Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata su Dichiarazione di fallimento

La legittimazione del socio di s.r.l. fallita ad impugnare la sentenza dichiarativa di “autofallimento”

25 Luglio 2017 | di Diego Corrado

Cass. Civ.

Dichiarazione di fallimento

I soci di una s.r.l. fallita non sono legittimati a proporre reclamo contro la sentenza dichiarativa di fallimento, ove la relativa istanza in proprio sia stata presentata a seguito di apposita autorizzazione assembleare, in quanto la relativa delibera assembleare è vincolante per tutti i soci ex art 2377, comma 1, c.c.. Essi avrebbero quindi dovuto preventivamente impugnare la delibera autorizzativa, e ciò vale anche per il socio a sua volta dichiarato fallito in proprio, in conseguenza del fallimento della s.a.s. di cui era accomandatario.

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Iniziativa per la dichiarazione di fallimento: ampio raggio d’azione per il P.M.

19 Giugno 2017 | di Stefano Morri, Francesca Giovannardi

Cass. Civ.

Dichiarazione di fallimento

In tema di fallimento, il pubblico ministero è legittimato a chiedere il fallimento dell'imprenditore anche se la "notitia decoctionis" sia stata da lui appresa nel corso di indagini svolte nei confronti di soggetti diversi dall'imprenditore medesimo, sia esso individuale o collettivo.

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La dichiarazione di fallimento senza preventiva risoluzione del concordato

04 Maggio 2017 | di Fernando Platania

Tribunale di Torino
Tribunale di Venezia

Dichiarazione di fallimento

Può essere dichiarato il fallimento di una società, anche senza procedere preventivamente alla risoluzione del concordato preventivo già omologato, se risulta la definitiva impossibilità di adempiere agli obblighi assunti con la proposta.

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I bilanci non approvati non sono idonei a provare il mancato superamento delle soglie di fallibilità

23 Dicembre 2016 | di Diego Corrado

Cass. Civ.

Dichiarazione di fallimento

La produzione di copie informali dei bilanci (non approvati né depositati) deve equipararsi alla mancata produzione degli stessi, e poiché l’onere della prova in ordine alla assenza dei presupposti per la dichiarazione di fallimento grava sul debitore, essa si risolve in danno dello stesso.

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Dichiarazione di fallimento e diritto di difesa

26 Ottobre 2016 | di Lucio Di Nosse

Corte Costituzionale, 16 giugno 2016, n. 146, sent.

Dichiarazione di fallimento

Non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 15, comma 3, del R.D. 16 marzo 1942, n. 267 (Disciplina del fallimento, del concordato preventivo, dell'amministrazione controllata e della liquidazione coatta amministrativa), come sostituito dall'art. 17, comma 1, lett. a), del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179 (Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese), convertito, con modificazioni, dalla L. 17 dicembre 2012, n. 221, sollevata in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione.

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Ammissibilità della dichiarazione di fallimento in assenza di risoluzione del concordato

02 Agosto 2016 | di Marco Paneri

Tribunale di Napoli Nord

Dichiarazione di fallimento

Le disposizioni di cui agli artt. 184 e 186 l. fall. non stabiliscono espressamente, in assenza di risoluzione, il divieto di dichiarare il fallimento dell’imprenditore nel caso in cui, nella fase esecutiva del concordato, si manifesti l’incapacità di pagare i debiti anteriori al concordato ovvero insorga una nuova insolvenza per incapacità di pagare i debiti contratti dopo l’apertura della procedura e l’omologa dello stesso concordato.

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La Corte Costituzionale e la dichiarazione di fallimento “d’ufficio”

29 Luglio 2013 | di Salvatore Sanzo

Corte Costituzionale

Dichiarazione di fallimento

Deve ritenersi non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 4, d. lgs. n. 5/2006, sollevata, in riferimento agli artt. 76 e 77 Cost., dal Tribunale ordinario di Milano, sezione fallimentare: il legislatore delegato, lungi dal violare la delega a lui conferita, ha, viceversa, dato attuazione al precetto affidatogli di procedere al coordinamento della disciplina delle procedure concorsuali con uno dei principi del nostro sistema processuale.

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Legitttima la dichiarazione di fallimento su istanza del P.M.

17 Luglio 2013 | di Manlio Lubrano di Scorpaniello

Cass. Civ.

Dichiarazione di fallimento

E’ legittima la dichiarazione di fallimento intervenuta su istanza del Pubblico Ministero, inoltrata a seguito di segnalazione del Tribunale nell’ambito di procedura prefallimentare (principio di diritto enunciato ai sensi dell’art. 384 c.p.c.)

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Funzione del Pubblico Ministero e limiti di attivazione per la dichiarazione dello stato di insolvenza

06 Luglio 2012 | di Maria Grazia Sirna

Tribunale di Napoli

Dichiarazione di fallimento

Il Pubblico Ministero è legittimato a proporre richiesta di fallimento nel caso, collegato alla sua funzione tipica, in cui abbia attinto la notitia decoctionis dalle indagini assunte nell’ambito di un procedimento penale pendente o, in alternativa, se l’abbia desunta dalla condotta dell’imprenditore estrinsecatasi nei fatti tipizzati dall’art. 7 l. fall., non necessariamente integranti ipotesi di reato, verificati anche al di fuori ed a prescindere dalla pendenza di un procedimento penale.

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Abrogazione della dichiarazione d'ufficio di fallimento: sollevata la questione di legittimità costituzionale

18 Giugno 2012 | di Danilo Galletti

Tribunale di Milano

Dichiarazione di fallimento

E’ rilevante e non manifestamente infondata, in relazione all’art. 77 della Costituzione e al tenore letterale logico della legge delega (art. 1, commi 5 e 6, l. n. 80/2005), la questione di legittimità costituzionale dell’art. 4 D. Lgs. n. 5/2006, nella parte in cui tale norma ha cancellato dal primo comma dell’art. 6 R.D. 16 marzo 1942 n. 267 l’inciso “oppure d’ufficio”.

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