Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata su Azione revocatoria fallimentare

Interesse ad agire nella revocatoria: "crepe" nella teoria anti-indennitaria

26 Ottobre 2017 | di Andrea Paganini

Tribunale di Milano

Azione revocatoria fallimentare

In tema di revoca ex art. 67, comma 2, l.fall. di pagamenti di crediti assistiti da privilegio, i principi di Cassazione Sezioni Unite n. 7028/2006 relativamente al fatto che la lesione alla par condicio creditorum sarebbe in re ipsa essendo possibile verificare solo in seguito alla ripartizione dell'attivo se quei pagamenti pregiudichino o meno le ragioni di altri creditori privilegiati che, anche successivamente all'esercizio dell'azione revocatoria, potrebbero insinuarsi, vanno ricondotti a sistema essendo possibile confutare l'eccezione svolta dal convenuto in revocatoria di carenza di interesse ad agire del curatore attore a condizione che, ove emerga la sussistenza di un progetto di ripartizione che sia astrattamente idoneo a soddisfare i creditori convenuti in revocatoria ex art. 70 l.fall., il curatore dimostri la sussistenza di altri creditori poziori, che si siano insinuati al passivo prima della conclusione del giudizio di revocatoria fallimentare, essendo l'interesse ad agire condizione dell'azione che deve sussistere al momento della decisione.

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Prova della scientia decoctionis dell’istituto di credito convenuto in revocatoria

18 Febbraio 2014 | di Andrea Paganini

Cass. Civ.

Azione revocatoria fallimentare

Ai fini della revocatoria di rimesse bancarie ex art. 67, comma 2, l. fall., la prova della scientia decoctionis della banca incombe sul curatore e non può essere dedotta solo dalla costante scopertura di conto corrente della fallita – in quanto circostanza equivoca – né da supposte segnalazioni in Centrale Rischi neppure dimostrate dal fallimento attore.

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Revocatoria fallimentare: il curatore è terzo e non può usare le scritture contabili come prova del pagamento

23 Luglio 2013 | di La Redazione

Cass. Civ.

Azione revocatoria fallimentare

L’art. 2710 c.c., che conferisce efficacia probatoria alle scritture contabili per i rapporti tra imprenditori, non può trovare applicazione a favore del curatore fallimentare per la posizione di terzietà che egli assume, sia agendo in revocatoria ex art. 67 l. fall. a tutela dei creditori, sia nella verifica del passivo.

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Alcune considerazioni in tema di revocatoria fallimentare e inefficacia dei pagamenti eseguiti dopo la dichiarazione di fallimento

14 Marzo 2013 | di Vincenzo Palladino

Tribunale di Torino

Azione revocatoria fallimentare

Ai sensi dell'art. 16, ult. comma, l. fall. la sentenza di fallimento acquista efficacia verso i terzi dal giorno della pubblicazione nel registro delle imprese, e precisamente dalla prima ora di quel medesimo giorno (ora zero), e pertanto devono ritenersi inefficaci gli atti compiuti dal fallito e i pagamenti a lui effettuati dal suddetto inizio di quella giornata, indipendentemente dall'ora.

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Ancora sull'inesperibilità della revocatoria avverso un fallimento

17 Settembre 2012 | di Giorgio Jachia

Cass. Civ.

Azione revocatoria fallimentare

Il combinato disposto degli artt. 24 e 52 l. fall. implica che il tribunale da cui è stato dichiarato il fallimento del debitore che ha compiuto l'atto pregiudizievole ai creditori, per il quale si prospetti un'azione di revoca ex art. 67 l. fall., resta il solo competente a decidere l'inefficacia o meno dell'atto, mentre le successive e consequenziali pronunzie di restituzione competono al tribunale che ha dichiarato il fallimento del beneficiario del pagamento revocato, secondo le modalità stabilite per l'accertamento del passivo e dei diritti dei terzi; in ogni caso, la cristallizzazione della massa passiva alla data di apertura del concorso ed il carattere costitutivo dell'azione revocatoria non ne permettono l'esperimento contro un fallimento, dopo la sua pronuncia, conseguendone l'annullamento della eventuale ammissione al passivo in cui la domanda si sia trasfusa.

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Sulla revocatoria fallimentare del pagamento di prestazione professionale

25 Luglio 2012 | di Gianfranco Di Marzio

Tribunale di Napoli

Azione revocatoria fallimentare

Ai fini dell’esenzione da revocatoria, le prestazioni rese dall’avvocato non rientrano nella previsione di cui all’art. 67, comma 3, lett. f) l. fall.

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Ancora sulle azioni revocatorie aventi ad oggetto rimesse bancarie in conto corrente

24 Aprile 2012 | di Marina Cordopatri

Tribunale di Napoli

Azione revocatoria fallimentare

Gli accreditamenti su conto corrente bancario eseguiti nel periodo sospetto sono soggetti alla revocatoria fallimentare solo se eseguiti quando il conto è scoperto - e nei limiti dello scoperto - ovvero dopo la chiusura del conto o la revoca del fido. Non sono, al contrario, soggette alle azioni revocatorie le rimesse in conto corrente eseguite su conto coperto, ancorché passivo. Tale differenza richiede che si determini l’esatto andamento del conto in ogni momento, onde accertare con precisione se lo stesso fosse o meno scoperto. (massima)

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Revocatoria fallimentare e pagamento nei termini d’uso

31 Gennaio 2012 | di Valentino Lenoci

Tribunale di Milano

Azione revocatoria fallimentare

Ai fini dell’individuazione dei pagamenti nei termini d’uso, che sono esentati dall’azione revocatoria ai sensi dell’art. 67, comma 3, lett. a), l. fall., deve farsi riferimento sia alle modalità solutorie, che ai tempi di pagamento che risultino abitualmente utilizzati - già nei pregressi rapporti - fra il fallito e il convenuto in revocatoria, oppure, in mancanza di una particolare consuetudine invalsa inter partes o in presenza di atti di pagamento unici o sporadici, che risultino abitualmente utilizzati dai comuni contraenti nell’adempimento di rapporti negoziali posti in essere nell’esercizio normale dell'attività d'impresa.

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Gli effetti costitutivi della sentenza revocatoria in relazione alla condanna alle restituzioni e ai pagamenti

10 Gennaio 2012 | di Roberto Amatore

Tribunale di Milano

Azione revocatoria fallimentare

Ai sensi del novellato art. 70, commi 2 e 3, l. fall., una volta che l’accipiens convenuto in revocatoria abbia restituito alla massa le somme ricevute, può disporsi l’ammissione al passivo del suo credito, inefficacemente estinto dal pagamento revocato,  con la clausola di riserva, quale credito condizionale, in attesa della definitività della sentenza di revoca.

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