Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata su Concordato con continuità aziendale

Condizioni di derogabilità del termine per il pagamento dei creditori privilegiati nel concordato in continuità

28 Settembre 2020 | di Paolo Bosticco

Cass. Civ.

Concordato con continuità aziendale

La concessione al debitore di un termine per l’integrazione del piano e della proposta costituisce mera facoltà del Tribunale, che non è comunque tenuto a formulare una specifica richiesta di modifica.

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La moratoria ultrannuale dei creditori privilegiati e la conseguente inammissibilità della proposta concordataria

28 Luglio 2020 | di Andrea Colnaghi

Tribunale di Modena

Concordato con continuità aziendale

Il piano concordatario deve prevedere, a pena di inammissibilità della proposta, che il soddisfacimento dei creditori con diritto di prelazione sui beni necessari alla continuità aziendale avvenga entro il termine massimo di un anno dal decreto di omologazione.

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C'era il c.d. "concordato misto"

04 Maggio 2020 | di Sergio Sisia

Cass. Civ., 15 gennaio 2020, n. 734

Concordato con continuità aziendale

Il concordato preventivo in cui alla liquidazione atomistica di una parte dei beni dell'impresa si accompagni una componente di qualsiasi consistenza di prosecuzione dell'attività aziendale, rimane regolato nella sua interezza, salvi i casi di abuso, dalla disciplina speciale prevista dall'art. 186-bis l. fall., che al primo comma espressamente contempla anche una simile ipotesi fra quelle ricomprese nel suo ambito; tale norma non prevede alcun giudizio di prevalenza fra le porzioni di beni a cui sia assegnato una diversa destinazione, ma una valutazione di idoneità dei beni sottratti alla liquidazione ad essere organizzati in funzione della continuazione, totale o parziale, della pregressa attività di impresa e ad assicurare, attraverso una simile organizzazione, il miglior soddisfacimento dei creditori.

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Il concordato di un … concordato “non s'ha da fare”

28 Aprile 2020 | di Fabio Signorelli

Tribunale di Bologna, 1 ottobre 2019, decr.

Concordato con continuità aziendale

La rinuncia ad una domanda di concordato preventivo omologato che si traduce sostanzialmente in una revoca della proposta di concordato non è più ammissibile una volta che gli effetti vincolanti del concordato preventivo siano stati tradotti in un provvedimento di omologazione.

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Concordato in continuità mediante affitto di azienda: le notevoli implicazioni della pronuncia della Cassazione

07 Maggio 2019 | di Luigi Amerigo Bottai

Cass. Civ.

Concordato con continuità aziendale

Il concordato con continuità aziendale disciplinato dall'art. 186-bis I.fall. è configurabile anche quando l'azienda sia già stata affittata o sia destinata ad esserlo, rivelandosi affatto indifferente la circostanza che, al momento dell'ammissione alla suddetta procedura concorsuale o del deposito della relativa domanda, l'azienda sia esercitata dal debitore o, come nell'ipotesi dell'affitto della stessa, da un terzo, in quanto il contratto d'affitto - recante, o meno, l'obbligo dell'affittuario di procedere, poi, all'acquisto dell'azienda - può costituire...

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Concordato con continuità aziendale e contratti con la pubblica amministrazione

04 Aprile 2018 | di Fabio Signorelli

Tribunale di Bolzano

Concordato con continuità aziendale

Dal coordinamento della disciplina fallimentare e di quella dei contratti pubblici si può affermare che nel concordato con continuità aziendale, nella fase c.d. in bianco, i contratti stipulati rimangono sospesi fino all'intervenuta autorizzazione del tribunale, mentre nella fase post ammissione i contratti già stipulati proseguono nella loro esecuzione se il piano è accompagnato da un’attestazione sulla conformità del contratto al piano e sulla ragionevole capacità di adempimento dello stesso.

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Affitto di azienda e concordato preventivo con continuità indiretta

20 Luglio 2017 | di Stefano Morri, Francesca Giovannardi

Tribunale di Como

Concordato con continuità aziendale

La proposta di concordato strutturata attraverso il meccanismo dell'affitto di azienda, finalizzato alla successiva cessione all'affittuaria, va qualificata come concordato in continuità aziendale indiretta.

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Nessun beneficio speciale per i creditori strategici vincolati da contratto

15 Aprile 2016 | di Alessandro Lendvai

Tribunale di Modena

Concordato con continuità aziendale

La possibilità di pagare i crediti pregressi con modalità diverse rispetto agli altri creditori concorsuali, prevista dall’art. 182-quinquies l. fall., presuppone non solo che si tratti di crediti per prestazioni di beni o servizi ritenuti essenziali per la prosecuzione di impresa e funzionali ad assicurare la migliore soddisfazione della massa dei creditori, ma anche che i fornitori in questione abbiano piena libertà di fornire o no la loro prestazione e non siano invece vincolati da un rapporto contrattuale in essere. In tale evenienza, infatti, il loro obbligo deriverebbe dal contratto e per l’adempimento non sarebbe necessaria la prospettiva di alcun particolare beneficio.

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Concordato con continuità aziendale e affitto d’azienda

08 Ottobre 2015 | di Roberto Amatore

Tribunale di Bolzano

Concordato con continuità aziendale

L’affitto d’azienda è riconducibile nell’ambito applicativo dell’art. 186-bis l. fall., benché la norma non ne faccia espressa menzione.

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Concordato con continuità: spunti sul miglior soddisfacimento dei creditori e sui crediti privilegiati

15 Aprile 2014 | di Alessandro Lendvai

Tribunale di Bergamo

Concordato con continuità aziendale

Nell’ipotesi in cui l’imprenditore proponga un concordato con continuità aziendale ex art. 186-bis l. fall., costituisce motivo d’inammissibilità della domanda di concordato, anche in sede di giudizio di omologazione, la mancanza di una concreta ed effettiva attestazione in relazione alla funzionalità della prosecuzione dell’attività d’impresa al miglior soddisfacimento dei creditori. Tale contenuto ha carattere obbligatorio ed essenziale ed implica un raffronto tra le prospettive di pagamento derivanti (anche) dalla prosecuzione dell’attività d’impresa con le prospettive di liquidazione dell’intero patrimonio del debitore, compresi i beni facenti parte dell’azienda, o del ramo d’azienda, che l’imprenditore non cede proprio per poter proseguire l’attività (massima).Le risorse di cassa derivanti dalla prosecuzione dell’attività d’impresa non integrano “finanza esterna” in quanto scaturiscono dall’impiego di beni strumentali all’attività medesima, che sono di proprietà e nella disponibilità del debitore. Pertanto, sia che il patrimonio di quest’ultimo venga liquidato, sia che venga impiegato a fini produttivi, le risorse in tal modo acquisite sono “interne”, e in quanto tali non autorizzano il soddisfacimento dei creditori chirografari fino a che tutti i privilegiati non abbiano avuto pieno soddisfacimento.

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