Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata su Modifica della proposta di concordato

Proposta “modificata” e proposta “nuova” nel concordato preventivo

09 Giugno 2016 | di Remo Tarolli, Laura Riondato

Tribunale di Asti

Modifica della proposta di concordato

In materia di concordato preventivo, a seguito dell’emanazione della recente novella legislativa di cui al D.L. n. 83/2015, convertito dalla L. n. 132/2015, è necessario un rigoroso controllo in ordine alla disciplina applicabile, al fine di evitare che la mera formale pendenza di una procedura radicata prima dell’entrata in vigore della predetta riforma determini l’indiscriminata applicazione della disciplina previgente.

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Inammissibile il mutamento della proposta concordataria basato sulla ripresa dell’attività d'impresa

02 Febbraio 2016 | di Luigi Amerigo Bottai

Corte d'Appello di Firenze

Modifica della proposta di concordato

E’ inammissibile la proposta di concordato con continuità aziendale formulata dopo la cessazione dell’attività di impresa: la sola modalità concordataria compatibile con la cessazione dell’attività è quella con finalità liquidatoria, ovvero di dismissione del patrimonio aziendale per sopravvenuta incapacità dell’azienda di proseguire l’attività. Configura abuso del mezzo concordatario la scelta di una modalità di concordato non consentita dalla legge e, dunque, come tale giuridicamente non fattibile.

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Controllo giudiziale sulla fattibilità giuridica e integrazioni della proposta di concordato

25 Luglio 2014 | di Alessandro Iucci

Corte d'Appello di Firenze

Modifica della proposta di concordato

Dopo l’inizio delle operazioni di voto, laddove rimanga immutata l’originaria proposta, la modifica delle modalità esecutive del piano concordatario non può considerarsi inammissibile ex art. 175, comma 2, l. fall., invece rilevando ai fini dell’avviso ai creditori e dell’eventuale modifica del voto ai sensi dell’art. 179, comma 2, l. fall.

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Effetti delle modifiche della proposta concordataria sull'attestazione e sul sindacato giurisdizionale di ammissibilità

03 Agosto 2012 | di Marco Terenghi

Tribunale di Siracusa

Modifica della proposta di concordato

Deve ritenersi quale “nuova” proposta di concordato, e non quale semplice modifica di quella originaria, quella che implichi un mutamento qualitativo dell’offerta rivolta ai creditori, incidendo sensibilmente sulla natura di quest’ultima. Essa, pertanto, va corredata da una relazione aggiornata sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’impresa, ai sensi dell’art. 161, lett. a), l. fall., da un recentissimo stato analitico ed estimativo delle attività con un elenco nominativo dei creditori, nonché da una nuova relazione che attesti la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità del piano concordatario, come previsto dall’art. 161, comma 3, l. fall.. In questo caso, il precedente provvedimento di ammissione alla procedura dev’essere revocato, l’adunanza dei creditori già fissata va sospesa (previa concessione al proponente di esercitare, nell’adunanza stessa, il proprio diritto di difesa) e la proposta “nuova” dev’essere sottoposta ancora una volta al giudizio di ammissibilità da parte del Tribunale ex artt. 160 e ss. l. fall.

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La modifica sostanziale della proposta, il sovraprezzo come “risorsa esterna” e le regole del suo impiego

22 Dicembre 2011 | di Luigi Amerigo Bottai

Tribunale di Milano

Modifica della proposta di concordato

La modificazione della proposta di concordato preventivo deve essere qualificata come nuova proposta, da sottoporre al Tribunale per tutte le verifiche previste dagli artt. 160 e segg. l. fall., allorché diversi (rispetto all’originario piano concordatario) si presentino i mezzi attraverso i quali soddisfare i crediti o quando si prevedano pagamenti solo parziali dei creditori privilegiati e/o differente suddivisione in classi del ceto creditorio.

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