Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata su Abuso del diritto nel concordato

I rapporti tra istanza di fallimento e successiva domanda abusiva di preconcordato

06 Settembre 2016 | di Vincenzo Battiloro

Tribunale di Novara

Abuso del diritto nel concordato

In caso di proposizione da parte del debitore di un'istanza ex art. 161, comma 6, l. fall., nell’ambito di una procedura prefallimentare già pendente a suo carico, il tribunale deve valutare preliminarmente detta istanza e, qualora ne ravvisi il carattere abusivo, la dichiarerà inammissibile, verificando in un secondo momento i presupposti di legge per la declaratoria di fallimento.

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Sindacato di legittimità e abuso del diritto nella domanda di concordato

09 Gennaio 2015 | di Mario Furno

Tribunale di Milano

Abuso del diritto nel concordato

Ricorre l’istituto dell’abuso del diritto, applicabile anche nel sistema concorsuale, qualora gli istituti creati dal legislatore vengano deviati dalla loro funzione tipica: ciò che può verificarsi quando le facoltà riconosciute dal legislatore siano svolte con modalità tali da determinare un sacrificio sproporzionato ed ingiustificato delle ragioni dei creditori (nel caso di specie il Tribunale di Milano ha ritenuto che gli stessi motivi inerenti l’incompletezza della domanda sotto il profilo formale ed alla non fattibilità sotto il profilo giuridico dimostravano il carattere abusivo della nuova proposta di Concordato).

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Rinuncia al preconcordato e nuova domanda di concordato pieno: ipotesi di abuso del diritto

07 Gennaio 2015 | di Andrea Cerutti

Tribunale di Roma

Abuso del diritto nel concordato

La rinuncia alla domanda di preconcordato, depositata alla scadenza del termine assegnato dal Tribunale per il deposito della documentazione e del piano, nonché la presentazione di un’autonoma domanda di concordato preventivo pieno nelle more del termine di difesa assegnato per il procedimento ex art. 162 l. fall., integrano un’ipotesi di abuso del sistema concordatario, poiché tale strumento sarebbe stato utilizzato al solo fine di precludere gli accertamenti.

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Reiterate domande di concordato preventivo ed abuso del diritto

31 Luglio 2013 | di Federica Commisso

Tribunale di Forlì

Abuso del diritto nel concordato

E’ inammissibile la domanda di concordato preventivo presentata a seguito di altra domanda già non approvata dai creditori della società, in presenza di istanze di fallimento, al solo scopo di procrastinare indebitamente la dichiarazione di fallimento, poiché essa costituisce un abuso di diritto. (massima)

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Concordato preventivo: uso distorto dello strumento di composizione della crisi d’impresa

22 Maggio 2013 | di Marco Angelo Russo

Tribunale di Messina

Abuso del diritto nel concordato

La presentazione della domanda di concordato in bianco, cui si riconnette l’implicita rinuncia alla domanda di concordato preventivo precedentemente depositata, costituisce un abuso del diritto al ricorso alla composizione negoziale della crisi in quanto volta ad evitare l’ineluttabile conseguenza del mancato raggiungimento delle maggioranze nella procedura concordataria e, comunque, l’emissione della sentenza dichiarativa di fallimento, con conseguente ingiustificato pregiudizio del diritto del creditore istante, titolare a sua volta di un interesse giuridicamente tutelato alla declaratoria di fallimento in assenza delle condizioni di ammissibilità del concordato originariamente proposto

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Inammissibilità del ricorso per concordato in bianco in pendenza di una precedente procedura di concordato

16 Maggio 2013 | di Luca Gratteri

Tribunale di Messina

Abuso del diritto nel concordato

Nelle more della comparizione delle parti per la declaratoria di inammissibilità della procedura di concordato ai sensi degli artt. 179 e 162, comma 2, l. fall., la presentazione della domanda di concordato in bianco costituisce un abuso del diritto al ricorso alla composizione negoziale della crisi disciplinata dalla legge, in quanto volta ad evitare la ineluttabile conseguenza del mancato raggiungimento delle maggioranze nella procedura concordataria, e a perseguire finalità estranee a quelle del legislatore, quali l’intollerabile dilatazione temporale degli effetti protettivi di cui al novellato art. 168 l. fall., la procrastinazione sine die della dichiarazione di fallimento, lo spostamento del termine di cui all’art. 69-bis l. fall. con il rischio di escludere dalla revocatoria fallimentare gli atti compiuti nella gestione dell’impresa.

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