche mese, con la l. n. 3/2012 nell'ambito della procedura per la composizione della crisi da sovraindebitamento ha previsto in capo al professionista il reato per false attestazioni in ordine all'esito della votazione o alla veridicità dei dati contenuti nella proposta di accordo o alla fattibilità del piano.

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