Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Depauperamento del patrimonio sociale e responsabilità degli organi amministrativi e di controllo

11 Dicembre 2019 | di Paolo Cagliari

Tribunale di Firenze

Responsabilità degli amministratori di s.p.a.

Gli amministratori non operativi non sono più sottoposti a un generale obbligo di vigilanza, tale da trasmodare di fatto in una responsabilità oggettiva, per le condotte dannose degli altri amministratori, ma rispondono solo quando non abbiano impedito fatti pregiudizievoli di questi ultimi in virtù della conoscenza – o della possibilità di conoscenza, per il dovere di agire informati ex art. 2381 c.c. – di elementi tali da sollecitare il loro intervento alla stregua della diligenza richiesta dalla natura dell'incarico e dalle loro specifiche competenze.

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Reclamo e ricorso per cassazione avverso i piani di riparto

05 Dicembre 2019 | di Pietro Errede

Cass. Sez. Un.

Ripartizione dell’attivo

Il decreto del Tribunale che dichiara esecutivo il piano di riparto parziale, pronunciato sul reclamo avente ad oggetto il provvedimento del giudice delegato, nella parte in cui decide la controversia concernente, da un lato, il diritto del creditore concorrente a partecipare al riparto dell'attivo fino a quel momento disponibile e, dall'altro, il diritto degli ulteriori interessati ad ottenere gli accantonamenti delle somme necessarie al soddisfacimento dei propri crediti, nei casi previsti dall'art. 113 l.fall., si connota per i caratteri della decisorietà e della definitività e, pertanto, avverso di esso, è ammissibile il ricorso straordinario per Cassazione, ai sensi dell'art. 111, comma 7, Cost..

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L'impugnazione del piano di riparto fallimentare

28 Novembre 2019 | di Girolamo Lazoppina

Cass. Civ. – Sez. Un.

Ripartizione dell’attivo

In tema di riparto fallimentare, ai sensi dell'art. 110 L.F. (nel testo applicabile ratione temporis come modificato dal d.lgs. n. 169 del 2007), richiamato anche in materia di amministrazione straordinaria, sia il reclamo ex art. 36 L.F. avverso il progetto predisposto dal curatore (ovvero dal commissario straordinario) di riparto, anche parziale, delle somme disponibili, sia quello ex art. 26 L.F. contro il decreto del giudice delegato che abbia deciso il primo reclamo, possono essere proposti da qualunque controinteressato, inteso quale creditore che, in qualche modo, sarebbe potenzialmente pregiudicato dalla diversa ripartizione auspicata dal reclamante ed in entrambe le impugnazioni il ricorso va notificato a tutti i restanti creditori ammessi al riparto anche parziale.

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Le condizioni per escutere la fideiussione in caso di crisi del costruttore: i chiarimenti della Cassazione

11 Novembre 2019 | di Paolo Cagliari

Cass. Civ.

Fideiussione

L'escussione della garanzia fideiussoria di cui al d.lgs. 20 giugno 2005, n. 122, presuppone che il contratto preliminare di compravendita sia ancora in vigore tra le parti.

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La prescrizione dell'azione di responsabilità esercitata dal curatore

29 Ottobre 2019 | di Girolamo Lazoppina

Cass. Civ.

Curatore fallimentare: ruolo e funzioni

L'azione di responsabilità dei creditori sociali, anche quando esercitata dal curatore del fallimento, si prescrive nel termine di cinque anni con decorrenza dal momento dell'oggettiva percepibilità, da parte dei creditori, dell'insufficienza dell'attivo a soddisfare i debiti.

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Il compenso del c.d. pre-commissario

22 Ottobre 2019 | di Sergio Sisia

Tribunale di Benevento

Concordato con riserva

La liquidazione del compenso ai c.d. pre-commissari, in assenza di specifica previsione normativa, va eseguita secondo la disciplina generale in materia di liquidazione del compenso agli ausiliari del giudice, in base al criterio residuale delle vacazioni ex art. 4 L. 319/1980 e art. 1 D.M. 30.5.2002.

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Autoriciclaggio di beni provenienti da condotta di bancarotta fraudolenta fra concorso di reati e assorbimento

14 Ottobre 2019 | di Ciro Santoriello

Cass. Pen.

Bancarotta fraudolenta

Il reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale consistente nell'illecito ed ingiustificato trasferimento di beni aziendali della società fallita a vantaggio di altre imprese gestite dal medesimo amministratore può concorrere con il delitto di autoriciclaggio purché nella vicenda sia rinvenibile un quid pluris di condotta riferibile in via esclusiva al reato di autoriciclaggio.

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Postergazione dei finanziamenti soci e surroga legale

07 Ottobre 2019 | di Paolo Cagliari

Cass. Civ.

Postergazione

Il pagamento, da parte di un socio, di un debito della società poi fallita rientra tra i finanziamenti in qualsiasi forma effettuati in una situazione finanziaria nella quale sarebbe stato ragionevole un conferimento e, come tale, è assoggettato al regime della postergazione a norma dell'art. 2467, comma 2, c.c., con la conseguenza che solo dopo che siano stati integralmente soddisfatti tutti gli altri creditori al socio potrà essere rimborsato il finanziamento, non potendosi invocare la surroga legale di cui all'art. 1203, n. 1), c.c.

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La falsificazione del libro soci integra il reato di bancarotta documentale fraudolenta?

01 Ottobre 2019 | di Ciro Santoriello

Cass. Pen.

Reati fallimentari

La legittimazione alla proposizione della querela per il reato di infedeltà patrimoniale dell'amministratore spetta non solo alla società nel suo complesso ma anche - e disgiuntamente – al singolo socio. La falsificazione dei "libri sociali" risulta esterna alla sfera punitiva della L. Fall. art. 216, comma 1, n. 2 (e L. fall. art. 217, comma 2), a condizione che l'alterazione del vero (o la sottrazione, distruzione) non incida direttamente ed immediatamente sulla rappresentazione contabile dei fatti di gestione.

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Adozione di misure cautelari in ipotesi di coesistenza tra istruttoria prefallimentare e domanda di concordato

25 Settembre 2019 | di Giovanni Simone

Tribunale di Catania

Concordato preventivo: disciplina generale

Sussiste, tra procedura prefallimentare e concordataria, un rapporto di continenza c.d. per specularità, per cui in ipotesi di coesistenza tra le due procedure concorsuali se ne impone la trattazione congiunta. L'impossibilità di dichiarare il fallimento in pendenza del ricorso per concordato preventivo, tanto più se “in bianco”, e in attesa del suo esito, rende ancor più evidente e necessaria la previsione di un eventuale intervento di natura cautelare, considerato che i creditori sono spogliati, con la presentazione della domanda e l'avvio della procedura, della possibilità di tutelarsi singulatim con azioni esecutive o conservative.

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