Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata su Concordato misto

Concordato misto e affitto d'azienda: la disciplina applicabile

28 Febbraio 2017 | di Lia Campione

Tribunale di Monza

Concordato misto

La disciplina applicabile al concordato c.d. misto, ovvero al concordato preventivo che presenta elementi di continuità e liquidatori, può essere determinata mediante il criterio della prevalenza, sia essa valutata in termini qualitativi o quantitativi. L’affitto dell’azienda in esercizio, stipulato anteriormente o pendente al momento della presentazione della domanda di ammissione al concordato preventivo, costituisce un’ipotesi di concordato in continuità “indiretto” ex art. 186-bis al pari della cessione e del conferimento.

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La nomina del liquidatore nel concordato misto

20 Settembre 2016 | di Lia Campione

Corte d’appello di Roma

Concordato misto

L’esecuzione del concordato in continuità aziendale, anche quando abbia ad oggetto la liquidazione di alcuni beni non funzionali alla prosecuzione dell’attività di impresa, non presuppone necessariamente la nomina di un liquidatore, ma comporta che l’attività prosegua, anche relativamente alla liquidazione, in capo agli amministratori e sotto il controllo del Commissario giudiziale.

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Il concordato preventivo misto tra cessione dei beni e continuità aziendale diretta

10 Febbraio 2016 | di Antonio Di Iulio

Tribunale di Arezzo
Corte d'Appello di Firenze

Concordato misto

Il piano di concordato che prevede la continuazione dell’attività di impresa funzionale alla cessione dei beni ai creditori deve ritenersi di tipo misto e, pertanto, per la parte relativa alla continuità aziendale è destinato a trovare applicazione l’art. 186-bis l.fall. (massima Tribunale) Per concordato in continuità aziendale deve intendersi il concordato strutturato sopra un piano aziendale che prevede la prosecuzione dell’attività di impresa e quindi l’assunzione del relativo rischio da parte dei creditori concorsuali mentre il concordato c.d. misto è configurabile allorquando la prosecuzione aziendale è finalizzata alla liquidazione dell’intero patrimonio della debitrice. (massima Appello)

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Concordato preventivo misto e nomina del liquidatore giudiziale

15 Settembre 2015 | di Chiara Ravina

Tribunale di Roma

Concordato misto

Qualora ci si trovi di fronte ad un concordato misto (possibile e lecito in virtù del principio di atipicità del piano concordatario di cui all’art. 160 l. fall.) è possibile ritenere che debba trovare applicazione la disciplina del piano concordatario prevalente, salva la possibilità di applicazione congiunta delle due discipline, ove non siano incompatibili secondo il criterio della integrazione.

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Il concordato "misto" e la dilazione di pagamento nei confronti dei creditori privilegiati

19 Gennaio 2015 | di Lia Campione

Tribunale di Ravenna

Concordato misto

Il concordato avente natura "mista" può essere comunque considerato come concordato in continuità, in quanto, per lo stesso dettato normativo contenuto nell'art. 186-bis l. fall., la prosecuzione dell'attività caratteristica può tollerare la liquidazione di tutti i cespiti mobiliari e immobiliari che non risultino strettamente necessari e funzionali all'esercizio dell'impresa.

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Concordato c.d. misto: limiti di compatibilità con il concordato con continuità aziendale e liquidatorio

02 Luglio 2014 | di Roberto Amatore

Tribunale di Milano

Concordato misto

Nel concordato con continuità aziendale, il “piano può prevedere anche la liquidazione dei beni non funzionali all’esercizio dell’impresa”, ma è il debitore a dover procedere alla loro liquidazione ed al pagamento dei creditori in misura in ogni caso superiore a quella che potrebbe loro derivare dalla liquidazione dell’intero patrimonio della società, con la conseguenza che, anche per consentire all’attestatore di esprimersi in ordine alla funzionalità del piano alla “migliore soddisfazione dei creditori”, occorre un’indicazione della percentuale di soddisfacimento finale che, seppure prudenziale, assuma carattere impegnativo per la proponente (massima).Nel concordato liquidatorio, viceversa, il debitore si libera delle proprie obbligazioni ponendo a disposizione l’intero suo patrimonio e dunque assicurando un qualche, non irrisorio, soddisfacimento dei creditori chirografari; la temporanea prosecuzione dell’esercizio avviene, in tal caso, solo “di fatto”, quale strumento di migliore valorizzazione dell’attivo, con la conseguente impossibilità di fruire dei benefici previsti dagli artt. 182-quinques e 186-bis l. fall. (massima). 

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